La vicenda stadio-clinica da oggi assume un nuovo aspetto e trova un interlocutore, la dirigente regionale Davinia Boco, entrata nella contesa con un paio di note a sua firma che la Stadium S.p.a. attacca frontalmente. Tanto da chiedere un risarcimento cospicuo, alla dirigente regionale per i danni che avrebbe causato alla stessa società di scopo costituita appositamente per la realizzazione del progetto denominato stadio-clinica.

La PEC a doppia firma, dell’avvocato Nicola Poli di Lucca e dell’amministratore della Stadium S.p.a. Giuseppe Mangiarano, sposta su un asse diverso il confronto fin qui vissuto sulla direttrice Bandecchi-Proietti. Non più aspetti politici alla base della diatriba ma un confronto, anche aspro, legato alle scelte amministrative della dirigente.

Le due note che la Stadium contesta sono quelle del 14 aprile 2026 e la successiva del 25 giugno 2026 ritenute “in palese contrasto una con l’altra”.

La Stadium considera “palesemente strumentale” l’eccepita anomalia ed irricevibilità di cui scrive la dirigente regionale in risposta alla nota della Stadium del 16 giugno scorso con la quale viene avviato un nuovo percorso amministrativo a seguito della precedente sentenza del Tar dell’Umbria. Decisione validata dalla nota della regione del 14 aprile 2026.

Le contestazioni mosse alla dirigente regionale

Sempre secondo la Stadium altre motivazioni addotte dalla dirigente sarebbero “grossolanamente e palesemente errate” e a tale proposito contesta anche il richiamo alla materia della “tutela della salute” ricordando come la competenza autorizzativa finale sia del Comune di Terni, mentre alla Regione è riservata esclusivamente la Verifica di compatibilità del progetto con la programmazione regionale.

Quindi l’affondo della Stadium, che ritenendosi “soggetto interessato e danneggiato” considerando immotivata e ingiustificata, illegittima ed arbitraria la nota del’11 giugno 2026 a firma della dirigente Boco, invita la Regione Umbria a prendere le distanze dall’azione amministrativa posta in essere dalla stessa dirigente, annullandola “al fine di limitare i danni arrecati e, quindi, contenere la propria responsabilità oggettiva rispetto all’operato di un proprio funzionario, anche in tema di responsabilità erariale”. Infine la Stadium s.p.a. ritenendosi soggetto danneggiato, intima alla Dirigente Davina Boco e, in solido con essa, alla Regione Umbria, “il risarcimento di tutti gli ingenti danni, patrimoniali e non”.

La richiesta di risarcimento

Tema scottante quello dei danni patrimoniali ed economici che le condotte contestate avrebbero arrecato e starebbero arrecando a Stadium s.p.a. le cui azioni sono detenute al 100% dalla Ternana calcio s.r.l., società in liquidazione. Stadium nella propria PEC elenca una serie di costi di progettazione sostenuti, di costi per i servizi maturati, fa riferimento ai mancati incassi (come da Pef di riferimento) e ad altri elementi dai quali deriva una richiesta  di risarcimento complessiva pari a 23 milioni 254.911,00 euro “che saranno integralmente addebitati alla Dirigente Boco e, con essa, in via solidale, alla Regione Umbria, oltre agli altrettanto ingenti danni non patrimoniali che dovessero conseguire dal mantenimento di simili illegittimi atti”.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 29 giugno 2026 alle 20:30
Autore: Massimo Laureti
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