In questi giorni c’è tanto movimento intorno alla figura di Bandecchi, più del solito. Bandecchi ha tante vesti: quella del Sindaco, quella dell’imprenditore, quella del possibile proprietario del club della città. E questo già potrebbe rappresentare un problema. Un conflitto di interessi: potenziale, reale o morale decidete voi. Quando un personaggio come Bandecchi diventa Sindaco, questo pensiero esiste e infatti a Terni c’è sempre stato.

Bandecchi in questa vicenda della Ternana è sempre stato presente. O in prima persona, o sullo sfondo, o evocato. Ha parlato, ha attaccato, ha provato ad intervenire. Bandecchi e la Ternana, da quando nel 2019 è diventato proprietario del club (salvo poi uscirne quando è diventato Sindaco) sono un binomio difficilmente scindibile. Anche quando non è stato proprietario ha avuto sempre un pensiero alla Ternana: per affetto, per interesse (sia personale che potenzialmente economico). Il progetto stadio/clinica è stato certamente un motivo per rimanere legato alla Ternana. Quando la Ternana è stata in difficoltà, negli scorsi anni, è stato trovato il modo di aiutarla. Alcune proprietà se la sono presa in maniera frontale con lui, proprio a causa dell’ombra di Bandecchi sulla Ternana. Durante questo periodo di crisi si è speso in prima persona: da Sindaco e da imprenditore. La squadra era con lui, la sera della liquidazione volontaria. Lui è andato successivamente negli spogliatoi per rassicurare i calciatori. Ha partecipato agli incontri per poter cercare di salvare la squadra con la cordata Splendori e era disposto a entrare in quota. Si è adoperato, in questa fase, per essere pronto alla fase B, se eventualmente già domani non dovessero esserci delle proposte per partecipare all’asta.

Ha provocato Bandecchi. Come sempre. Sta operando in maniera pratica e cercando di trovare il modo migliore per arrivare all’obiettivo. Non sempre in maniera lineare. Sin dall’inizio, sin dalla sera in cui la famiglia Rizzo aveva optato per la liquidazione volontaria, aveva dichiarato che nella peggiore delle ipotesi la Ternana sarebbe ripartita dalla D. Ha subito pensato al futuro. La tifoseria non è quasi mai stata dalla sua parte. Ha parlato di Bandecchiana e non Ternana. Non sono piaciuti i modi, le modalità, le tempistiche. E alcune cose sono oggettivamente non possono piacere.



In alcune circostanze è stato detto (non solo durante la proprietà Bandecchi) meglio l’Eccellenza di questa dirigenza. E’ uno slogan, quasi un modo di dire. Ora però che - purtroppo - l’opportunità di staccarsi completamente c’è stata (e c’è ancora, in realtà) sia attraverso il Tribunale (quindi partecipando alle aste) sia per ripartire proprio dal basso, con le proprie forze.

Che il ternano non sia un territorio florido dal punto di vista economico, purtroppo lo sappiamo. Non abbiamo mai pensato che qualcuno potesse permettersi di prendere la squadra in C. Si poteva però essere più attrattivi? Più bravi a trovare opportunità? Più validi a creare rete? La politica invece di affrettarsi ad indicare il responsabile (quasi sempre in questi ragionamenti Bandecchi) ha provato a trovare una soluzione al problema? E in città a parte rarissimi casi (Amadei e la raccolta fondi della tifoseria) c’è stato il fermento che potevamo aspettarci per poter creare una vera alternativa?

Di sicuro la figura di Bandecchi è ingombrante, in tutte le sedi. Potrebbe aver “spaventato” qualcuno. Ma tutti? Da non creare neanche un’alternativa, credibile o meno che sia?

Non sappiamo, ma possiamo immaginare, che fine farà la Ternana. Lo scopriremo ufficialmente fra poco. Abbiamo vissuto una stagione (o delle stagioni) in cui sulla pelle della Ternana si sono condotte battaglie personali. Evidentemente non ci è bastato. Almeno che possa finire questo. Altrimenti il periodo nero della Ternana non finisce più…

Sezione: Editoriale / Data: Mer 20 maggio 2026 alle 19:00
Autore: Ternananews Redazione
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