La firma dell’atto di fusione rappresenterà soltanto una delle tappe del percorso che dovrà riportare la Ternana in Serie D. Dopo l’approfondimento pubblicato prima sul complesso iter societario che porterà alla nascita della nuova realtà rossoverde, resta infatti aperto il capitolo più delicato: quello dell’approvazione federale.

Se sul piano civilistico il lavoro dei professionisti coinvolti nell’operazione sembra aver costruito una struttura solida e conforme alle normative, il passaggio decisivo sarà quello davanti alla FIGC e alla Lega Nazionale Dilettanti, chiamate a verificare la piena regolarità dell’intero progetto.

La Federazione esamina infatti operazioni di questo tipo attraverso una serie di controlli particolarmente rigorosi. Il primo riguarda il titolo sportivo, che non può essere oggetto di compravendita o di valutazioni economiche. L’obiettivo è impedire che le categorie calcistiche diventino strumenti di mera speculazione e garantire che fusioni e incorporazioni rispondano a reali esigenze sportive e organizzative.

Altro aspetto fondamentale è quello economico-finanziario. Le società coinvolte devono dimostrare di aver rispettato tutti gli obblighi nei confronti dei propri tesserati e di aver provveduto al pagamento dei debiti sportivi maturati. Una verifica particolarmente importante per tutelare la stabilità del sistema e garantire la correttezza delle competizioni.

Sotto la lente federale finiranno poi la composizione societaria e i dirigenti coinvolti nell’operazione. Le norme escludono infatti soggetti colpiti da determinate condanne o sanzioni e vietano situazioni di multiproprietà all’interno della stessa categoria o lega di appartenenza.

Non meno rilevante sarà il controllo sugli impianti sportivi. La nuova società dovrà dimostrare la disponibilità dello stadio designato per l’intera stagione sportiva e presentare tutta la documentazione necessaria relativa all’agibilità e all’utilizzo dell’impianto.

Ma il vero punto di svolta arriverà soltanto al termine dell’istruttoria. L’articolo 20 delle N.O.I.F. prevede infatti che l’efficacia della fusione sia subordinata all’approvazione del presidente federale.

Ed è proprio qui che il percorso della nuova Ternana incrocia inevitabilmente la politica sportiva nazionale. La FIGC si trova infatti nel pieno di una fase di transizione dopo l’uscita di scena di Gabriele Gravina. Sarà quindi il nuovo vertice federale a dover valutare il dossier rossoverde.

La corsa alla presidenza vede attualmente protagonisti l’ex numero uno del CONI Giovanni Malagò e l’attuale presidente della Lega Nazionale Dilettanti Giancarlo Abete. Toccherà al vincitore della sfida elettorale esaminare tutta la documentazione predisposta per il cosiddetto “Progetto Fenice” e decidere se concedere il via libera definitivo.

Per questo motivo, anche dopo la firma prevista nello studio del notaio Francesco Maria Alvi, la Ternana dovrà attendere l’ultimo e più importante semaforo verde. Soltanto con l’approvazione federale potrà essere completata la rinascita del club e sancita ufficialmente la partecipazione della nuova società al prossimo campionato di Serie D.

Sezione: News / Data: Lun 22 giugno 2026 alle 19:30
Autore: Ternananews Redazione
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