La Ternana si ferma. L’ultima sconfitta fuori casa era a Ravenna, contro i secondi della classe, il 27 settembre. Ora capita di nuovo contro la terza forza del campionato. E se all’andata la sconfitta del Liberati era figlia di una squadra che si stava costruendo e che non avrebbe neanche meritato la sconfitta arrivata per due disattenzioni evitabilissime, stavolta la musica è diversa. La Ternana oggi arrivava ad Ascoli con la voglia di dimostrare che il divario in classifica non era reale. Avrebbe voluto approfittare di un momento positivo in rossoverde e di uno non particolarmente felice in bianconero: due pareggi e la sconfitta contro la Pianese certificavano un Ascoli in difficoltà, tanto più che nelle ultime 9 di campionato l’unica vittoria era arrivata contro il Forli (se escludiamo la vittoria contro il Rimini). E invece l’Ascoli risorge proprio nel giorno del derby contro la Ternana. E la Ternana vede sbattere le proprie ambizioni contro la realtà. Giustamente questa gara era stata presentata come un esame di maturità: la dimostrazione di potersela davvero giocare fino in fondo con tutti. Perché questa Ternana - e noi lo ripetiamo da tempo - non deve avere paura di nessuno. E quindi neanche dell’Ascoli. Ma poi il campo, purtroppo, ha detto un’altra cosa. Ha raccontato di un Ascoli più intraprendente, più pericoloso, più incisivo. Un Ascoli che non ha rischiato nulla e che invece ha costruito 3/4 palle gol (gol compreso) di livello. E la Ternana che è sembrata quasi bloccata, frenata, impaurita. Le difficoltà a produrre la manovra offensiva si devono certamente alla buona partita degli avversari ma anche - ci è sembrato - a un’attitudine della squadra a badare più a chiudere gli spazi piuttosto che ad andare avanti, come se ci fosse timore a scoprirsi. Anche il sistema di gioco scelto dall’inizio porta verso una Ternana più prudente: 352, utilizzato raramente in stagione. Dentro Proietti e fuori una punta: spazi più fitti a centrocampo e un mediano in più. La controprova ovviamente non l’abbiamo e non sappiamo come sarebbe andata a finire diversamente. Ma siamo sempre convinti che la differenza non la facciano i sistemi di gioco ma l’atteggiamento e quello della Ternana era guardingo: ad aspettare il momento giusto per affondare. Non è mai arrivato e il secondo tempo, nonostante lo svantaggio, è finito con 0 tiri verso la porta ascolana. Non si sono visti gli attaccanti, non si sono visti in fase offensiva i due esterni (se non per qualche cross di Ndrecka) non si sono visti gli inserimenti delle mezze ali. La Ternana, che anche con un pareggio avrebbe continuato la propria striscia positiva e testimoniato un buon stato di forma, non è riuscita invece a tirare fuori la testa. E anche nella reazione è stata ben limitata dagli avversari: ecco perché bisogna sottolineare la prova dell’Ascoli. La Ternana esce ridimensionata? Forse nelle ambizioni sì. Non certo perché è stata surclassata dall’Ascoli o perché ha dimostrato di essere inferiore. Esce ridimensionata perché una vittoria avrebbe portato entusiasmo e consapevolezza e una sconfitta invece - è lapalissiano - porta il contrario. Forse porterà anche nuove convinzioni in casa rossoverde. Di potersi giocare in maniera meno bloccata le partite, credere ancora di più nelle proprie possibilità, non rimanere necessariamente in attesa delle mosse dell’avversario. Trovare insomma un po’ più di coraggio: quello che servirà in questo finale di stagione.E per quello non è cambiato niente in casa rossoverde: il finale dovrà essere sempre vissuto da protagonista. E anche queste sono lezioni che possono servire per prepararsi al meglio.
Sezione: Editoriale / Data: Ven 09 gennaio 2026 alle 23:05
Autore: Ternananews Redazione
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