Inutile sottolinearlo e continuarlo a ripetere: la Ternana vive un momento di difficoltà ormai da tre anni. Dalla cessione della Ternana dalle mani di Bandecchi a quelle prima di Guida, poi D’Alessandro e ora Rizzo non c’è stata una stagione tranquilla. Uno stato di costante paura, tensione e difficoltà che metterebbe ko chiunque. In attesa di capire se ha messo ko proprio la Ternana stessa, intanto è ko il pubblico, la tifoseria. Gli spettatori sono sempre meno, completamente disillusi rispetto a una condizione che sembra obiettivamente difficilissima. In questi anni i tifosi sono stati presi in giro. Ai tifosi sono state raccontate storie non vere.

L’unico che aveva messo subito le cose in chiaro, rispetto alle potenzialità economiche, è stato Nicola Guida, ma anche in quella circostanza, lui stesso ha ammesso di aver fatto il passo più lungo della gamba. Da allora (al netto di tutte le considerazioni sulla vicenda stadio/clinica) - compresa quella stagione culminata con la retrocessione - solo parole. Dai D’Alessandro, fino a Ferrero e all’inizio di questa avventura con i Rizzo, fino all’ultima (e unica) conferenza stampa del dottor Gian Luigi quando abbiamo pensato che fosse iniziato il vero cammino di questa Ternana che invece è stato sconfessato qualche settimana dopo.

Quello che oggi sappiamo della Ternana lo abbiamo saputo da alcuni comunicati stampa, da ricostruzioni giornalistiche (più o meno accurate) piuttosto che dalla voce dei proprietari. Che hanno parlato un paio di volte: una alla presentazione (con Ferrero, e quindi escluderemmo visto che parlò solo il Viperetta) e una ad inizio gennaio. Oggi che è cambiato di nuovo tutto e che comunque rimangono i debiti, anzi aumentano, che è stato cambiata tutta l’area tecnica non c’è stata ancora una presa di posizione da parte della proprietà. E’ vero che è meglio far parlare i fatti. E’ la strategia migliore. Ma questa città, questa piazza, dopo tanto tempo avrebbe il diritto di sapere come stanno le cose e qual è la direzione. Anche se le notizie - come immaginiamo - non siano necessariamente positive.

Viviamo aspettando segnali: rimane Fazio o no? Verrà un nuovo ds o no? Verranno pagati gli stipendi dei dipendenti o no? Verranno pagati i fornitori o no? Verrà fatto un piano di rientro con i creditori o no? Verrà cambiata la sede o no? Verranno onorate le scadenze federali del 16 aprile o no? La Ternana avrà un futuro o no? Sappiamo benissimo che l’arrivo della famiglia Rizzo è legato alla vicenda stadio/clinica e che questa situazione sicuramente non ha agevolato gli investimenti sulla squadra. Ma i tifosi rossoverdi, eventualmente, sono vittima tanto quanto la proprietà, in questa vicenda.

Forse doppiamente vittima. Però serve - se ci sarà un futuro, di qualsiasi tipo - che si riallacci (anzi in realtà che si crei) un rapporto con la città e con la tifoseria. Non soltanto in nome delle vicende politiche (leggi stadio/clinica) ma sotto i colori rossoverdi. Una squadra di calcio - come abbiamo sempre avuto modo di dire - è come se fosse un bene comune amministrato dal presidente, con i suoi soldi, nell’interesse della collettività.

Tutti amano la propria squadra di calcio, solo uno mette i soldi e veramente la amministra. Ma non si può non tenere conto della tifoseria e della piazza: rispettandole. E’ la legge dello sport, di uno sport con tanto seguito (soprattutto in piazze come questa). Altrimenti si creano delle fratture difficilmente sanabili. Sempre, ovviamente, che ci sia qualcosa da dire. A quel punto conviene rimanere in silenzio. Una massima dice: “Meglio rimanere in silenzio ed essere considerati degli stolti, piuttosto che aprire bocca e togliere ogni dubbio”. Non vorremmo essere in questa situazione.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 17:00
Autore: Ternananews Redazione
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