Una volta si diceva: no news, good news. Se non ci sono novità tutto prosegue come previsto: era un po’ questo il succo. Ecco: oggi nessuna notizia, ma nessuna good news, nessuna buona notizia. Tuttosommato la saggezza popolare (anche se in questo caso inglese) mantiene una certa logica: tutto prosegue come previsto, ovvero nel più completo caos.

Una delegazione della squadra è partita appena dopo l’allenamento per incontrare la proprietà. Sono partiti i più anziani del gruppo: il capitano Capuano, Martella, Proietti, Pettinari, Meccariello e Ferrante. Certamente quelli con più presenze in maglia rossoverde. Sono partiti senza sapere l’orario e il luogo dell’appuntamento, e già questo (a parer nostro) non è sembrato un buon segnale. Perché non fissare da subito, cosa c’è da nascondere, chi bisogna depistare? I giornalisti? I tifosi? Per non dire cosa? Per omettere che? Di cosa si può avere paura? Si nasconde chi ruba, chi si sente in pericolo, chi si vergogna… 

Soltanto con l’arrivo a Roma gli è stato comunicato dove vedersi a piazza Cavour, dove sono stati avvistati da un tifoso… e nel 2026 fermare la comunicazione diventa abbastanza complicato… Presenti all’incontro Gianluigi Rizzo, Laura Melis, Claudia Rizzo e il loro avvocato Cristiano Marinese. Oltre al direttore generale Mangiarano.

Le comunicazioni di cosa si è detto sono state frammentate: sempre con la necessità di dover nascondere qualcosa. A chi? E torniamo al concetto di prima. Da qui in poi possiamo fare solo considerazioni. I giocatori coinvolti non parlano: stretto riserbo. Così come non parla la società e la proprietà, come peraltro accade da tempo.



Siamo tornati al medioevo della comunicazione. Nessun segnale mandato a un’intera tifoseria e alla piazza di Terni. E allora viene da pensare una cosa soltanto: che la risposta a “pagate gli stipendi?” non sia stata pienamente positiva. Potremmo definirla una fumata grigia, a proposito di fumo buttato in questa vicenda, dove non c’è nulla di chiaro.

Di sicuro ora non è il tempo delle spiegazioni ma dei fatti. Le parole - che potevano essere fatte finora e che avrebbero potuto spiegare la situazione e magari aiutare a trovare una soluzione - ora lasciano il tempo che trovano.

Ora ci devono essere promesse da mantenere e fatti. Via avvocati e intermediari. Via dirigenti e pontieri.
In questi ultimi mesi i fatti non ci sono stati. Si verrà giudicati soltanto dai fatti: i risultati del campo e i risultati economici. Come recita un altro vecchio detto: chi vince festeggia e chi perde spiega. Ecco finora siamo solo alle spiegazioni. Ora bisogna vincere.

E sarà molto difficile perché nella settimana del derby riuscire a non parlare mai di campo è la sconfitta più grande che potesse mai accadere.
Da adesso in poi rimangono solo i fatti. Poche parole. Con una grande consapevolezza: nessuno degli attori in causa pensi di fuggire dalle proprie responsabilità. Morali e materiali.

Sezione: Primo Piano / Data: Ven 10 aprile 2026 alle 21:30
Autore: Ternananews Redazione
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