Roberto Biagioli rompe il silenzio e affida ad un lungo comunicato il proprio sfogo dopo le polemiche esplose negli ultimi giorni attorno al futuro dell’Orvietana e alle indiscrezioni relative ad una possibile operazione collegata alla ripartenza della Ternana dalla Serie D.

Il presidente del club biancorosso ha deciso di intervenire pubblicamente dopo “la valanga di argomenti, inaccettabili, emersi nel controverso confronto sui social e il notevole rilievo giornalistico sulle ultime vicende dell’Orvietana Calcio”.

Biagioli ha ripercorso innanzitutto il proprio ingresso nel club nel 2004, ricordando una società reduce da anni difficili: “L’Orvietana veniva da un decennio abbastanza burrascoso. Solo il coraggio di Domenico Pizzardi, Luciano Petrangeli e Alfredo Branca evitò il fallimento. Quando entrai in società con Alessandro Paci presidente, il mio primo impegno fu risanare”.

Da lì il lungo racconto di oltre vent’anni alla guida del club: “Ho gestito l’Orvietana Calcio per 22 anni avendo solo alcuni amici a supporto. Ho sostenuto l’impegno economico a costo di grandi sacrifici senza alcuna solidarietà sostanziale da parte di coloro che adesso piangono la perdita della loro creatura”.

“Mi hanno dato del mafioso e del corruttore”

Il passaggio più duro del comunicato riguarda le accuse ricevute negli ultimi giorni: “Saranno forse il mio ridare ordine alle cose e i sacrifici fatti in questi anni che hanno spinto qualcuno a qualificarmi addirittura come ‘mafioso’ e ‘corruttore’”.

Biagioli ha poi replicato anche alle polemiche nate attorno ad un presunto collegamento tra la trattativa societaria e un lavoro pubblico affidato ad una impresa riconducibile alla sua famiglia.

“Qualcuno ha vagheggiato l’assegnazione di un appalto pubblico quale compenso dell’acquisizione delle mie quote. Svelo il mistero: si tratta di un intervento urgente da circa 130mila euro per la messa in sicurezza di una strada interessata da una frana. Il lavoro è stato affidato ad un’impresa della mia famiglia di cui non sono né socio né amministratore”.

Il presidente dell’Orvietana ha aggiunto: “Parliamo di un gruppo che fattura oltre 20 milioni di euro e che lavora con amministrazioni pubbliche in tutta Italia. Pensare che un intervento del genere possa condizionare operazioni societarie è assurdo”.

Biagioli ha annunciato anche possibili azioni legali: “Ho già dato mandato affinché vengano portati all’attenzione dei giudici tutti quei commenti e quelle affermazioni che abbiano superato il limite della critica”.

“Nessuna opacità, ho trattato la cessione di quote private”

Nel comunicato Biagioli ha respinto anche le accuse di poca trasparenza nella gestione della trattativa: “Non ho partecipato a nessuna fusione, non ho stretto alleanze o consorterie con nessuno. Non c’è stata nessuna opacità nel percorso societario”.

Il numero uno dell’Orvietana ha precisato di aver semplicemente “trattato la cessione delle quote di una società di capitali di cui ho la disponibilità”, ricordando come negli anni sia stato lui stesso a coprire economicamente le difficoltà del club.

“Negli ultimi anni ho più volte sottolineato la necessità di allargare la base societaria e di unire le realtà calcistiche di una città sotto i 20mila abitanti. Nessuno si è mai fatto avanti concretamente”.

Biagioli ha poi evidenziato anche le difficoltà economiche dell’ultima stagione: “Il campionato appena concluso ha richiesto risorse superiori al previsto. A questo si aggiungono la stanchezza e i sacrifici personali necessari per seguire la squadra in tutto il Centro Italia”.

Infine, la stoccata conclusiva: “Una cosa buona questa guerra mediatica l’ha fatta: ha dimostrato che la mia scelta di passare la mano era giusta. Decine di persone più capaci di me, più attaccate ai colori e più oneste di me sono uscite allo scoperto. Mettiamoci sul ponte e aspettiamo cosa accadrà nei prossimi 8030 giorni”.

Sezione: News / Data: Ven 22 maggio 2026 alle 13:38
Autore: Ternananews Redazione
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