La seconda asta andata deserta ha colpito al cuore un’intera città e chi la Ternana l’ha vissuta davvero, dentro e fuori dal campo. Tra questi c’è anche Romano Marinai, capitano storico delle Fere e simbolo della promozione in Serie A del 1972, che ha raccontato tutta la propria amarezza in un’intervista rilasciata a Il Messaggero.

Ottantacinque anni, oltre 250 presenze in rossoverde e recentemente eletto “Fera del secolo” in occasione del centenario, Marinai sta vivendo con dolore il momento più delicato della storia della Ternana. “Sono triste e non potete immaginare quanto. La Ternana per me è stata tutto. Racchiude la mia storia calcistica”, ha confessato.

L’ex capitano ha raccontato anche un dettaglio carico di nostalgia: “Stavo guardando ancora i filmati della promozione in Serie A del 1972”. Un passato glorioso che oggi contrasta con un presente drammatico, segnato dal doppio deserto alle aste per la cessione del ramo sportivo del club.

Marinai non nasconde la rabbia per quanto accaduto negli ultimi anni: “Oggi maledico tutti quelli che hanno fatto del male alla Ternana, chi ha sfruttato il suo nome per farci non so ancora bene cosa”.

“La Ternana merita categorie importanti”

Nel corso dell’intervista concessa a Il Messaggero, l’ex rossoverde ha indicato anche quella che, secondo lui, è stata una delle cause principali della crisi: “Credo che il fatto di aver anteposto il progetto di stadio e clinica alla squadra sia stato controproducente. Chi ha solo interessi non ama la Ternana come la amo io e come la amano i tifosi”.

Guardando al futuro, Marinai spera in una ripartenza seria, possibilmente dalla Serie D: “Io speravo che la Ternana restasse in Serie C. Certo, sarebbe meglio ripartire dalla Serie D piuttosto che dall’Eccellenza, perché sarebbe più lunga tornare su. Ma la cosa importante è che ci sia un progetto serio. La Ternana non può stare in certe categorie”.

“I tifosi devono pensare solo ai colori rossoverdi”

Marinai ha poi rivolto un messaggio diretto alla tifoseria, invitando l’ambiente a restare unito in un momento tanto delicato: “Il popolo ternano deve vedere i colori rossoverdi e amarli. Se viene Stefano Bandecchi o Donald Trump non deve interessare. Il tifoso deve tifare la Ternana”.

Parole forti anche sul clima di divisione che si respira in città: “Tutti devono rimboccarsi le maniche affinché la Ternana torni in alto. Se si vuole bene alla Ternana è così, senza schierarsi a favore di qualcuno o contro qualcun altro”.

L’ex capitano ha infine chiuso con una riflessione sul calcio moderno: “Gli anni dei Taddei o di Manini sono finiti. Oggi il calcio è guidato da persone che arrivano da fuori. Se ci sarà qualche ternano disposto a ripartire, meglio. Ma anche se dovesse arrivare qualcuno da fuori, l’importante è che voglia davvero bene alla Ternana”.

Sezione: News / Data: Ven 22 maggio 2026 alle 15:00 / Fonte: Il Messaggero
Autore: Ternananews Redazione
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