Un premio accolto con emozione ma anche con tanta amarezza. Marco Capuano, capitano della Ternana, è stato premiato dal Corriere dell’Umbria come miglior rossoverde della stagione, ma il momento delicatissimo vissuto dal club ha inevitabilmente accompagnato tutta la sua lunga intervista.

“A dire il vero questo premio non me la sentivo neanche di venirlo a ritirare vista la situazione, però un minimo di piacere c’è, anche un po’ di sorpresa, perché quest’anno sono stato fuori abbastanza per via degli infortuni e della situazione esterna. Però quando ho giocato ho cercato come sempre di dare l’anima per questa maglia da capitano e quindi fa piacere”, ha raccontato il difensore rossoverde.

Capuano si è presentato nella sede del quotidiano accompagnato dal team manager Mattia Stante, accolto dal direttore Sergio Casagrande, dal caposervizio sportivo Giorgio Palenga e dalla redazione sportiva del giornale.

Nel corso della chiacchierata il capitano ha ripercorso una stagione complicatissima, segnata da problemi societari, tensioni interne e grande incertezza sul futuro della Ternana.

“Anno durissimo, ho cercato di fare da collante”

“Questi colori ce l’ho nel cuore, l’ho sempre detto. Anche quest’anno, contro i miei interessi, ho cercato di mantenere la promessa fatta: riportare la Ternana in B dopo la retrocessione e il playout col Bari, sperando che poi le cose si sistemassero fuori dal campo”, ha spiegato.

Capuano ha poi raccontato il peso vissuto nel ruolo di capitano durante una stagione così difficile: “È stato un massacro sotto tutti gli aspetti. Essendo il capitano, compagni, staff, fisioterapisti e allenatore parlavano prima con me. Anche quando sei a casa non riesci mai a staccare. Ti porti il lavoro e i problemi dietro continuamente”.

Il difensore ha parlato anche del clima pesante vissuto nello spogliatoio: “Non c’era serenità. C’erano ritardi negli stipendi, malcontento per i licenziamenti dei dipendenti. A un certo punto abbiamo chiesto anche la reintegra del magazziniere Tommaso Moroni. In tutto questo dovevamo comunque scendere in campo e vincere”.

Nonostante tutto, il gruppo è riuscito a restare compatto: “La cosa più bella è stata proprio il gruppo che si era creato. Quando vinci è facile stare bene insieme, invece noi siamo rimasti uniti anche nelle difficoltà”.

“I Rizzo? Erano qui soprattutto per la clinica”

Uno dei passaggi più forti dell’intervista riguarda il rapporto con la proprietà. Capuano ha raccontato senza giri di parole ciò che sarebbe stato detto ai giocatori dalla famiglia Rizzo.

“Loro ce l’avevano detto chiaramente che erano qui soprattutto per la clinica. Noi eravamo un di più, un intermezzo magari per raggiungere quell’obiettivo. Infatti, quando non si è più potuta fare la clinica, dopo la sentenza del Tar, hanno mollato”.

Alla domanda se la proprietà fosse stata esplicita fin dall’inizio, il capitano ha risposto: “Sì sì. Quando siamo andati a parlare da loro ci dissero: ‘Noi siamo venuti solo per la clinica’. Come se fossero stati quasi obbligati a prendere anche la Ternana”.

Capuano ha poi analizzato il rendimento della squadra: “Senza penalizzazione e con una situazione normale potevamo tranquillamente lottare per il terzo posto. Nonostante tutto siamo arrivati sesti”.

Sul piano personale il capitano si è dato “6,5” per quanto fatto in campo a causa degli infortuni, mentre fuori dal terreno di gioco si è assegnato un “9”: “Più di così non so cosa avrei potuto fare, a meno che non avessi avuto io i soldi per salvare la società”.

Infine una riflessione sul futuro della Ternana: “Il sogno non so se si interrompe. Dipenderà da quello che succederà e dalla volontà delle persone di costruire subito una squadra per vincere. La Serie D la fai per vincere, non per stare lì”.

Sezione: News / Data: Gio 21 maggio 2026 alle 16:30 / Fonte: Corriere dell'Umbria
Autore: Ternananews Redazione
vedi letture