Se l’asta di venerdì, come purtroppo ormai appare sempre più evidente, dovesse andare deserta (e già domani alle 12 lo sapremo), allora si darà il via al piano B, quello della ripartenza dai Dilettanti e non dall’Eccellenza. Il piano è già pronto, basta soltanto premere il tasto verde per poter iniziare questo percorso. L’accordo con il presidente dell’Orvietana per poter portare il titolo a Terni, attraverso la Ternana Futsal, c’è e va solo ratificato. L’architettura dell’operazione (avrà comunque bisogno di tempo per potersi realizzare) è già stata pensata la strada sembra spianata. Al di là delle provocazioni di Bandecchi sul nome, al di là dei pensieri di parte della tifoseria su questa soluzione, da questa mattina un po’ di preoccupazione in città è nata.
Secondo l’avvocato Donato Di Campli (che si è interessato da vicino alla situazione rossoverde in queste ultime settimane), infatti non è scontato che questa vicenda vada a finire come è stata pensata.

Da quello che abbiamo capito, cercando di approfondire la vicenda nel miglior modo possibile, quando si parla di fusioni fra società appartenenti al mondo dei dilettanti le regole sono leggermente diverse rispetto a quando vengono coinvolte squadre professionistiche (come per esempio nel caso di Brescia e Feralpi Salò oppure fra Vicenza e Bassano). In questo caso la questione territoriale è molto stringente (proprio per evitare scorciatoie): i comuni devono essere limitrofi. Ancora più stringenti sono le norme per il cambio di città (lo spostamento quindi da una città a un’altra).

Nel caso di Ternana e Orvietana, la fattispecie è molto simile a quanto succede (purtroppo) ogni anno nel mondo dilettantistico. Le fusioni sono ammesse fra due squadre della stessa provincia. Ovviamente bisogna avere delle motivazioni valide (presentate al momento della richiesta di fusione), ma la distanza è un elemento relativo. Altrettanto ovviamente bisogna avere l’ok dall’organizzatore del campionato di competenza: un’ok che poi arriva anche in Figc (da parte di chi conosce il territorio e le varie problematiche).



La vicenda di Ternana e Orvietana è un caso ancor più particolare perché riguarda una società di calcio a 5 che vuole allargarsi anche al calcio a 11 (è permesso) e una società che invece non intende più andare avanti a causa di spese troppo rilevanti. 

Il concetto di fondo è che per ratificare questo progetto, il presidente della Figc (Gravina dimissionario fino al 21 giugno e poi molto probabilmente Malagò) non deve avere il dubbio che questa operazione serva per aggirare le regole federali.

In via Allegri arriverà una documentazione con le motivazioni che la nuova Ternana e Orvietana hanno per la fusione. E se tutto sarà corretto (a livello burocratico) e non genererà dubbi sarà approvato. Non bastano “semplicemente” le informazioni avute a mezzo stampa. Quelle ci sono state anche per tutte le altre fusioni (che hanno permesso anche il mantenimento della categoria) o delle dichiarazioni dei diretti interessati.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 20 maggio 2026 alle 17:57
Autore: Ternananews Redazione
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