Di campo abbiamo parlato molto spesso, anzi praticamente sempre. Non sempre è stato al centro dell’attenzione di piazza e tifoseria ma recentemente - per fortuna - eravamo riusciti a parlare di calcio, visto che le vicende societarie sembravano essere appianate e normalizzate. Certo sullo sfondo rimane sempre la questione stadio/clinica e i rapporti tumultuosi con il Comune, ma la società aveva preso una decisione. Condivisibile o meno la strada era stata tracciata: ci era voluto tempo e tutto sembrava poter convergere.

Da quel momento in poi abbiamo parlato molto meno di società, visto che era stata disegnata la “Ternana dei Rizzo”, affidata a professionisti scelti personalmente dalla famiglia e soprattutto dal patron Gianluigi, in una fase in cui anche l’apporto e il supporto della presidente Claudia era stato parziale. Forti, Morcella, Foresti e la fiducia rinnovata a Liverani. Tutto (o moltissimo) ruotava intorno a queste figure. Un blocco granitico su cui la Ternana come società (e anche quindi in campo) si sarebbe fondata.

I risultati però si sa dettano sempre la linea e così, in concomitanza con la fine del mercato, sono arrivati dei passi falsi che hanno destabilizzato l’ambiente. L’eliminazione dalla Coppa Italia, la sconfitta in casa con la Torres e il pareggio con la Pianese hanno creato tensione, certamente.
Ma non è solo la vicenda sportiva a tenere banco in casa rossoverde. Perché il campo restituisce poi quello che c’è intorno, spesso.

Sinceramente, ultimamente, abbiamo visto (o ascoltato) delle cose che facciamo fatica ad inquadrare in un contesto di “normalità”. E non parliamo dei ritiri che non ci sono stati (per esempio in casa con il Ravenna, ne ha già parlato la presidente) o della partenza per Arezzo il giorno stesso della partita (è un’anomalia, l’importante è che sia condivisa). Parliamo (e partiamo) dal silenzio stampa dopo la sconfitta in casa contro il Catanzaro. Come mai è stato indetto? Per protestare contro chi e contro cosa? Oppure per non far parlare chi? Perché questo silenzio stampa non è stato comunicato da un dirigente o da una nota, proprio per inquadrare la situazione? E quanto durerà? Ma soprattutto: come è possibile che ci sia un silenzio stampa dopo tre vittorie consecutive? Troppa delusione? Non poter parlare con i giornalisti (e quindi con i tifosi) è quanto di più lontano possa esistere dal concetto di modernità ma è una battaglia persa.

Come sembra una battaglia persa questa rincorsa alla normalizzazione. Dopo tantissimo tempo verranno rimossi i container che fungevano da mixed zone e che quindi allargavano gli spazi dedicati alla stampa. La spiegazione formale è che quest’anno nessuno aveva acquistato questi diritti. A parte che gli stessi locali potevano essere destinati ad altro uso ma ora la mixed zone dove sarà? E se ne dovesse aver bisogno qualcuno da fuori (che invece i diritti li ha acquistati?). Spiegazione molto tecnica e intendiamoci, legittima. Ma non è che tutto quello che è “permesso” è condivisibile. Oggi la progettualità della Ternana qual è?

Così come si fa un gran parlare dei debiti della Ternana e delle ingiunzioni di pagamento che sono arrivate in società. Purtroppo la situazione di stabilità rossoverde è incerta da troppo tempo e tutti quelli che finora hanno provato a tenere duro per vedere se la situazione migliorasse hanno deciso di avere quello che gli spetta. In questi casi poi quando parte uno, a ruota seguono tutti. Ora questa non è certamente una scelta della famiglia Rizzo, si ritrovano in una situazione spiacevole e soprattutto molto gravosa economicamente. Ma altrettanto nota.

Come noti sono sempre stati gli stipendi per i dipendenti della società. La presidente Claudia ha recentemente sottolineato come a breve saranno pagati anche questi e che finora si è data priorità alle scadenze federali che altrimenti avrebbero portato a ulteriori penalizzazioni o addirittura a un’estromissione dal campionato. Ma sempre per rimanere nel “giusto” non si possono ignorare troppo a lungo anche questo tipo di scadenze che pendono sempre sulla famiglia Rizzo e che sicuramente costituiscono un altro fronte di spesa (non importante come quello dei calciatori, ovviamente).

E’ per questo che ci sarebbe bisogno di chiarezza e non di silenzio. I segnali, in tutta sincerità, non sono confortanti. Irritazione per i risultati, questioni economiche che continuano ad essere centrali, silenzio radio imposto.
Non è l’aria per andare in paradiso, neanche attraverso i playoff

Sezione: Editoriale / Data: Mar 03 marzo 2026 alle 19:00
Autore: Ternananews Redazione
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