Le parole di Andrea Lisuzzo nel dopo partita “ero soddisfatto già dopo 25 minuti di partita” la dicono lunga sulle aspettative che il tecnico rossoverde aveva riposto nella seconda sfida di Coppa Italia.

Lui chiede ai suoi di crescere, migliorarsi, giorno dopo giorno perché nel suo modo di concepire il calcio c’è soltanto una certezza: il lavoro paga. E di lavoro ai suoi ne ha dispensato parecchio in questo primo mese di Ternana. Preparazione atletica e tattica, principi di gioco e sudore per una preparazione compressa, come se i rossoverdi fossero studenti che debbono comprimere il triennio in un solo anno.

Per questo prima di tutto la crescita, poi il risultato. Ovviamente. E anche per questo Lisuzzo alla fine della partita era sicuramente più contento di quanto lo fosse stato al 25’. Perché nel primo quarto di gara Proietti e soci hanno fatto vedere cose interessanti: palle gol per Liurni e Costanzo, fraseggio stretto in mezzo al campo con illuminazione finale (Proietti per Liurni), spinta sugli esterni e pressione costante. Insomma, 25 minuti da padroni nonostante il gol non fosse arrivato. Padroni in uno stadio sconosciuto ai più, su un terreno di gioco ancora in divenire, con un caldo feroce e un avversario tosto come il Trestina che in serie D ha dimostrato di sapersela cavare piuttosto bene.

Tutte considerazioni che si sommano ed entrano prepotentemente nella valutazione della prestazione dei rossoverdi, nei segnali di crescita proposti e nell’idea che possono aver trasmesso ai tifosi in relazione all’obiettivo finale.

Quindi, notizie confortanti in mezzo a qualche incertezza che ancora alberga nella squadra di Lisuzzo che era e resta un cantiere aperto. Per il tipo di lavoro che sta svolgendo, per un mercato che porterà di sicuro altre novità, per una sistemazione definitiva e più agevole dove lavorare tutti i giorni che dovrà essere definita a breve giro.

Aspettando quella definizione societaria che ancora non c’è. Con Felleca che si è calato nel ruolo di socio e presidente anche se ancora le carte non esprimono niente di ufficiale in proposito. Con Bandecchi che aveva annunciato la propria presenza, anche in panchina, ma poi ha cambiato idea.

Però al momento Lisuzzo può contare sul feeling totale con Carlo Mammarella che è il suo direttore sportivo. E questo è un aspetto fondamentale per garantirsi un confronto costante e positivo come lo è stato in questo primo mese. Le parole al miele che sono state spese vicendevolmente dai due testimoniano come l’intesa e il sostegno reciproco sia diventato – com'è giusto- il modo di lavorare dei due chiamati a tentare l’immediato ritorno in serie C. Anche se Bandecchi ha sempre parlato di “squadra per competere al vertice”.

Così, in questo quadro che oggi propone tante luci ma pure qualche ombra, è uscito di prepotenza nel ruolo di protagonista assoluto Tiberio Brutti, classe 2008, che da mezzala del settore giovanile è diventato terzino della prima squadra. Un ragazzo nel quale Mammarella ha sempre creduto tanto di averlo portato prima nel gruppo di Abate quindi in quello di Liverani. Motivo? “Da Under 15 aveva performance da giocatore di prima squadra”. I dati del gps  che i giocatori hanno addosso in allenamento e in partita, non mentivano. E la partita col Trestina ha aggiunto importanti novità legate alla personalità, alla duttilità, alla voglia di arrivare di un ragazzo che, con la Ternana fallita, avrebbe potuto scegliere altri approdi. Invece è stato il primo a firmare. E adesso è il primo ad emergere. Anche questi sono segnali di crescita e forse anched i resurrezione.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 30 agosto 2026 alle 21:00
Autore: Massimo Laureti
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