D’accordo, ancora manca qualche ufficialità. Manca soprattutto l’ok alla fusione tra Orvietana e Ternana Tip Power Futsal per generare finalmente, e in modo ufficiale, la Nuova Ternana 1925. E visto che ci siamo, manca ancora l’esito dell’asta telematica che dovrà assegnare marchio e beni materiali per l’attività sportiva (palloni, attrezzi, maglie etc.). Però l’iscrizione è cosa fatta (anche se da parte dell’Orvietana) e soprattutto è definita l’intesa tra Stefano Bandecchi e Franco Fedeli con quest’ultimo che diventerà proprietario della larga maggioranza delle azioni della nuova Ternana.

Quindi è lecito affermare che adesso è arrivato il momento di rompere gli indugi, di cominciare a costruire la Ternana che dovrà andare in campo e giocare per provare ad uscire rapidamente dal mondo dei dilettanti per risalire tra i professionisti.

Significa quindi dare mandato a Carlo Mammarella di portare a conclusione le tante operazioni che da tempo tiene aperte, alcune di queste sicuramente a fatica, e iniziare così a disegnare il volto della nuova Ternana.

Potrà farlo quando avrà firmato il contratto che lo legherà al club (da mesi ormai lavora gratis come il resto della comitiva rossoverde) e quando si sarà confrontato con Franco Fedeli dal quale dovrà avere gli input fondamentali per cominciare ad operare. Budget e linee guida di una stagione che inizierà con grande ritardo, un ritardo che poi dovrà essere recuperato nel corso di una stagione che si annuncia complicata, piena zeppa di ostacoli che i rossoverdi troveranno disseminati sul proprio terreno. Come succede in qualsiasi campionato.

Perché le idee del direttore sportivo e quelle del presidente dovranno collimare a cominciare dalla scelta dell’allenatore, poi, via via, nelle fasi di costruzione della squadra. E potranno farlo soltanto se ci sarà la massima chiarezza all’inizio dell’avventura. Chiarezza che per Mammarella vuol dire libertà d’azione e potere decisionale all’interno di un alveo disegnato da Fedeli: budget, come detto, ma anche caratteristiche di base del gruppo.

Il presidente designato ha già detto che vuole una squadra affamata, desiderosa di emergere, disposta a lavorare sodo a dare tutto in campo e fori per centrare l’obiettivo della stagione e per riportare al Liberati un buon numero di tifosi cercando così di ricompattarli dopo le lunghe fasi vissute tra mille polemiche.

Idee che collimano con quelle di Carlo Mammarella, direttrici lungo le quali si è mosso, con la necessaria cautela, nei tanti (troppi) giorni di attesa che la situazione generale si chiarisse definitivamente.

Ora manca davvero poco a che tutto si allinei nella direzione sperata ed è per questo che è diventato indispensabile rompere gli indugi. Un esempio: dal 20 è bloccato il campo di Arrone dove la Nuova Ternana svolgerà gli allenamenti precampionato. A sette giorni da quella data la Ternana che dovrà giocare di fatto non esiste. Non basterà una settimana per darle un volto compiuto ma almeno una certa fisionomia è possibile crearla, a cominciare dall’individuazione dell’allenatore.

Anche in altre stagioni la Ternana ha cominciato in ritardo, ricordiamo quella vincente di Mimmo Toscano che iniziò che sette giocatori. Fece altrettanto quella costruita da Ernesto Bronzetti e consegnata a Claudio Tobia che poi concluse trionfalmente la propria avventura a Cesena.

Potremmo andare ancora avanti con gli esempi ma preferiamo fermarci qui: non c’è più tempo per aspettare. Il calcio del campo aspetta segnali importanti dalla Ternana che sta nascendo.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 12 luglio 2026 alle 19:30
Autore: Massimo Laureti
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