Il Comune di Terni torna davanti al TAR dell'Umbria nella vicenda legata al progetto stadio-clinica. Palazzo Spada ha presentato un ricorso contro la Regione Umbria contestando il "silenzio-inadempimento" sulla verifica di compatibilità sanitaria della clinica privata prevista nel project financing del nuovo Libero Liberati. La notizia è stata anticipata da Tag24Umbria.

Secondo il ricorso depositato dagli avvocati dell'Avvocatura comunale Paolo Gennari e Francesco Silvi, la Regione avrebbe interrotto illegittimamente il procedimento amministrativo, non esprimendo nei termini previsti il parere richiesto dal Comune sulla struttura sanitaria privata da 122 posti letto, considerata un'opera complementare al nuovo stadio e ritenuta strategica per l'equilibrio economico-finanziario dell'intero progetto.

Il ricorso è stato promosso dal Comune di Terni, rappresentato dal sindaco Stefano Bandecchi, e coinvolge anche Stadium Spa, la società concessionaria del project financing, oltre alla Ternana Calcio in liquidazione giudiziale, alla Ternana Women, alla Provincia di Terni, alla Prefettura e all'Azienda USL Umbria 2.

Per Palazzo Spada la Regione non avrebbe concluso il procedimento amministrativo nei tempi stabiliti dal Regolamento regionale, limitandosi a rinviare la decisione senza adottare un vero provvedimento conclusivo.

Il nodo del parere sulla clinica

La vicenda nasce dopo la sentenza del TAR dell'Umbria dello scorso marzo, che aveva annullato una determina comunale relativa alla precedente procedura, indicando però la possibilità di avviare un nuovo iter amministrativo per la realizzazione della struttura sanitaria.

Proprio sulla base di quella pronuncia, il Comune aveva chiesto chiarimenti alla Regione. Nella risposta dell'aprile scorso, gli uffici regionali avevano affermato che il precedente procedimento fosse da considerarsi chiuso, invitando espressamente ad avviarne uno nuovo seguendo quanto previsto dal Regolamento regionale n. 9 del 2023.

Stadium Spa ha quindi presentato la nuova istanza, trasmessa successivamente dal Comune alla Direzione regionale Salute per ottenere la verifica di compatibilità prevista dalla normativa.

L'11 giugno, però, la Regione ha comunicato di non poter esprimere il parere richiesto, sostenendo che la sentenza del TAR non fosse ancora passata in giudicato e che la questione fosse ancora "sub iudice". Una posizione che il Comune definisce contraddittoria rispetto alle precedenti comunicazioni regionali.

Le contestazioni del Comune

Nel ricorso il Comune sostiene che la Regione abbia violato la normativa sul procedimento amministrativo, ricordando come il Regolamento regionale preveda un termine di 45 giorni per il rilascio della verifica di compatibilità.

Secondo Palazzo Spada, la nota regionale rappresenterebbe un semplice rinvio della decisione e non un autentico provvedimento conclusivo, determinando così un illegittimo "silenzio-inadempimento".

Gli avvocati comunali evidenziano inoltre come la stessa Direzione regionale, ad aprile, avesse confermato la piena efficacia della DGR 1399/2023 e invitato formalmente ad avviare un nuovo procedimento, salvo poi bloccarlo due mesi più tardi richiamando la pendenza del contenzioso amministrativo.

Le richieste al TAR

Attraverso il ricorso il Comune chiede al TAR dell'Umbria di accertare l'illegittimità del silenzio della Regione e di ordinare agli uffici regionali di pronunciarsi sull'istanza entro un termine massimo di 30 giorni.

Palazzo Spada chiede inoltre che venga nominato un Commissario ad acta qualora la Regione dovesse continuare a non provvedere. In subordine, il Comune sollecita i giudici amministrativi a pronunciarsi direttamente sulla fondatezza dell'istanza, ritenendo che la verifica richiesta costituisca un'attività vincolata.

Nel ricorso viene infine evidenziato come il protrarsi dello stallo amministrativo rischi di compromettere un investimento complessivo di circa 70 milioni di euro destinato alla riqualificazione dello stadio Libero Liberati e dell'area circostante, con ripercussioni sullo sviluppo urbanistico ed economico della città. Il Comune si è inoltre riservato di promuovere una successiva azione risarcitoria per i danni che ritiene derivanti dal blocco del procedimento.

Sezione: Primo Piano / Data: Gio 09 luglio 2026 alle 22:25
Autore: Ternananews Redazione
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