Uno sta diventando col passare dei giorni quasi una certezza. L’altro è una splendida suggestione.

Chi sta diventando una certezza è Andrea Lisuzzo, allenatore giovane “con il fuoco dentro” come piace a Carlo Mammarella. Quel fuoco che gli ha consentito di essere capitano e uomo squadra e riferimento in club importanti come Pisa e Novara, quando i piemontesi vincevano i campionati. Uno che già da calciatore dava l’idea di potersi completare in panchina una volta appesi gli scarpini al classico chiodo.

E così è stato, da secondo di Menichini al Pontedera e da allenatore del settore giovanile a Empoli con qualche medaglia attaccata al petto e un lavoro che ha attirato l’attenzione del Como. Perché a Como c’è un suo vecchio compagno di squadra, quel Ludi direttore sportivo, che lo ha chiamato per affidargli la crescita dei giovani.

Un colloquio importante, superato visto che Fabregas gli ha concesso (tra i pochissimi) di assistere ai suoi allenamenti. Le foto postate sul proprio profilo Facebook ne sono chiara testimonianza. Il trasferimento sarebbe poi saltato per due motivi, così si narra: un inglese non proprio perfetto (la lingua in una società come il Como viene ritenuta fondamentale visto il palcoscenico che calcherà dalla prossima stagione) e la voglia di Lisuzzo di gettarsi nella mischia, lì dove c’è da lottare per i punti con la pressione che gli proporrà una piazza esigente. Perché proprio questo gli ha prospettato Carlo Mammarella: l’impegno in una stagione complicata in una piazza delusa, anche arrabbiata, sicuramente desiderosa si risalire rapidamente tra i professionisti.

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Il diesse rossoverde non ha mai nascosto le proprie idee riguardo le qualità che deve avere il “suo” allenatore. La voglia di lavorare sodo, di migliorarsi giorno dopo giorno, di avere una gran voglia di vincere attraverso il lavoro e un calcio propositivo. Inutile girarci intorno: il diesse rossoverde è rimasto stregato dalle qualità di Ignazio Abate con il quale ha lavorato a strettissimo contatto in una stagione travagliata. Tanto da predirne la rapida ascesa. Pronostico centrato visto che Abate allena il Torino. Quindi, ognuno con le proprie peculiarità, con la propria personalità ma con certe caratteristiche che non possono mancare. Compresa la disponibilità a lavorare con i giovani perché la Ternana della serie D sarà una squadra fatta con tanti giovani di belle speranze, ragazzi che al termine della stagione dovranno risultare migliorati, nella personalità e nella interpretazione del calcio oltre che nella cultura del lavoro.

Tutte queste qualità sembrano essere patrimonio di Andrea Lìsuzzo che ha staccato un valido antagonista come Tonelli, altro giovane in grande crescita, ma anche elementi più esperti come Ciro Ginestra che nella Ternana s’è stato da calciatore e che dopo il buon lavoro fatto al Guidonia sembrava destinato alla panchina della Reggina, poi bruciato da Marco Marchionni.

Un altro elemento della lista di Carlo Mammarella è sicuramente Paolo Cannavaro con il quale il diesse si è confrontato a lungo prima del fallimento e della ripartenza tra i dilettanti. Nomi importanti, anche di prospettiva sui quali dovrà dare il proprio placet Franco Fedeli che sarà presidente della nuova Ternana. Uno che ai suoi giocatori ha sempre chiesto due cose: lavoro e voglia di vincere.

Dalla possibile certezza (Lisuzzo) alla suggestione, Cesar Falletti. Il folletto uruguagio potrebbe tornare ancora una volta in rossoverde: ecco la suggestione. Al momento è in vacanza in Uruguay ma con Mammarella si sono sentiti alla fine della stagione, prima che Falletti partisse per le vacanze. Una chiacchierata esplorativa, tra vecchi amici che hanno condiviso successi e stagioni straordinarie. La disponibilità di massima ci sarebbe anche perché Cesar ritiene Terni la sua casa italiana, l’ambiente nel quale si è trovato più a suo agio. Poter regalare ancora gioie ai suoi tifosi sarebbe nelle sue ambizioni. Ma questa, come dicevamo, è una suggestione perché il tema dev’essere ancora affrontato in modo deciso. Succederà, probabilmente, quando la Ternana avrà sistemato al meglio tutte le proprie cose: questione di giorni. Non c’è fretta, Cesar non è ancora tornato dalle vacanze.

PANCA E CAMPO
Sezione: Primo Piano / Data: Sab 11 luglio 2026 alle 22:30
Autore: Massimo Laureti
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