Ora dopo l’azzeramento di tutta la parte tecnica la Ternana è chiamata alla ricostruzione. E come abbiamo avuto modo di ribadire dalle scelte e dalle opportunità che saprà cogliere la proprietà potremmo cominciare a capire che strada prenderà la società. Se ci sarà la voglia (e la possibilità) di rimettere in bolla la situazione quasi drammatica o se invece ormai il processo è considerato irreversibile anche dalla stessa proprietà.

Dopo la separazione con Foresti la società ha cominciato un giro di orizzonte per capire chi potrà ereditare il ruolo di direttore sportivo. E poi - una volta individuato il profilo - insieme a lui si prenderà una decisione sull’allenatore, come la prassi consiglierebbe.

Questo almeno sulla carta l’iter che vorrebbe condurre la proprietà. E le candidature prese in considerazione, al momento sono diverse, di diversa estrazione. Claudio Ferrarese, Giancarlo Romairone, Christian Botturi, Fabio Artico e Luca Matteassi. Ci sono tre ex rossoverdi come Ferrarese, Romairone e Artico, o direttori di categoria ma in rampa di lancio come Botturi e Matteassi. 

Alcuni di questi hanno ancora il contratto in vigore con la propria società (o con la ex), quindi potrebbe essere più difficile raggiungerli, altri invece sono liberi e quindi potrebbero accordarsi subito con la Ternana.



Nel dettaglio: Ferrarese lo scorso anno era alla Lucchese, che era in una situazione finanziaria ben peggiore di quella della Ternana. E’ riuscito, insieme al
suo allenatore Gorgone, a tenere il gruppo compatto fino alla fine e evitare il disastro fino alla fine della stagione. Nel suo percorso oltre Lucca ha già fatto il ds nei dilettanti al Levico Terme e al Sona, per poi passare alla Lucchese prima come responsabile scouting e poi come ds. 

La carriera dirigenziale di Romairone è invece più strutturata, non fosse altro che per una questione anagrafica e perché nelle sue esperienze in giro per l’Italia ha anche assunto il ruolo di direttore generale. E’ stato (e ha vinto) alla Pro Vercelli, per poi lavorare a La Spezia, Carpi, Chievo, Bari e Triestina, prima di approdare alla Lazio come braccio destro di Fabiani. Anche lui ex rossoverde.

L’ultimo ex preso in considerazione è Fabio Artico. Dopo aver guidato il Cesena in Serie B (con Mimmo Toscano come allenatore) e dopo la salvezza della passata stagione, quest’anno i bianconeri hanno deciso di cambiare area tecnica ed è rimasto a casa. Prima della promozione a Cesena aveva già centrato una grande impresa, contribuendo alla promozione in B dell’Alessandria (dove aveva anche giocato).

Matteassi parte con la sua carriera dirigenziale da Piacenza, per poi approdare al Modena, poi Pescara e Vicenza. Sempre in piazze ambiziose, ma in questa stagione non ha trovato il giusto incastro. Botturi, in ultimo, è l’artefice del miracolo del Mantova che dalla Serie D è stato promosso fino in serie B, con annessa salvezza. Tecnicamente ancora sotto contratto proprio con il Mantova, il suo rapporto però si è interrotto praticamente ad inizio stagione per divergenze evidentemente insanabili. La sua carriera parte praticamente dalle categorie dei dilettanti, passando per i settori giovanili proprio di Mantova, Inter e Brescia, fino ad arrivare in B.

Sono tutti profili interessanti, senza dubbio. Ora bisognerà capire la capacità persuasiva della Ternana (in termini di progettualità ed economici) e la capacità attrattiva dei rossoverdi a fronte di una situazione che definire complicata è eufemistico. Immaginiamo che con alcuni di questi ci sia stato già un contatto. Che altri invece siano rimasti nel cassetto, pronti per essere tirati fuori al momento opportuno. Di sicuro un segnale deve essere dato, altrimenti possiamo già prepararci per il peggio.

Sezione: Primo Piano / Data: Mer 18 marzo 2026 alle 22:25
Autore: Ternananews Redazione
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