Il calcio, a volte, sa essere circolare. Riporta indietro nel tempo, riapre cassetti della memoria e riconsegna volti che sembravano appartenere solo ai ricordi più belli. Il ritorno di Lito Fazio sulla panchina della Ternana non è soltanto una scelta tecnica: è il richiamo a un’appartenenza profonda, costruita negli anni e rimasta intatta. Dopo l’esonero di Fabio Liverani la società ha scelto di affidarsi a un uomo cresciuto dentro quella storia recente che i tifosi portano ancora nel cuore. E così, venerdì sera al Liberati contro la Sambenedettese, ci sarà lui: uno che conosce il peso di quella maglia.

Perché Fazio non è un nome qualsiasi nella storia recente rossoverde. Arrivato nel 2011, è stato uno dei protagonisti della cavalcata che portò la Ternana dalla Lega Pro alla Serie B. Un percorso fatto di crescita, responsabilità e appartenenza, culminato con la fascia da capitano e con oltre 100 presenze. Oggi, dopo aver lavorato con l’Under 17, si ritrova improvvisamente al centro della scena, chiamato a guidare la prima squadra con la stessa grinta che metteva in campo.

Ma quel 2011-2012 non è stato solo l’anno di Fazio. È stata una stagione scolpita nella memoria collettiva, chiusa con 65 punti e un primo posto che valse la promozione diretta in Serie B. Una squadra costruita con equilibrio e carattere, guidata da uomini che, in molti casi, non hanno mai davvero lasciato il calcio.

Tra i pali c’era Stefano Ambrosi, capitano decisivo, capace di collezionare 24 clean sheet in 52 presenze. In difesa, accanto a Fazio, spiccava Fabio Pisacane, vice capitano e colonna portante di quella squadra: oggi siede su una panchina importante come quella del Cagliari in Serie A.

Sempre nel reparto arretrato, Salvatore Ferraro ha poi proseguito il suo percorso fino al 2020, restando poi nel mondo del pallone come osservatore dell’Inter. A centrocampo, la grinta di Davide Carcuro è rimasta impressa nei ricordi dei tifosi: oggi lavora con il Treviso Calcio, continuando a studiare il gioco da un’altra prospettiva.

C’è poi un gruppo che ha scelto di non spezzare mai il legame con Terni. Maximiliano Cejas, Salif Dianda, Cris Miglietta e Stefano Giacomelli rappresentano oggi l’anima del Terni FC, realtà impegnata nell’Eccellenza Umbra e di proprietà di un altro ex rossoverde, Antonio Cardona. Qui le loro strade si sono intrecciate ancora: Dianda come allenatore in seconda della Juniores, Cejas vice della prima squadra al fianco di Romano Tozzi Borsoi e attivo anche nel settore giovanile, Miglietta direttore sportivo. E poi Giacomelli, l’unico del gruppo ancora in campo, a testimoniare che certe passioni non si spengono.

Altri hanno intrapreso percorsi diversi ma sempre legati al calcio. Alessandro Bernardi ha appeso gli scarpini dopo l’ultima esperienza con il Vigor Lamezia, così come Davide Sinigaglia, oggi vice allenatore in Serie D. Angelo Salvatore Nolé ha iniziato la carriera in panchina dopo aver chiuso quella da giocatore.

E poi ci sono quelli che ancora non riescono a staccarsi dal campo: Gianluca Litteri continua a segnare in Eccellenza siciliana con l’Aci S. Antonio, Emilio Docente gioca al Real Rimini FC, mentre Domenico Danti porta la sua esperienza nelle categorie regionali calabresi.

A rendere possibile quell’impresa, però, è stato anche il contributo di chi ha fatto parte di quel gruppo vincente, portando la Ternana di nuovo in Serie B. Nomi che hanno condiviso quel percorso e scritto una pagina importante della storia rossoverde: Carlo Camilli, Fabio Virgili, Luca Chianello, Roberto De Giosa, Mariano Stendardo, Andrea Arrigoni, Matteo Camillini, Claudio Della Penna, Tobia Fusciello, Massimo Gotti e Samir Lacheheb. Un mosaico di esperienze e professionalità che, insieme, ha costruito le fondamenta di una stagione indimenticabile.

Storie diverse, percorsi lontani, ma un’origine comune: quella stagione irripetibile che ha lasciato un segno profondo. E oggi, con Fazio di nuovo al centro della scena, quel filo invisibile che lega passato e presente sembra tendersi ancora una volta.

Sezione: News / Data: Mar 17 marzo 2026 alle 20:30
Autore: Martina Pulloni
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