E’ la seconda sconfitta consecutiva della Ternana, la terza in quattro partite. E fa male, malissimo. Fa male perché questa squadra si dimostra fragile, pur avendo messo in campo anche tanto carattere. Fa male perché non avrebbe meritato di perdere dopo una partita giocata così. Fa male perché poteva essere un periodo in cui si provavano a rinsaldare le connessioni fra Ternana e città e invece sia in campo che fuori dal campo le situazione sembra andare sempre più in mezzo alle difficoltà.
Dicevamo della reazione. La reazione stavolta c’è stata ed è una delle poche cose da salvare in questo match. Non era scontato e neanche banale. Anche in 10, forse soprattutto in 10, visto quanto tempo la squadra ha dovuto giocare in inferiorità numerica. Peccato non sia servita a molto e peccato che ultimamente, nonostante questa volontà, la Ternana non sia riuscita a recuperare. Nella prima metà del campionato (tolte le prime due partite) c’erano state eccome delle rimonte: totali e parziali. Nelle ultime 5 volte in cui la Ternana invece è andata sotto non è mai riuscita a recuperare: Ascoli, Torres, Campobasso, Gubbio e ora Vis Pesaro. Oggi obiettivamente era complicato, non potevamo chiedere molto di più alla squadra, che nonostante l’inferiorità per un’ora intera ha comunque cercato il pareggio con grande voglia e costanza, non sempre assistita però dalle giocate dei suoi uomini in campo. Rimane un dato che come tendenza preoccupa. Per l’atteggiamento mentale, soprattutto. E a proposito di mentalità oggi si può recriminare certamente sull’approccio alla partita. Pronti via nei primi 5 minuti sotto di un gol e una parata importante di D’Alterio.

Ci ha messo un po’ la Ternana per riprendersi, per capire come reagire all’aggressività della Vis Pesaro, per cercare di alzare i ritmi e provare a mettere in difficoltà i padroni di casa.
La Ternana, agganciata proprio dalla Vis Pesaro (come era successo con il Gubbio la scorsa settimana) a fine turno rischia di essere praticamente ai margini della zona playoff scavalcata da tutte le squadre che gli sono intorno. Ora è chiaro che la posizione in classifica in questo momento (proprio perché ci sono tante squadre in pochissimi punti) lascia il tempo che trova, ma questa è una situazione a cui bisogna fare assolutamente riferimento. Sottovalutare questo problema sarebbe delittuoso, perché significherebbe perdere di vista l’obiettivo. Oggi dire che la Ternana deve mettere in sicurezza i playoff non è una “bestemmia calcistica”: deve farlo il prima possibile se vuole davvero continuare a credere nella promozione. 
Certo che poi va vista completamente un’altra concentrazione e quindi un’altra squadra. Quella feroce del secondo tempo, non quella svagata dei primi 15 minuti. E non abbiamo parlato di tutte le polemiche extracampo che non possono non influire nell’ambiente rossoverde.
Gli stipendi arretrati dei dipendenti (settore giovanile preso), i fornitori che non sono stati ancora pagati, i procuratori con i decreti ingiuntivi, le questioni relative alla sede e ai campi di allenamento del settore giovanile. Per non parlare poi della vicenda stadio/clinica che è al centro di tutto ma che difficilmente si risolverà facilmente anche con una sentenza favorevole al progetto, visti i rapporti fra la Ternana e il Comune. Questa Ternana, da fuori, dà l’idea di essere una società agli sgoccioli. Senza alcuna presa di posizione forte (e spiegazione) da parte della proprietà. Né per il presente né per il futuro prossimo. E questo in città si respira. E come si respira in città si respira in squadra. 
Quindi ora deve cambiare nuovamente il focus: playoff. Con dignità e con spirito di sacrificio. La stessa dignità che, da adesso in poi, ci vuole anche per risolvere le questioni extracampo.

Sezione: Editoriale / Data: Sab 14 marzo 2026 alle 19:35
Autore: Stefano Bentivogli
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