Finisce quasi come era iniziata, la seconda avventura di Liverani a Terni. Una decisione forte della proprietà in un contesto complicato, dove la parte relativa al campo è una solo una componente del quadro generale.

Liverani a Terni, in questa seconda esperienza, ha provato a scrivere di nuovo la storia. Tutti lo avevano accolto benissimo, memori proprio di quanto era successo qualche anno prima, con quella salvezza clamorosa arrivata a pochissime giornate dalla fine con una rincorsa memorabile. Era - obiettivamente - uno dei pochi nomi che avrebbero retto l’urto di un esonero particolare come quello della passata stagione. Perché quella salvezza era stata davvero una pagina epica. E poi da lì era partita proprio la carriera di Liverani che poi - per gli strani giri del destino - ha transitato di nuovo a Terni. 

Non ha perso tempo Liverani, ed è andato a un passo, anzi a un rigore, letteralmente dal ritorno in Serie B. La cavalcata dei playoff, la doppia finale con il Pescara (il ritorno dominato), i rigori (compresa la super serata di Plizzari) che non hanno permesso alla Ternana di festeggiare, con tutto quello che intanto stava succedendo intorno è un rammarico enorme. Ma è anche un enorme biglietto da visita: quello che per molti sembrava quasi impossibile stava per arrivare. Sarebbe stato il secondo miracolo in due mezze stagioni (anzi anche meno), sarebbe stato il giusto premio anche per il gruppo straordinario e per il lavoro fatto durante la stagione. Ma il calcio sa essere crudele. E non può certo rimproverarsi nulla Liverani: ha fatto rendere la squadra al massimo e avrebbe certamente meritato di più. Lui per primo.



Questa stagione si ripartiva, solo in teoria, con le stesse ambizioni. La dura realtà ha riportato l’ambiente rossoverde sulla terra il giorno dopo la finale persa. Ed è iniziato un calvario che è finito di fatto oggi. Una stagione che forse non doveva neanche iniziare, la necessità di abbattere i costi, il cambio di proprietà, i cambi di dirigenti sportivi (Mammarella, Ferrero, Foresti), le penalizzazioni per i mancati pagamenti, il contesto attorno alla squadra (da stadio/clinica in giù) che condiziona inevitabilmente. Parlare di una stagione normale è impossibile.

Anche in questa stagione i rigori sono stati fatali alla Ternana: chissà cosa sarebbe successo nel morale (sia della squadra che della proprietà) se la Ternana fosse ancora in corsa per la coppa Italia. Con i se e con i ma non si fanno discorsi però. Sicuramente in contemporanea si è rotto il legame di fiducia (un tempo - non troppo lontano - molto saldo) con la proprietà. E questo ha sicuramente influito almeno quanto i rigori (o i risultati recenti).
Liverani ha tenuto in mano il gruppo, si è speso in prima persona per cercare di isolare la squadra dai condizionamenti esterni. Ora la crisi di risultati che sta attraversando la squadra ha portato alla scelta dell’allontamento. Non potremmo sapere come sarebbe andata a finire, ma è un altro discorso con i se e con i ma.

Nel calcio succede che ci siano molti bivi che poi determinano una stagione, forse più spesso di quanto immaginiamo. Succede quindi che si arrivi a decisioni nette come questa. Ma a prescindere rimane un legame molto saldo e molto forte che Terni ha con Liverani. Anche se in realtà con poco tempo a disposizione, rispetto al percepito. Liverani è certamente entrato nella storia della Ternana e questo non potrà mai essere cancellato.

Sezione: Copertina / Data: Lun 16 marzo 2026 alle 13:00
Autore: Ternananews Redazione
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