Volato via Cristian Serpini che ha scelto la tranquillità della Primavera del Sassuolo (comunque è sempre serie A) alla sfida rovente del Liberati, Carlo Mammarella ha visto perdere uno dei petali la rosa di nomi che avrebbe sottoposto alla valutazione di Franco Fedeli che, sia col 60% che con il 98% delle quote era e sarà il responsabile dell’attività della Nuova Ternana 1925. Serpini ha seguito a distanza di pochi giorni la virata, anch’essa comprensibile, operata da Ivan Tisci che ha firmato per il Potenza in serie C.

Il direttore sportivo rossoverde ha preso atto della scelta del tecnico di Castelfranco Emilia senza strapparsi i capelli perché di alternative ne ha costruite a sufficienza negli ultimi tempi. Alcune rispolverando anche precedenti contatti decisamente proficui come quello con Paolo Cannavaro che ha da poco terminato l’esperienza al mondiale con il fratello Fabio sulla panchina dell’Uzbekistan, o con l’ex rossoverde Giacomo Modica di ritorno dal lavoro svolto con successo a Malta.

Mammarella, giusto per ricordare l’identikit del tecnico che vorrebbe alla Ternana, cerca un allenatore che abbia il culto del lavoro, che abbia dentro il giusto fuoco per affrontare una battaglia difficile con il rossoverde addosso. Uno, giusto per fare un esempio, che abbia caratteristiche umane e di cultura del lavoro, simili a quelle di Ignazio Abate che oggi seguiamo con interesse sulla panchina del Torino. Caratteristiche sembrano sposarsi anche con le idee di Franco Fedeli che ci ha sempre parlato di “gente che ha fame e che ha voglia di emergere, di farsi una strada” a proposito di calciatori, ma anche di allenatori.

Cerca un tecnico che sia concentrato a tempo pieno sul “progetto Ternana” riconoscendone la validità e l’importanza anche in prospettiva futura. Per questo tra i tanti colloqui, pure approfonditi, consumati in questo inizio d’estate stanno prendendo quota le azioni di un giovane, di Andrea Lisuzzo, 45 anni palermitano, (ex calciatore con le maglie di Novara e Pisa tra le altre) che ha costruito la sua fresca carriera tra Pontedera (era tecnico in seconda) e Empoli dove ha guidato con successo le formazioni Under 17 e Under 18. Un ambiente, quello della società toscana, che ha forgiato diversi allenatori ma che oggi è attraversato dalle incertezze di un cambio epocale dettato dall’ingresso di fondi stranieri in una società gestita sempre come una famiglia dal presidente Corsi.

Giovani emergenti e profili esperti nel taccuino di Mammarella

Situazione simile per Lorenzo Tonelli, 36 anni, pure lui cresciuto, vincendo, nel vivaio dell’Empoli. Profili che interessano, prospetti interessanti che non temono il salto dalle giovanili ad un torneo complicato di serie D e per giunta in una piazza importante come la Ternana.

Ma non soltanto giovani perché Ciro Ginestra, ex rossoverde di qualche anno fa e tecnico che ha recentemente guidato con successo il Guidonia, è pure presente, con una sottolineatura, nel taccuino di Mammarella. Perché Ginestra è stato ed è amico dell’ex terzino mancino della Ternana che ne conosce a fondo il carattere così come le doti tecniche.

Lucarelli perde quota mentre il tempo stringe

In questo quadro sta perdendo posizioni la candidatura di Cristiano Lucarelli per due motivi niente affatto trascurabili. Il primo e più importante è legato alla possibilità concreta che, insieme al fratello Alessandro, torni ad essere una bandiera del suo amatissimo Livorno. Lui in panchina e il fratello dietro la scrivania, una coppia che fa sognare i tifosi labronici. L’altro elemento è legato all’uscita di scena di Stefano Bandecchi che, probabilmente, era il suo primo riferimento in rossoverde.

Tanti nomi tra i quali individuare quello giusto per la panchina della Nuova Ternana 1925. Possibilmente in fretta perché gli altri vanno veloci mentre la Ternana è giocoforza ferma al palo.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 05 luglio 2026 alle 21:30
Autore: Massimo Laureti
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