Di questi tempi alla Ternana non ne va dritta una. E questi 90 minuti (anzi più di 100) che avrebbero potuto regalare alla piazza un po’ di stacco dalle vicende societarie ci lasciano con l’amaro in bocca.

Perché subire una doppia rimonta, in casa, contro un Perugia che fino a quel momento non era sembrato irresistibile sicuramente brucia. Peccato, davvero. Perché la squadra avrebbe meritato la vittoria. Ha giocato mettendo in campo tutto quello che aveva, non risparmiandosi, sia da un punto di vista tecnico che tattico che ovviamente agonistico.

Sembrava potesse essere una bella storia da raccontare. Il gol del capitano, il raddoppio di un senatore. Un pomeriggio lontano anni luce dalle incomprensibili scelte della società di continuare la polemica con Bandecchi sulla pelle della squadra. Sembrava potesse esserci la possibilità del riscatto sul campo, la prima vittoria nei campionati professionistici sulla panchina per l’ex capitano Lito Fazio, il riscatto dopo giorni difficili e intensi. 
Finalmente non poter pensare se non alla goduria di aver battuto il Perugia, con merito, in mezzo a mille difficoltà, ma sempre con i colori rossoverdi tatuati addosso. Sarebbe stato il rossoverde intenso a battere il Perugia. Sarebbe stato il più bel segnale possibile, si appartenenza a una comunità da dare all’attuale proprietà che invece si continua a relazionare nel peggior modo possibile con la piazza minacciando il fallimento ancora una volta.
Peccato. Peccato per Capuano, peccato per Ferrante, peccato per Fazio, peccato per Dubickas o Kerrigan. Peccato tutti quelli che sono scesi in campo e per i poco più di 5mila del Liberati.



Da ora in poi si parlerà di nuovo solo di società, senza neanche il sorriso sulle labbra, per questi tre punti sfumati. Peccato anche che non ci sia stata allo stadio, per la prima volta, la presidente Claudia Rizzo. Un segnale importantissimo dal nostro punto di vista. E’ stata fino all’arrivo allo stadio con la squadra poi invece di entrare al Liberati ha preferito tornare a Roma: per ordine pubblico. Sicuramente consigliata: ma è un altro segnale che va interpretato. Perdersi il derby, in casa, da presidente è un distacco eccessivo. Probabilmente il preludio per quello che sta succedendo e per quello a cui la famiglia si sta preparando da tempo.

Anche per questo la vittoria avrebbe potuto avere un valore simbolico ancora più grande. Avrebbe potuto mitigare l’incredibile colpo di scena di un Liberati pieno a metà: è il peggior dato di presenze allo stadio degli ultimi 25 anni in occasione di un derby. E anche questo la dice lunga sullo stato d’animo della città. Stufa dei tira e molla, delle liti, del rimpallo di responsabilità. La curva è stata molto esplicita e riflette quello che si respira in questo momento a Terni. 

Ora inizia un’altra partita, con un esito altrettanto incerto. Su cui non possiamo fare pronostici. Domani è un giorno chiave per il futuro della Ternana e i segnali non sono confortanti. Dovremmo aspettare e poi capire. E’ una sorta di giorno del giudizio. Con uno spiraglio di una possibile terza via: l’interessamento registrato stamattina dal Corriere dell’Umbria in esclusiva e che potrebbe avere interessanti sviluppi. 
E allora anche il derby pareggiato dopo due gol di vantaggio, potrebbe avere un sapore diverso. A prescindere quello della rinascita.

Sezione: Editoriale / Data: Dom 12 aprile 2026 alle 14:56
Autore: Ternananews Redazione
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