Sono stati in silenzio per settimane intere. Non hanno parlato con nessuno (pubblicamente) da gennaio: né per motivare tutto quello che stava succedendo intorno alla Ternana, né per controbattere (o contestualizzare) le voci intorno al loro club. 
Poi però la famiglia Rizzo ha deciso di rompere questo silenzio proprio poche ore prima della partita più importante (almeno a livello emotivo) della stagione: il derby. Questo da il termometro di quanto distante sia la proprietà dalla piazza e dal calcio. 

Controbattere a dichiarazioni (peraltro quotidiane) di Bandecchi a poche ore dalla partita significa non avere proprio chiara l’appartenenza a un club. Di non rispettare la tifoseria e la storia della Ternana. Nessuno dice che non si sarebbe dovuto parlare, anzi. Lo abbiamo invocato a più riprese. 

Ma bastava aspettare 3/4 ore e far partire il comunicato dopo la partita. Anzi sarebbe stato notevolmente meglio fare una conferenza stampa, dopo la partita. Rimetterci nuovamente la faccia, per spiegare il proprio punto di vista.

Non vogliamo entrare nel merito, non abbiamo le competenze né tantomeno tutte le carte in mano: e non ci interessa neanche sapere chi ha ragione e chi ha torto. Anzi per meglio dire quanta parte di ragione o quanta parte di torto hanno i soggetti in causa. 



Purtroppo abbiamo avuto conferma di un fatto: la Ternana è oggetto di scontro della guerra in atto fra la famiglia Rizzo e Bandecchi. E il motivo di questa contrapposizione frontale ha origini note e convinzioni profonde, radicate. Nessuno potrà smuovere la posizione dell’altro. E in mezzo c’è la Ternana, stritolata. 

Forse non si poteva aspettare perché contestualmente arrivava anche un altro comunicato, da parte della Presidente Proietti, nel quale si fa riferimento alle parole di Bandecchi di ieri. Una comunicazione in contemporanea che lascia intendere che ci sia una strategia comunicativa. Fosse un caso, sarebbe davvero singolare. Ma se alla Presidente della Regione potrebbe anche non venire in mente di parlare di Ternana (posto che l’oggetto del comunicato della Regione era Bandecchi e non la Ternana, anche se riguardava il club), ai proprietari no.

Alla tifoseria (così come alla squadra) interessa però soltanto che la situazione si risolva. Ben venga allora l’interesse (che verrà ufficialmente palesato domani) da parte dell’imprenditore con radici ternane di cui oggi ha parlato il Corriere dell’Umbria: oggi appare come un miracolo, una soluzione inaspettata, un salvatore che potrebbe improvvisamente sistemare la faccenda. Almeno a livello calcistico. Bandecchi, Proietti e i Rizzo potranno continuare a litigare, senza in mezzo la Ternana tirata per la giacchetta.

Un’altra cosa però sul comunicato stampa della famiglia Rizzo vogliamo dirla. Al di là della tempistica (completamente inopportuna) l’ultima frase del comunicato non è accettabile. “Al signor Bandecchi la responsabilità politica, sociale ed imprenditoriale di ciò che sarà”.
Al di là delle responsabilità (come detto non vogliamo ora entrare nel merito, ma di sicuro nessuno può sentirsi indenne) cosa significa “ciò che sarà”? Che è stato già deciso che la Ternana verrà portata al fallimento? Nonostante ci siano le possibilità economiche per evitarlo? Significa che del destino del club non vi interessa nulla? E - posto che comunque dei forti segnali siano stati mandati proprio in questi mesi - doveva essere esplicitato proprio a poche ore dal derby? Evitate allora i video emozionali, della retorica ne abbiamo piene le tasche…

Sezione: Editoriale / Data: Dom 12 aprile 2026 alle 11:21
Autore: Ternananews Redazione
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