Ora basta, davvero. Basta di accuse incrociate, di rimpalli di responsabilità, di minacce, perfino di insulti. Basta. Noi tifosi non ne possiamo più di continuare a leggere (o ascoltare) questioni burocratiche, amministrative, economiche, imprenditoriali. Dai soggetti interessati (Bandecchi e quindi il
Comune ma non solo, Regione e famiglia Rizzo) vogliamo sapere come intendono risolvere la situazione, non di chi è la colpa.
Tutti e tre questi attori le responsabilità devono prendersele e sanno come prendersele, non rifuggirle. Nel mondo ideale la gara dovrebbe essere non a cercare di convincere (con dovizia di particolari) del proprio punto di vista il tifoso. Ma di trovare una soluzione.
Nel mondo ideale Regione e Comune, proprio insieme alla Ternana che è la titolare del progetto, dovrebbero trovare il modo per portare avanti un progetto (quello di stadio/clinica) che da certamente lustro e migliora il territorio e consente alla squadra di evolversi. Si dovrebbe cercare il meglio per tutti. In questa situazione invece quello che doveva essere un progetto all’avanguardia è diventato il maggior ostacolo allo sviluppo della Ternana. In maniera quasi paradossale. 

Ora la famiglia Rizzo che ha in mano il club e che ne avrebbe dovuto sapere i costi (e anche le criticità del progetto) non sta pagando nessuno da mesi. E questa è una cosa inconcepibile. Dopo aver versato 6/7 milioni di euro per mettere in moto il club (sebbene anche nell’ultima tranche di pagamenti sempre con la minaccia di non pagare sventolata sotto il naso) ora non pare esserci più l’intenzione: senza alcuna preoccupazione di lasciar fallire il club.
Ma quanto di questo è strategia, per sottolineare come il legame fra Bandecchi e la Ternana sia stretto, per far emergere le incongruenze (vere o presunte che siano) e quanto è verità nessuno lo sa. I segnali sono sconfortanti: comunicati stampa a un’ora e mezzo dalla partita, totale assenza di comunicazione con la piazza, diserzione anche dello stadio, oltre ovviamente i debiti che crescono. 



Bandecchi, seguendo il suo modo di fare (più che urticante) non sceglie la via della diplomazia ma attacca a testa bassa in continuazione, rendendo l’atmosfera sempre più tesa, coinvolgendo nella disputa anche la Proietti, facendo diventare questa vicenda un terreno di scontro anche politico. E la Regione, sebbene con altri modi, produce lo stesso risultato: nessuna mediazione. E’ un tutti contro tutti. Uno stallo alla messicana, come nei film di Quentin Tarantino dove ci sono pistole e bersagli incrociati. Dove nessuno può muoversi perché sennò viene fuori un disastro.

Solo un intervento esterno (o un colpo di scena) può sbloccare la situazione. O uno dei tre soggetti in questione all’improvviso scompare dall’equazione (e nelle prossime ore si vedrà quali sono le reali intenzioni, al di là delle strategie) oppure ne entra un quarto che spariglia completamente le carte: e ora la curiosità della città è tutta intorno all’imprenditore di radici ternane pronto a mandare una pec alla Ternana Calcio per rilevare anche subito il club.

In poche ore ci si gioca quasi tutto il futuro di una storia centenaria. E la speranza di veder risolto il problema rimane.
Perché - come abbiamo avuto modo di dire - sarebbe un fallimento senza senso questo. Un fallimento volontario, che coinvolgerebbe a più livelli tutti gli attori dello stallo alla messicana… altro che responsabilità soltanto di uno…

Sezione: Editoriale / Data: Dom 12 aprile 2026 alle 22:00
Autore: Ternananews Redazione
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