Una lunga intervista, senza giri di parole, per raccontare la situazione economica, sportiva e societaria della Ternana a pochi giorni dalla seconda asta per il ramo sportivo del club. Il direttore generale rossoverde Giuseppe Mangiarano è intervenuto nel corso della trasmissione “Ternana Time”, affrontando tutti i temi più caldi legati al presente e al futuro della società di via della Bardesca.

“C’è stata una grande corsa contro il tempo per rendere la Ternana un’opportunità appetibile e non un ‘bagno di sangue’ come molti pensano” ha spiegato Mangiarano. “Oggi la Ternana è una società da un punto di vista economico acquistabilissima. Abbiamo i conti trasparenti e la certezza che non ci saranno sorprese, come decreti ingiuntivi o debiti nascosti che spuntano dalla sera alla mattina”.

Il dirigente ha poi sottolineato un aspetto ritenuto centrale nella ristrutturazione economica del club: “Dal primo luglio 2028 la Ternana avrà zero euro di contratti in essere”.

Ma il passaggio più forte riguarda il sacrificio compiuto da dipendenti, dirigenti e calciatori: “Il vero miracolo lo ha fatto la componente umana del club. C’è stato un enorme sacrificio economico da parte di dipendenti, dirigenti e calciatori che, rinunciando a una parte delle loro spettanze, hanno permesso di abbassare il monte debiti di quasi 1,5 milioni di euro. È una situazione unica in Italia: si può dire che i dipendenti si sono ‘ricomprati’ l’azienda”.

“La Ternana ha un patrimonio enorme”

Mangiarano ha quindi difeso il valore economico e sportivo della società: “Se guardiamo i numeri con oggettività, il valore di una squadra di Serie C come la Ternana non è assolutamente inferiore ai 2,9 milioni di euro richiesti come base d’asta”.

Nel confronto con altre realtà calcistiche il direttore generale ha aggiunto: “Oggi per acquistare il Livorno in Serie D servono non meno di 3 o 4 milioni di euro a cui aggiungere i debiti sconosciuti. Il Cosenza ha un debito accertato di 8 milioni e una valutazione totale di circa 12 milioni, pur non avendo un progetto stadio o impianti di allenamento di proprietà”.

Non è mancata una riflessione sul disinteresse del territorio: “Negli ultimi anni a Terni sono stati spesi milioni di euro dalle proprietà precedenti, eppure oggi emerge un totale disinteresse dell’imprenditoria locale di fronte a una società con i conti trasparenti e certificati. Questo mi fa chiedere se il calcio a Terni interessi davvero”.

Capitolo importante quello dedicato al settore giovanile: “Chi pensa di far fallire il club per ripartire dal basso non calcola che costerebbe milioni di euro vincere campionati come l’Eccellenza o la Serie D per tornare tra i professionisti. Noi oggi abbiamo un patrimonio tecnico enorme. Abbiamo circa 100 ragazzi dai 15 ai 19 anni nel nostro settore giovanile che rischiano di ritrovarsi senza squadra”.

Il dg rossoverde ha ricordato anche i risultati ottenuti dal vivaio: “L’anno scorso la nostra Under 17 è stata Campione d’Italia, e quest’anno Under 17 e Under 15 sono arrivate alle fasi dei play-off”.

“Lo stadio si farà. Ecco cosa succede se l’asta va deserta”

Nel corso dell’intervista, ripresa da Ternana Time, Mangiarano ha affrontato anche il tema stadio-clinica: “Da amministratore della società Stadium, posso dire con certezza che lo stadio certamente si farà. La convenzione di 44 anni per l’abbattimento, la costruzione e la gestione dello stadio è in vigore”.

Il dirigente ha poi chiarito la situazione relativa al ricorso al TAR: “Il TAR non ha bocciato il progetto in toto, ma ha giudicato sbagliata la procedura di accreditamento della clinica derivante dalla Conferenza dei servizi del 2022”.

Spazio anche ai retroscena sulla gestione Rizzo: “I problemi e i mal di pancia sono iniziati molto presto: già dal 16 dicembre scorso la proprietà stava valutando l’opportunità di proseguire o meno il suo impegno”. Poi la svolta: “La decisione del TAR dell’Umbria di accogliere il ricorso della Regione in merito ai permessi per la clinica ha fatto deflagrare il progetto”.

Mangiarano ha raccontato anche i giorni precedenti alla liquidazione: “Se la Ternana ha finito il campionato lo si deve al Tribunale di Terni. Dopo l’assemblea dei soci che aveva decretato la liquidazione volontaria, ho chiesto personalmente all’allora amministratore unico Forti di revocare la delibera che avrebbe portato alla cancellazione della Ternana”.

Sulla seconda asta fissata per il 22 maggio, il dirigente ha spiegato: “Entro le ore 12:00 del 21 maggio è necessario depositare il 10% della base d’asta. Se a quell’ora non ci dovessero essere offerte depositate, l’asta del giorno dopo andrà tecnicamente deserta”.

Infine lo scenario peggiore: “Se l’asta va deserta, il 26 maggio potrebbe terminare l’esercizio provvisorio concesso dal tribunale. Questo significherebbe che il 28 maggio la Federazione revocherebbe l’affiliazione della Ternana, determinando la fine immediata dell’attività agonistica di tutte le squadre, comprese le giovanili”.

Sull’ipotesi di una ripartenza attraverso l’Orvietana, Mangiarano ha preso le distanze: “So che le normative federali consentono la possibilità di fare una fusione tra una società di Serie D e una del territorio. Ho letto anch’io la notizia, ma è uno scenario che oggi non solo non mi appartiene, ma che nemmeno guardo. Il mio unico e solo obiettivo è quello di tutelare e provare a salvare la Ternana Calcio 1925”.

L’intervista si è chiusa con un ultimo avvertimento rivolto al sistema calcio: “Quando vedrete quante e quali squadre non riusciranno a iscriversi al prossimo campionato, allora la verità verrà a galla per tutti”.

TERNANA TIME | OSPITE GIUSEPPE MANGIARANO
Sezione: Primo Piano / Data: Mar 19 maggio 2026 alle 09:00 / Fonte: Ternana Time
Autore: Ternananews Redazione
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