Il Tribunale Amministrativo Regionale dell’Umbria ha messo un punto fermo sulla complessa vicenda che riguarda il futuro dello stadio “Libero Liberati” di Terni. Con una sentenza depositata nelle scorse ore, i giudici hanno accolto il ricorso presentato dalla Regione Umbria contro il Comune di Terni, annullando l’atto con cui l’amministrazione cittadina aveva tentato di sbloccare l’intero progetto, inclusa la realizzazione di una nuova clinica privata nell’area di Ternanello.

La decisione, arrivata dopo un’udienza tenutasi a fine gennaio, rappresenta un nuovo capitolo in una vicenda amministrativa lunga e intricata che intreccia la riqualificazione dell’impianto sportivo, gli equilibri economici del progetto e le competenze sanitarie della Regione.

Il cuore della disputa: la clinica “fantasma”

Tutto nasce dal progetto presentato dalla Ternana Calcio per la riqualificazione del Liberati. L’intervento, oltre al restyling dello stadio, prevedeva la costruzione di una clinica privata su un’area di proprietà della Ternana Women. Una parte fondamentale del piano economico-finanziario si reggeva proprio sulla futura gestione di quella struttura sanitaria, in particolare sull’accreditamento e sul convenzionamento con il servizio sanitario regionale.

Nel novembre 2022, al termine di una lunga conferenza di servizi, la Regione Umbria diede il via libera al progetto, ma con una condizione che oggi si rivela decisiva: approvò la riqualificazione dello stadio, escludendo però la realizzazione della clinica. Il dissenso, motivato dalla Direzione regionale Salute e Welfare, era dovuto al fatto che la struttura non era prevista nella programmazione sanitaria regionale del momento.

La questione sembrava destinata a rimanere in standby, ma nel dicembre 2023 la Regione approvò un nuovo piano per la rete ospedaliera (la DGR n. 1399) che prevedeva, per la provincia di Terni, una dotazione di posti letto per strutture private accreditate. Forte di questo aggiornamento, il Comune di Terni, con una determina dirigenziale del luglio 2025 (la numero 2088), fece un passo ulteriore: dichiarò superate le condizioni che avevano fermato la clinica e sancì che il vecchio provvedimento regionale del 2022, unito al proprio nuovo atto, costituisse il titolo abilitativo per costruire anche la struttura sanitaria.

Il punto critico: Secondo il Comune di Terni, l’approvazione regionale del progetto era solo “sospesa” in attesa di una programmazione sanitaria favorevole. Secondo la Regione Umbria, invece, quel progetto era stato approvato senza la clinica, punto e basta.

Cosa ha deciso il Tar

Il Tar Umbria ha dato ragione alla Regione, smontando punto per punto la tesi sostenuta dal Comune e dalle società coinvolte (Ternana Calcio, Ternana Women e Stadium s.p.a., la società di scopo creata per realizzare l’opera).

I giudici hanno innanzitutto chiarito che l’interpretazione data dal Comune alla determinazione regionale del 2022 era errata. Dalla lettura degli atti originali, in particolare dal punto 5 del dispositivo e dai verbali della conferenza di servizi, emergeva con chiarezza che la realizzazione della clinica era stata “espressamente esclusa”, e non semplicemente subordinata a future verifiche. Il Comune, in sostanza, non poteva trasformare un diniego chiaro in una sorta di autorizzazione condizionata.

In secondo luogo, la sentenza ha messo in luce un aspetto centrale per il diritto amministrativo: la questione delle competenze. L’autorizzazione a costruire una struttura sanitaria non è una pratica ordinaria. Come stabilisce la normativa nazionale (l’articolo 8-ter del decreto legislativo 502/1992), spetta alla Regione valutare la compatibilità di un simile progetto con il fabbisogno e la pianificazione sanitaria territoriale. Il Comune, nel ritenere che la nuova programmazione del 2023 rendesse ormai possibile la clinica, ha invaso una sfera di competenza che appartiene esclusivamente alla Regione Umbria. Non solo ha interpretato male l’atto del 2022, ma ha anche “sostituito” il parere regionale con una propria valutazione, cosa che non può fare.

Il destino dei ricorsi della Ternana

Nel corso del processo, anche la Ternana Calcio e la Ternana Women avevano presentato dei ricorsi cosiddetti “incidentali”, cercando di difendere la propria posizione. Le due società avevano chiesto al Tar di annullare la parte della vecchia determinazione regionale del 2022 che, secondo loro, aveva bloccato la clinica.

I giudici, però, hanno dichiarato questi ricorsi inammissibili. La motivazione è di carattere tecnico, ma chiara: il provvedimento regionale del 2022, che le società consideravano dannoso, doveva essere impugnato immediatamente, entro i termini di legge, e non poteva essere contestato solo ora, in modo accessorio, in risposta al ricorso della Regione. L’atto del 2022 è ormai consolidato e non può più essere messo in discussione.

In sintesi, il Tribunale ha accolto il ricorso principale della Regione, annullando l’atto comunale del luglio 2025. I ricorsi delle società sono invece finiti fuori dal perimetro del giudizio.

Le conseguenze per il progetto Liberati

L’annullamento della determina comunale numero 2088 del 2025 riporta la situazione al punto precedente. Il progetto di riqualificazione dello stadio “Libero Liberati” rimane approvato, ma l’autorizzazione per la costruzione della clinica viene meno. Qualsiasi passo avanti sulla realizzazione della struttura sanitaria dovrebbe seguire un percorso amministrativo separato, nel rispetto delle procedure che attribuiscono alla Regione il ruolo chiave nella valutazione di compatibilità con il piano sanitario.

Le spese del giudizio sono state compensate tra tutte le parti coinvolte, a sottolineare la complessità della vicenda amministrativa che ha contrapposto principalmente due enti pubblici: il Comune di Terni e la Regione Umbria.

Per la Ternana Calcio e per la città di Terni resta l’approvazione del restyling dello stadio, un progetto di ampio respiro, ma il capitolo della clinica privata, considerata essenziale per la sostenibilità economica dell’operazione complessiva, dovrà ora fare i conti con un quadro giuridico e amministrativo che non lascia spazi a scorciatoie.

Sezione: Primo Piano / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 17:41
Autore: Ternananews Redazione
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