La priorità è evitare che il tempo giochi contro la Ternana. È questo il filo conduttore che emerge dalle motivazioni del decreto firmato dalla giudice delegata Claudia Tordo Caprioli, che ha disposto la trattazione urgente sulla possibile apertura della liquidazione giudiziale del club rossoverde.

Nel provvedimento, il Tribunale di Terni non si limita a fotografare la situazione economico-finanziaria della società, ma entra nel merito degli effetti concreti della scelta di avviare la liquidazione volontaria deliberata dai soci.

Secondo quanto riportato da Tag24Umbria, il nodo centrale individuato dal magistrato riguarda il rischio immediato di depauperamento del valore della società, con conseguenze dirette anche per i creditori.

Un passaggio che sposta l’attenzione dal solo piano societario a quello più ampio della tutela dell’attivo e della sostenibilità complessiva della procedura.

Ternana, il fattore tempo e il rischio affiliazione

Nel decreto si parla esplicitamente di “assoluta ed eccezionale urgenza”. Una formula che trova giustificazione nel timore che la liquidazione volontaria possa innescare, nel giro di pochi giorni, la revoca dell’affiliazione alla FIGC.

Si tratta del punto chiave del ragionamento del Tribunale: l’affiliazione federale e il titolo sportivo rappresentano gli asset principali della Ternana. La loro eventuale perdita comporterebbe un azzeramento sostanziale del valore patrimoniale del club.

In questa prospettiva, la giudice evidenzia come il rischio non sia solo teorico ma concreto e imminente, tanto da rendere necessario un intervento rapido per evitare effetti irreversibili.

Tutela dei creditori e valore del club

Le motivazioni del decreto mettono in relazione diretta la scelta dei soci con la posizione dei creditori. La possibile perdita degli asset sportivi, infatti, ridurrebbe drasticamente la capacità della società di soddisfare le pretese economiche pendenti.

Il tema, quindi, non riguarda soltanto il futuro sportivo della Ternana, ma anche la salvaguardia del ceto creditorio, principio cardine delle procedure concorsuali.

In questo senso, il Tribunale distingue tra la liquidazione volontaria e l’eventuale liquidazione giudiziale, senza entrare nel merito della legittimità della prima ma valutandone gli effetti pratici sul patrimonio.

Tra i passaggi più rilevanti del decreto emerge anche uno scenario alternativo: la possibilità che, in caso di apertura della liquidazione giudiziale, venga disposto l’esercizio provvisorio del ramo sportivo.

Questa soluzione consentirebbe di mantenere in vita l’attività agonistica, evitando nell’immediato la perdita dell’affiliazione e preservando il valore del club in vista di una eventuale cessione.

Una prospettiva che, nelle valutazioni del giudice, potrebbe limitare i danni e garantire una gestione più ordinata della crisi.

Il quadro delineato dal Tribunale di Terni, dunque, evidenzia come la variabile temporale sia determinante: ogni ritardo potrebbe incidere in modo decisivo sull’esito della vicenda e sul futuro della società rossoverde.

Sezione: News / Data: Gio 16 aprile 2026 alle 12:00
Autore: Ternananews Redazione
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