Quanto è importante la Ternana per i tifosi? In questi giorni sono tantissimi i messaggi lasciati sui social dai sopporters rossoverdi. Volete inviarci il vostro pensiero? Scrivete a ternananews@gmail.com.
Intanto ecco alcuni dei post pubblicati…
In aggiornamento…
Felice Di Chiara
seguo la mia Ternana, dal lontano 1964 da Viale Brin, accompagnato da mio padre che svolgeva servizio di ordine pubblico all’ingresso della tribuna centrale. Mi mettevo seduto su angolino, e aspettavo l’inizio di tutto. Urla dei tifosi, colori delle bandiere, le Fere a pochi passi da me attaccato alla rete. Poi ho seguito tutto l’evolversi di questa magica squadra, sia nelle buone situazioni sia in quelle cattive. La vita mi ha tenuto lontano da Terni per motivi di lavoro, la fede è rimasta sempre quella. Quando a Roma richiedevano di quale squadra ero tifoso, fieramente dicevo TERNANA (era in C2), e loro ma no, di Serie A! Ed io rispondevo, scusate voi tifate Roma, se la Roma andasse in Serie C, di quale squadra sareste tifosi? Loro attoniti, mi rispondevano, hai ragione! Tiferemo fino alla 3 Cat la nostra squadra!
Bhe, in questi giorni abbastanza tumultuosi, non nascondo di essere sempre in contatto con amici di Terni e sopratutto con una carissima persona che è Ivano, che ci messaggiamo e mi dà qualche notizia o pareri sulla situazione. Da domenica scorsa ho uno stato d’animo quasi depresso e triste, ma allo stesso tempo, combattivo. Anche da lontano io ci sono a fianco della MIA SQUADRA. E’ la nostra squadra, perché, sia mia moglie che i miei figli, i quali pur non essendo nati a Terni sono tifosi delle Fere, sopratutto mio figlio che è nato e giocato nel Gubbio Calcio a livello giovanile. Qui in casa il rossonere non manca e non macherà mai.
Coraggio a tutti i tifosi, alla città. W Terni W la Ternana
Andrea Tavanti
Ciao a tutti e Forza Fere. Andavo con mio padre a Viale Brin. Ricordo Germano, Pandrin, Bonassin, Meregalli, Marinai, Sciarretta, Cardillo, Liguori, Benatti, Casisa, Crivelli, Selvaggi, Donati, il mitico Presidente Giorgio Taddei, Il Maestro Viciani , Riccomini , e potrei andare avanti. La Ternana è una parte della mia vita affettiva, sportivamente parlando. Forza Fere, ce la faremo anche stavolta. DAJEEEEEEEEEEEEEEEE
Federico
Si può passare una notte insonne in mezza età, quando dicono che dovrebbe subentrare la saggezza, perché ti stanno portando via un pezzo di quello che ti definisce?
Di solito quelli della mia età si comprano la motocicletta, si mettono a fare i supergiovani, si innamorano delle pischelle.
La mia già ce l’avevo, invece. Ha 100 anni. Ma era ancora bella come quando indossava magliette di lana aderenti e calzoncini striminziti.
L’hanno annichilita e fatta sparire. E io non ci voglio ancora credere.
Klaus
La Ternana sta morendo o forse è morta ieri sera... VIVA LA TERNANA.
Molta gente farà spallucce a questa situazione o giudicherà esagerati post come questo perchè i problemi veri della vita sono altri... ma tanti altri come me, capiranno perfettamente cosa si prova da ieri sera e chi non lo sente dovrebbe provare a capire
Nascere negli anni 70 in una città piccola di provincia da sempre costretta ad arrancare e a guadagnarsi ogni giorno quello successivo e viverla negli anni 80 non è che offrisse ai noi bambini chissà quali opportunità, c'era 2 sole certezze per tutti: LA DOMENICA e la DOMENICA GIOCA LA TERNANA.
Non importava che fossi tifoso sfegatato, appassionato sportivo o semplice cittadino, ognuno sapeva tramite i manifesti sparsi in giro per la città e le lavagnette del Club Thyrus quando era la prossima partita della Ternana e com'era la posizione in classifica, con le fere scritte in arancione per farle risaltare dalle altre squadre scritte in bianco.
Gli anni successivi ci fu l'evoluzione col pannello LED di Radio Tele Galileo a Corso Tacito con gli aggiornamenti live dei risultati quando giocavano le fere in trasferta in serie C e non avevamo avuto la fortuna di essere inseriti nelle partite alla casella 12 e 13 della schedina Totocalcio così da avere aggiornamento del punteggio direttamente all'interno di tutto il calcio minuto per minuto.
Seguo la Ternana Calcio da 45 anni più o meno perchè la Ternana per me è stata sempre la cosa più importante, l'amore più grande dopo e insieme alla famiglia sia di origine che poi ho con grande gioia creato.
Ricordo perfettamente il posto in cui ero quando il giovane Leone calciò fuori il rigore a Cesena, ricordo mio padre incazzato per il giovedì pomeriggio in trasferta a Fano per la promozione in C1 e la sera anche mia madre incazzata perchè avevo sgarrato i jeans per fare invasione, ricordo lo spareggio ad Ancona con la Nocerina con mio fratello in costume e ciabatte al Conero, ricordo D'Ermilio, ricordo Cesenticerqua di Borgobello a Siena, ricordo perugia 4-0 sotto l'acqua e la telefonata in diretta a Galileo per sapere che ce stava da ride, ricordo il 2-3 di Montalto, il ritorno e la festa a Terni il ritorno e la festa a Terni con Francesco sulle spalle.
Ricordo mamma che mi chiede un'ultima volta "che ha fatto la Ternana" e ti ricordo ancora
Avete ammazzato la Ternana per i vostri maledetti interessi, avete ancora una volta calpestato la gente con progetti, ricorsi e comunicati.
Leonardo
Troppo spesso negli ultimi anni abbiamo sentito parlare di calcio dentro o sotto i Palazzi, comunali o regionali che siano. Troppo spesso in questi anni abbiamo visto confondersi piani politici, sportivi e imprenditoriali. Il risultato è drammaticamente sotto gli occhi di tutti e si sta consumando, tra un comunicato e l'altro, dopo un’agonia che ci ha accompagnato addirittura per quella che per noi avrebbe dovuto essere una grande festa comunitaria, il centenario della Ternana. E invece, dopo poco più di un secolo, rischiamo di toccare forse uno dei punti più bassi di una storia avvincente, per certi aspetti epica, fatta di successi, sconfitte, passione, che rispecchiava ed esaltava una delle tante anime di Terni: la capacità sì di soffrire, ma soprattutto di rialzarsi e riscattarsi contro tutto e tutti in modo corale, fosse anche attraverso un rito quasi ancestrale. Il sogno dello Stadio-Clinica, simbolo di una Terni che voleva riappropriarsi di quanto le era stato ingiustamente tolto, si sta rivelando alla fine un incubo che rischia di travolgere ogni cosa, incagliato tra l’incapacità politica di gestire un procedimento così complesso, i campanilistici muri regionali, le rendite di posizione, le velleità elettorali dei tanti che hanno cavalcato la situazione e sfruttato il tifo per proprio tornaconto, le preclusioni aprioristiche di chi ha anteposto l’ideologia al bene comune.
Stefano
Metà anni 80. Di domenica, per poter passare un pó di tempo con mio padre, poiché erano pochi i momenti per stare insieme, mi svegliavo presto e lo accompagnavo in ospedale a bordo della sua 500 bianca, non prima di essere passati al Bar Ambassador a prendere un tramezzino ed all’edicola a comprare Topolino. Papà ogni domenica passava a visitare i suoi pazienti e spesso entrava in sala operatoria ma il momento più bello era quando, al termine del suo lavoro, si apriva la porta del suo studio dove ero chiuso ad aspettarlo ed il suo sorriso mi anticipava che saremmo andati alla partita insieme.
Non penso che ne avesse sempre voglia, ma l’amore nei confronti miei e di mio fratello minore prevalevano sempre.
Allo stadio, considerata la sua scarsa tendenza al fare moto, si parcheggiava sempre vicino all’ingresso e ogni volta ad aspettarci c’era una sua paziente che ci lasciava il suo posto ed il cuscinetto.
Probabilmente, se devo pensare a dei momenti particolarmente felici della mia infanzia, sono questi a venirmi in mente, comprese le volte che insieme a mamma partivamo per le città vicine in cui la Ternana giocava in trasferta (sempre con l’obbligo di visitare qualcosa che compiacesse anche lei) oppure ci univamo ad altri amici.
In mente ho ancora l’odore acre dei fumogeni, il rumore dei tamburi e le mani grandi di papà sul mio petto quando si verificavano condizioni poco piacevoli, situazioni molto frequenti a quei tempi.
Soprattutto ho memoria del grande senso di collettività che si generava intorno ad una squadra di calcio, questo ha sedimentato definitivamente, da parte mia, l’amore verso la mia città.
A pochi metri da noi abitava Giorgio Taddei, autentico protagonista della promozione in serie A della Ternana, a cui la nostra famiglia era ed è ancora molto legata: quante volte chiamava noi fratelli per regalarci i biglietti della partita e che emozione per noi piccoli incontrare quel mostro sacro.
Poi l’anno in cui con mio fratello minore ho fatto il raccattapalle: fu un anno bellissimo, si vinse un campionato con una intera stagione in testa alla classifica ed io ogni domenica potevo vedere da vicino i miei beniamini.
La gioia durò poco perché un anno dopo arrivò il fallimento, notizia che apprendemmo al mare da Radio Galileo, unico strumento di informazione che era possibile sfruttare in quella torrida estate del 1993.
In seguito arrivarono gli anni del dilettantismo, le trasferte anche in presenza dei genitori degli amici di sempre e la rapida risalita nel calcio che conta.
Io intanto già ero diventato “grande”, papà poteva riposarsi ed io ero ben felice di poter godere della mia indipendenza.
Molti anni dopo mi confessò di quanto fosse preoccupato di tutte le volte che, poco più che maggiorenne, viaggiassi per centinaia di chilometri con gli amici per quella passione che lui stesso involontariamente aveva contribuito a coltivare.
Una buona parte delle mie amicizie più care, dei miei ricordi più emozionanti o divertenti sono legati allo stadio ed al tempo passato insieme ad amici che sono diventati fratelli.
Gli esami all’università, le uscite con le ragazze, le prove a cui andavo incontro nel lavoro o nella vita sono sempre state scandite dagli imperdibili appuntamenti domenicali.
Per molti “ragazzi” della mia generazione la Ternana non è stata una squadra di calcio, ma un autentico momento di aggregazione e partecipazione popolare e, per chi come me, vede la propria professione come un modo di “servire” i propri concittadini, appare incredibile che attorno a lei si sia scatenata negli ultimi anni un’ autentica “guerra” su chi ha più colpe circa i suoi recenti costanti insuccessi e come sia costantemente “utilizzata” per scopi che di aggregativo o partecipativo non hanno proprio nulla.
Mi viene ancora in mente la mole di Giorgio Taddei e gli ultimi suoi anni in cui, orgogliosamente, seguiva le squadre giovanili nonostante la malattia e l’espressione affettuosa di quando mi incontrava e la paragono a chi ha negli ultimi anni “amministrato” la Ternana portandola al fallimento.
Penso a chi ha tradito la passione di migliaia di persone, gli abbracci tra estranei dopo un gol decisivo, il pranzo al mare di una comitiva di amici ultra quarantenni che lasciano per qualche ora le loro famiglie, le prime trasferte in pullman di giovani liceali o universitari.
Penso alla responsabilità verso una generazione di ragazzi che non sapranno mai cosa erano e cosa sono i colori rossoverdi.
Probabilmente per molti anni sarà posta la parola fine su quella che noi consideriamo la nostra passione più verace.
Daniel
"SPETTABILISSIMA... nonché FACOLTOSA" famiglia rizzo... Ora "SUGGERIREI GENTILMENTE" di "SOLLEVARvi DALL' "INCARICO" e di andare a fare calcio o MEGLIO "IMPRESA" COME LA DEFINITE voi, IN UN ALTRA PIAZZA, MAGARI "in BUONA COMPAGNIA" CON chi vi ha INTRODOTTO E INVITATO A TERNI... E MAGARI VERSO ALTRI LIDI PIÚ "CONSONI" ALLE vostre SIMPATIE biancocelesti... A NON Rivedervi MAI PIÙ & BUON RITORNO NEL lazie...!!!
Andrea
C'è sempre chi t'ama magica Ternana...
Vincenzo
QUESTO IL COMMENTO DI MIO FIGLIO CON L’AUGURIO A TUTTI I TIFOSI ED ALLA TERNANA di TORNARE PRESTO DOVE MERITIAMO DI ESSERE Papa' Vincenzo Valbona Racioppa Duka ero piccolissimo quando ti sei trasferito a Terni... Oggi ho 39 anni ed in tutti questi anni ho sempre ammirato l'amore incondizionato con il quale ti sei dedicato a questa città, ai suoi colori, alla sua gente, alla Ternana. Di anno in anno ho visto crescere in te un amore per questa squadra smisurato tant'è che se qualcuno non sapesse che sei Ternano d'adozione penserebbe che sei nato lì.
In tutti questi anni non solo hai sostenuto la Ternana sempre nei momenti belli ma soprattutto in quelli brutti come questo, ma hai fatto appassionare anche me ad una squadra che non è della mia città;
Attraverso i tuoi racconti, le tue sensazioni, le tue emozioni sono riuscito a percepire (come il vostro slogan) l'amore, la passione e la fede che ti legano a questa maglia, a questa città e alla sua gente; gente che ti ha accolto come uno di loro sin dall'inizio perché tu (come in tutte le cose che fai) ci metti tutto te stesso.
Come dimenticare l’anno in cui dopo che hai subíto l'intervento per l’infarto, al tuo risveglio hai voluto rassicurare tutti i tifosi ed amici che erano preoccupati per te?? E allora c'è altro da aggiungere?
Hai contagiato tutti con la tua passione e sono certo che tutto presto si risolverà per il meglio e potrete tornare a gridare nuovamente tutti insieme:
UN' AMORE
UNA PASSIONE
UNA FEDE
QUESTE SONO LE FEREEEE
Mirko
oggi è un giorno triste
Eros
Tifiamo Ternana pur sapendo che non vinceremo mai niente. Tifare Ternana è una missione, una fede, una scelta senza scadenza. Di questi tempi poi è semplicemente folle. O forse, semplicemente meraviglioso
Eterna la luce eterna la Ternana
Marina
Quello che avete fatto alla Ternana fa schifo, era quello che doveva succedere a inizio campionato solo perché voi avete scelto che succedesse, lo avete deciso a tavolino. Avete deciso di calpestarla, umiliarla, usarla e poi gettarla.
Avete provato a farci sparire, ma il fallimento non è della Ternana, non è dei tifosi, è solo il vostro!
I vostri nomi saranno per sempre legati al vostro fallimento, non al nostro, ricordatevelo.
La Ternana è eterna, voi no!
Luciano
Ora mi sento così, ma asciugate le lacrime statemi lontano tutti… Poiché Sui cadaveri dei leoni festeggiano gli sciacalli credendo di aver vinto. Ma i leoni rimangono leoni gli sciacalli rimangono sciacalli"
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