Quarantaquattro. Un numero piccolo soltanto per chi non conosce il significato della parola appartenenza. Perché quei 44 tifosi della Ternana presenti ieri sugli spalti dello stadio Lungobisenzio di Prato, hanno raccontato qualcosa che va ben oltre una semplice partita di calcio.

Non era una finale. Non era uno scontro decisivo per la promozione. Non era nemmeno una domenica pomeriggio, quando seguire la propria squadra può risultare più semplice. Era un mercoledì, alle 14.30, in pieno orario lavorativo. Una gara di Coppa Italia di Serie D, una di quelle occasioni nelle quali trovare una giustificazione per restare a casa sarebbe stato fin troppo facile. E invece loro c’erano.

Quarantaquattro persone che hanno scelto di mettere la Ternana al centro del proprio pomeriggio, organizzando una trasferta in Toscana per sostenere quei colori che, evidentemente, non conoscono categorie, calendari o comodità.

Il vero significato di essere tifosi

44 sostenitori rossoverdi hanno scelto di esserci. Un gesto che merita rispetto, riconoscenza e soprattutto un grande applauso.Si parla spesso di grandi tifoserie misurandole attraverso il numero degli abbonamenti, gli spettatori sugli spalti o le presenze nelle partite più importanti. Ma il valore di una tifoseria emerge soprattutto quando tutto sembra suggerire di rimanere a casa.

È facile esserci quando lo stadio è pieno, quando la squadra vince e quando la posta in palio è altissima. Molto più difficile esserci in un mercoledì pomeriggio di fine ottobre, per una partita di Coppa Italia di Serie D. Ecco perché quei 44 tifosi meritano una menzione speciale. Non per il numero, ma per ciò che rappresentano.

Rappresentano un legame che resiste alle difficoltà, alle delusioni sportive e ai cambiamenti. Un attaccamento alla maglia che non si misura con la categoria di appartenenza e che non viene meno quando il palcoscenico diventa meno prestigioso.

La vittoria più bella è sugli spalti

Sul terreno di gioco la Ternana ha fatto il proprio dovere, conquistando una preziosa vittoria per 2-1 grazie alle reti di Ndongue e Barbini e guadagnandosi il passaggio agli ottavi di finale. Un risultato importante per la squadra di Enrico Barilari, che prosegue il proprio cammino nella competizione.

Ma accanto alla soddisfazione sportiva c’è una storia che merita altrettanta attenzione. Perché la Ternana, a Prato, aveva già vinto qualcosa prima ancora del fischio d’inizio: la certezza di poter contare su persone disposte a seguirla anche quando farlo richiede sacrifici.

Quei 44 sostenitori non hanno bisogno di celebrazioni particolari. Probabilmente, per molti di loro, seguire le Fere rappresenta semplicemente un gesto naturale, una parte irrinunciabile della propria vita. Ed è proprio questo a rendere tutto ancora più significativo.

Quarantaquattro motivi per essere orgogliosi

In un calcio sempre più dominato da interessi economici, diritti televisivi e strategie commerciali, esistono ancora gesti capaci di ricordare quale sia la vera essenza di questo sport. Una sciarpa rossoverde, una trasferta infrasettimanale, una giornata organizzata attorno a novanta minuti di calcio. Sono queste le immagini che raccontano il rapporto profondo tra una città e la sua squadra.

La Ternana attraversa una fase della propria storia sportiva lontana dai palcoscenici che la sua tradizione meriterebbe. Eppure, l’amore dei suoi sostenitori continua a manifestarsi anche nelle occasioni apparentemente meno importanti. Non servono migliaia di persone per dimostrare la grandezza di una passione. A volte ne bastano 44. E quei 44 tifosi presenti a Prato meritano un applauso sincero da tutta Terni. Perché rappresentano la parte più autentica del calcio. Quella che non si compra, non si costruisce artificialmente e non dipende dalla classifica.

La Ternana ha vinto sul campo e ha conquistato il passaggio del turno. Ma quei 44 sostenitori hanno ricordato a tutti qualcosa di ancora più importante: si può cambiare categoria, si possono cambiare giocatori, allenatori e dirigenti. Quello che non cambia è l’amore per la maglia rossoverde. E se qualcuno dovesse chiedersi quanto vale davvero una tifoseria, basterà raccontargli di quel mercoledì pomeriggio a Prato. Erano soltanto 44. Ma rappresentavano un’intera città.

Chapeau. E sempre Forza Fere.

COPPA ITALIA SERIE D | PRATO-TERNANA 1-2, LA FESTA DELLE FERE
Sezione: Primo Piano / Data: Gio 29 ottobre 2026 alle 15:00
Autore: Stefano Bentivogli
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