Sei risultati utili tra campionato e Coppa Italia danno la possibilità di parlare di striscia positiva, non c’è dubbio. Che poi i primi quattro abbiano contribuito ad escludere dalla panchina rossoverde Andrea Lisuzzo è un’altra storia. Restiamo ai numeri perché in questa Ternana che sembra destinata a vivere un’esistenza senza pace, i cinque risultati positivi (tre vittorie interne e due pareggi esterni) sono un bel basamento sul quale costruire la scultura più attesa. La piramide che sulla cima ha scritto con bella evidenza serie C. Il traguardo più ambito, il sogno che la squadra si porta dietro da quando ha mosso i primi passi nel caldo torride dell’estate trascorsa a gettare carrettate di sudore ad Arrone.

Quindi alla vigilia di questa partita con il Progresso è lecito immaginare che una eventuale vittoria dei rossoverdi possa trasportarci nell’ambito di quella striscia di vittorie indispensabile per sperare di riprendere quelle davanti. C’è da fare il salto di qualità, passare dalla media inglese (vittoria in casa e pari in trasferta) al “vincere sempre” che è nelle corde di questa Ternana anche se fino ad oggi due vittorie di fila non è mai riuscita a conquistarle. Battere il Progresso in trasferta colmerebbe anche il deficit di successi esterni (due pareggi e due sconfitte) dando ulteriore spinta alla squadra e una piccola spinta alla tifoseria che sembra essere lì ad aspettare buone nuove per tornare in buon numero allo stadio.

Barilari ha parlato del problema di gestire l’entusiasmo. Forse ha esagerato perché ancora l’entusiasmo vero la Ternana non l’ha suscitato. Magari ha stuzzicato interesse ma per l’entusiasmo servono le vittorie, soprattutto in campionato. Tante, una dietro l’altra.

E il calendario che all’inizio ha opposto ai rossoverdi tutte le migliori, o quelle della parte sinistra della classifica, ora sembra poter essere più benevolo anche se, a dirla tutta, è sempre la Ternana a rendere positiva o negativa la striscia degli impegni. Vinci e diventa tutto facile, perdi e tutto si complica con le piccole che diventano giganti.

Quindi a Castel Maggiore dovrà essere messa al bando qualsiasi forma di presunzione, il rischio di valutare l’avversario soltanto dal riscontro della classifica, senza tener conto che anche col Siena se l’è giocata fino alla fine e dopo il cambio di guida tecnica ha voglia di vincere finalmente la sua prima partita della stagione.

In aggiunta Barilari dovrà gestire la serie dei confronti ravvicinati, quattro in due settimane, alternando bene le soluzioni, valutando al meglio il gruppo che ha a disposizione. Perché è anche dalle sue valutazioni che si delineerà la strategia di mercato della Ternana, che pure è abbastanza chiara.

Però, senza andare troppo in là con i discorsi, l’obiettivo immediato resta vincere questa partita in trasferta. Non ci sarà Falletti, d’accordo, ma il resto del gruppo ha forza e qualità sufficienti per fare il pieno e sperare che le prime perdano qualche colpo. Perché risalire la classifica anche di un piccolo passo alimenterebbe la speranza di rimonta traducendola in convinzione. Perché l’aspetto motivazionale aiuta, e tanto, a costruire i successi, anche i più difficili. Quello di Castel Maggiore non sembra esserlo ma potrebbe diventarlo. Sta alla Ternana evitare di dare fiato alle trombe altrui.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 24 ottobre 2026 alle 19:30
Autore: Ternananews Redazione
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