Caro Diario, 
    sicuramente hai visto quello che sta succedendo in Serie A. E guardando a quello che sta succedendo - soprattutto - a Raimondo e Favasuli, ci si gonfia il cuore. Perché questi due ragazzotti hanno cominciato a vivere le loro prime esperienze calcistiche proprio a Terni. In un anno disgraziato, culminato poi con la dolorosissima retrocessione nel playout contro il Bari, in una delle tante sliding doors della recente storia rossoverde.
Se quelle due partite fossero andate meglio (soprattutto quella di andata) chissà cosa sarebbe successo: sicuramente Guida avrebbe avuto più respiro e quel progetto (giovani di talento più giocatori di categoria) avrebbe potuto essere una pietra angolare su cui poter costruire il futuro, senza essere sempre con l’acqua alla gola. 

Ma non sono solo loro. Loro sono quelli più in vista. Pensate anche a Lucchesi, Carboni (al Monza) e Amatucci (a Las Palmas) anche loro nella massima categoria. Oppure a Corrado e Distefano (Empoli) o a Favilli (ancora protagonista in B con l’Avellino, dove peraltro c’è anche Iannarilli che lo scorso anno ha addirittura segnato!). Una squadra costruita con la necessità di risparmiare, di abbattere il monte ingaggi ma che ha saputo intercettare il talento. Grazie alla sensibilità di Capozucca. E anche grazie alla disponibilità dell’allora allenatore Breda. 

Oggi li guardiamo con ammirazione e rispetto, con un pizzico di rammarico per quello che sarebbe potuto essere. Allora forse - come speso succede in questa città - eravamo pronti con il fucile puntato pronti a criticare l’errore, la palla sbucciata, l’intervento bucato, la prestazione anonima. Se a Terni non si riesce a costruire nulla da tempo, probabilmente è anche per questo atteggiamento da parte della piazza: sempre critica e mai unita, come in questo periodo. Soprattutto in questo periodo.



Si sta perdendo una grande opportunità. Non certo e non solo per responsabilità della tifoseria, beninteso. Che in questo momento subisce una situazione in cui non si sarebbe mai voluta trovare. Senza poter avere voce in capitolo, rassegnata nella propria posizione, senza capacità di reagire più, se non attraverso delle posizioni politiche (legittime o meno che siano).

Oggi per riaccendere la piazza servirebbero due concetti che sembrano essersi persi, purtroppo: serietà e compattezza. Serietà in tutte le componenti e compattezza in tutte le componenti.

Invece la Ternana è ancora una zattera in mezzo al mare, in balia delle onde. In balia degli umori di Bandecchi, unico che - va detto - finora ha speso soldi (tanti) per la squadra. L’unico che può dare una vera direzione alla società è proprio lui. In maniera seria, concreta.

Il primo passo sarebbe quello di trovare gente di livello ad accompagnarlo in questa avventura. Perché il calcio, proprio come lui spesso ha sottolineato, è terreno di conquista per chiunque.
Ma che interesse ad avere intorno chiunque? Ecco dove dovremmo concentrare le lamentele, altro che sulla politica dei giovani…

Sezione: Copertina / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 18:00
Autore: Ternananews Redazione
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