Ha pianto e ha sorriso, tutto insieme. A Jerez Danilo Petrucci ha disputato l'ultima gara della sua avventura nel Mondiale Superbike, e lo ha fatto circondato dall'affetto di un paddock che lo adora. Dopo la bandiera a scacchi il pilota di Terni ha impiegato un quarto d'ora per attraversare la pitlane, fermato a ogni passo da abbracci e auguri.

"Purtroppo quando sono molto felice piango, e adesso sto piangendo molto, quindi sono molto felice", ha detto, con la voce rotta. La stagione con la BMW ufficiale non è stata quella sognata: senza test, con una moto molto diversa dalla Ducati a cui era abituato, Petrucci aveva ritrovato feeling proprio mentre una caduta a Most gli ha causato la rottura del coccige. "È stata una tempesta perfetta", ha raccontato. "Quando ti infortuni così, inizi a pensare che hai 36 anni e la testa pensa alla salute". Ma non c'è rancore: "Il team è stato davvero adorabile con me. Non so quanti abbracci ho dato questo weekend".

Il bilancio, per lui, va oltre i risultati. "Ho vinto in tutti i campionati in cui ho corso", ricorda. La MotoGP, il MotoAmerica, una tappa alla Dakar, i podi e la prima tripletta a Cremona: "Non male per un ragazzo che viene dalle campagne di Terni". E la frase che più racconta il suo orgoglio: "Se fosse esistito un pilota come me quando ero piccolo, sarebbe stato il mio idolo. È incredibile poterlo dire".

Sul futuro non si sbilancia: "Voglio essere felice, questo è il sogno di tutta la mia vita". La strada, secondo quanto emerge, porta sempre più verso il ritorno al MotoAmerica, dove è arrivata la chiamata del Team Yamaha Attack Performance.

Sezione: Non Solo Calcio / Data: Mar 20 ottobre 2026 alle 16:30
Autore: Ternananews Redazione
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