Oggi è una giornata triste per la Terni sportiva. 5 anni fa ci lasciava Ernesto Bronzetti, l’uomo del calciomercato che con le sue intuizioni riuscì a far conoscere la nostra città in tutto il mondo. È stato l’agente Fifa che ha mosso più palloni d’oro: da Kakà a Rivaldo, passando per Ronaldinho, Stoichkov, Figo, Ronaldo e Beckham.

Con la Ternana aveva compiuto un vero e proprio miracolo, quella squadra tirata su dal niente con Claudio Tobia alla guida, Doto, Sciannimanico, Garritano in campo. Era la Ternana dei 15mila a Cesena nello spareggio con il Chieti. C2, certo, ma quella squadra è rimasta nel cuore dei tifosi, seconda solo a quella di Viciani, simbolico tratto d’unione con questa di Lucarelli alla quale auguriamo fortune ancora più grandi.

A lungo è stato considerato il re del calciomercato costruendo squadre importanti a Cava dei Tirreni, Palermo, Foggia. Poi l’illuminazione: la Spagna e la capacità d’inventarsi un ruolo nuovo diventando il punto di riferimento dei più grandi club del Mondo per oltre un ventennio.

Tra i primissimi colpi che lo consacrarono come “fenomeno” del calciomercato il passaggio di un giovanissimo Cristian Vieri dalla Juventus all’Atletico di Madrid poi alla Lazio. E proprio la Spagna è stata la nazione che gli ha regalato le più grandi soddisfazioni calcistiche. Quella foto con Carlo Ancelotti e in mezzo la coppa dalle grandi orecchie "la decima" resta la sua immagine, senza dimenticare l’antica amicizia con Adriano Galliani e la collaborazione pluriennale con il Milan, la sua squadra del cuore.

Io non potrò mai dimenticare quel due febbraio di cinque anni fa, la chiamata di Elisabetta in lacrime: se n’era andato “zio Ernesto” il giorno prima era toccato a mia nonna Dolores, una di quelle che gli aveva sempre voluto bene.

Ma Ernesto non c’è più per il calcio, per chi gli ha voluto bene resta sempre un riferimento, non solo un ricordo.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 02 febbraio 2021 alle 12:30
Autore: Alessandro Laureti
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