Cosa può succedere ora per riprendere il progetto Stadio-Clinica? Dopo la sentenza del TAR che ha annullato la determina comunale (n. 2088/2025) che autorizzava la costruzione della clinica? 


Si può ripartire, da quanto abbiamo capito, ma prima bisogna tenere a mente i due punti fondamentali espressamente riportati nella sentenza:
    1.    La conferenza di servizi del 2022 aveva negato — non condizionato — l’autorizzazione alla clinica, perché la struttura non era prevista nella programmazione sanitaria regionale
    2.    Il Comune non poteva sostituirsi alla Regione nel valutare la compatibilità della clinica con la programmazione sanitaria: quella competenza spetta esclusivamente alla Regione

Quindi ora cosa si può fare?
Sicuramente una nuova istanza alla Regione. È certamente il percorso più solido e di fatto quello raccomandato. 
La DGR n. 1399 del 28 dicembre 2023 ha infatti già previsto 80 posti letto per privati accreditati/convenzionati nella Provincia di Terni (ortopedia, chirurgia generale, oculistica, ORL, riabilitazione) e 42 posti letto privati autorizzati. Questo è un elemento nuovo e favorevole rispetto al 2022.

La Ternana Calcio attraverso il Comune di Terni e Stadium ora quindi dovrebbe:
    ∙    presentare una nuova istanza formale alla Regione Umbria per ottenere la compatibilità
    ∙    Dimostrare che la clinica rientra nei posti letto già programmati dalla delibera della Giunta
    ∙    Ottenere un parere favorevole della Direzione regionale Salute e Welfare, questa volta con la programmazione sanitaria già vigente e compatibile

Ma non è finita qui. Perché si dovrebbe aggiornare anche il Piano Economico-Finanziario. 
Il TAR infatti ha evidenziato come il PEF originario fosse strettamente legato all’accreditamento/convenzionamento del 50% dei posti letto. Con il PEF aggiornato si dovrebbe dimostrare la sostenibilità economica in modo più autonomo dalla quota SSR (oppure formalizzare preventivamente le condizioni per il convenzionamento, così da non lasciare la Regione in una posizione di impegno implicito non formalizzato). 

Infine bisogna attendere una nuova, con la clinica già “coperta” dalla programmazione sanitaria vigente.

E ovvio che ci sarebbe anche la carta del ricorso ma con una sentenza così solida si rischia soltanto di perdere più tempo. 

Insomma il progetto non è morto, ma deve necessariamente ripartire dal passaggio che era stato “saltato”: la verifica di compatibilità regionale, che oggi ha basi molto più solide rispetto al 2022, grazie alla DGR 1399/2023. Se la Regione esprime parere favorevole su quella base, il Comune potrà legittimamente autorizzare la costruzione della clinica.​​

Ora la vera domanda è. Quanto tempo potrà aspettare ancora la famiglia Rizzo prima che tutto questo possa verificarsi?

Sezione: Copertina / Data: Mar 24 marzo 2026 alle 18:50
Autore: Ternananews Redazione
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