La Ternana è fallita. Alle scadere delle 12 non è stata presentata alcuna richiesta di partecipare all'asta per l'acquisizione del ramo d'azienda sportivo della Ternana Calcio in programma domani al tribunale di Terni. Questa la nostra lunga diretta con le dichiarazioni che stiamo raccogliendo degli ex che hanno vestito e portato in alto i colori rossoveredi.
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21:35 - Mimmo Toscano ha scritto una bellissima pagina della storia recente della Ternana Calcio. Lui ha riportato in B le Fere dopo sei stagioni in C. Questo il suo messaggio inviato a TernanaNews. “Ho appreso oggi con grande dispiacere dell’esito del fallimento della Ternana. Per me è stata una pugnalata. Dispiace tanto, anche se non entro nel merito della questione. Dispiace moltissimo per l’esito finale di questa vicenda. Auguro a tutti i tifosi e alla Ternana di tornare al più presto nelle categorie che meritano Terni e la sua gente. Per me Terni rappresenta un pezzo importante della mia carriera e della mia vita. Mi ha regalato tanto e, ripeto, auguro un ritorno il prima possibile a fasti migliori. Un abbraccio a tutti.”
21:19 - Non poteva mancare l'intervento di Massimo Borgobello, storico bomber della Ternana. “Tutti pensavano che l’anno del centenario coincidesse con il ritorno in Serie B. Invece c’è stata una beffa. Questa è stata una stagione di totale delusione. Una situazione che deve far riflettere. Però da momenti così possono anche nascere delle opportunità. Ci vorrà del tempo, ma se si riuscirà a ripartire con le condizioni giuste perché no. Certo, servirà pazienza. L’importante è trovare qualcuno che sia solido e che ami questi colori. A Terni c’è gente con le competenze giuste. Sono deluso, ovviamente. Quando si perde una partita ce n’è sempre un’altra, ma questa situazione è diversa. Non è la prima società a fallire e purtroppo non sarà l’ultima: Palermo, Triestina, Perugia, Catania, Alessandria… tante piazze importanti ci sono già passate. Io spero che, al di là di tutto e indipendentemente dalla categoria, si possa trovare una persona capace di dare continuità.”
20:40 - Alessandra Favoriti, medico della Ternana ha voluto affidare a Facebook il suo messaggio in questa triste giornata: "Chi mi conosce lo sa cos’è per me la Ternana, lo stesso vale per tutti i tifosi e per una città intera. Non avrei mai pensato di vivere sulla mia pelle il Fallimento dei nostri colori. Scontato dire che per me la Ternana è amore, passione, famiglia, casa, professione. Questo epilogo fa male, come una goccia cinese ci ha martellato la testa in questi ultimi mesi, ci tormentava ad ogni mancanza, ad ogni ritardo, ad ogni assordante silenzio, ad ogni promessa non mantenuta, ad ogni scadenza. Le uniche cose che ci hanno tenuto a galla sono state l’amore, la passione e il rispetto dei colori di chi, in campo, negli spogliatoi, negli uffici e sugli spalti non ha mai tradito quei colori magici. Dal canto mio ho provato un forte senso di umiliazione come professionista da parte di coloro che avrebbero dovuto e potuto rispettare il capitale umano dell’azienda, la storia, l’integrità; una società di calcio è anche questo per chi troppo spesso se lo dimentica, è fatta di persone che lavorano, che studiano, che si formano , che si aggiornano. Nell’anno 100 si chiude un capitolo, ma di certo non si chiude una passione, si dice che a Terni siamo fatti con l’acciaio e l’acciaio si piega ma non si spezza. Più forti di prima e più innamorati che mai del nostro unico grande folle Amore".
20:29 - Anche lo storico capitano e Fera del secolo Romano Marinai ha voluto dire la sua. Questo il messaggio lasciato in un post de La Stirpe del Drago: "Uno dei giorni più tristi della mia vita hanno affossato.la.mia Ternana proprio nel centenario vergognatevi ma il rosso verde sarà sempre nel mio cuore il capitano".
20:00 - E' lungo e accorato lo sfogo di Alessandro Cibocchi. Lui, ternano doc ha avuto l'onore e l'onere di indossare la maglia della Ternana, la squadra della sua città. “Che dire, siamo riusciti ad arrivare all’epilogo di questa stupenda vicenda. Io sono veramente sconcertato. L’aggettivo giusto sarebbe “da denuncia”, quindi non lo posso esprimere. Però io sono un po’ fuori dal calcio da quando a Terni non c’è più stato un presidente degno dei nostri colori, degno della nostra storia, degno della Ternana Calcio, degno di Terni. Io sono disgustato da tutto quello che è passato negli ultimi anni per Terni: da uno pseudo farmacista che riesce a essere presidente di una società calcistica, da due fratelli di cui non si è mai capito cosa facessero, da una ragazza di 23 anni che viene messa lì a fare il presidente della Ternana per coprire i disastri che fanno dietro i genitori per riuscire a prendere questo e quello. Io sono veramente allibito da quello che sono riusciti a fare a Terni. È l’anno del centenario e io sto incazzato come una bestia. Perché? Perché non è possibile che tutta la città sia stata presa per i fondelli. Ma c’è anche un’altra cosa. A Terni, ci sono tantissime persone che vogliono solo il bene della Ternana e di Terni, che vengono fatti fuori senza motivo. Forse perché sono uomini veri, uomini che hanno come seconda pelle la maglia rossoverde, che hanno sudato e sputato sangue per questi colori e sono sempre stati messi al palo. Perché? Perché sono gente troppo vera, gente che avrebbe degli ideali, gente che darebbe vita a progettazioni serie nel nostro territorio. Io sono straincazzato per tutto questo. Gente che viene a Terni a fare il presidente senza conoscere la storia, a prendere in giro un’intera città, a prendere in giro i giocatori, a prendere in giro tutti. È una cosa che non mi sarei mai aspettato. Ma onestamente non c’è mai stato più quell’attaccamento, quella fede, quel sentirsi i colori addosso, quella voglia di andare a conoscere la città, a voler conoscere chi vive ancora questa città. Io non voglio dimenticarmi dei nomi, perché ora ho la mente che gira veramente a 600 chilometri orari, ma noi abbiamo avuto a Terni Ezio Brevi, Fabrizio Fabris, Massimo Borgobello, Marco Schenardi, Romeo Papini, Antonio Cardona, Vincenzo Aurino. Mi dimenticherò sicuramente qualcuno dei miei ex compagni di squadra, assolutamente sì: Cris Miglietta, Salif Dianda, Max Cejas, e posso citarne altri dieci. Ogni volta che qualcuno ha provato a bussare alla nostra porta c’era sempre un progetto che dovevano decidere loro e questo a loro non andava bene. Io ho fatto parte del settore giovanile per un anno e mezzo insieme al grande Fabrizio Fabris e siamo usciti perché non c’erano le basi per nessun progetto. Non fregava niente a nessuno. E lo dissi all’epoca: qui le cose o si fanno per bene, per il bene della nostra città, oppure non ha senso. Bisogna creare nei bambini quella fede che portano le società del nostro calibro. Io ho conosciuto il calcio a Terni per tantissimi anni perché ho fatto 16 anni di Ternana, poi ho girato un po’ l’Italia e ho fatto gli ultimi due anni della mia carriera in Inghilterra. La parte bella dell’Inghilterra è la maglia, come era a Terni quando noi eravamo giocatori della Ternana. C’era un’anima, si viveva per la domenica. Se io avevo sempre i crampi era perché volevo fare dieci volte meglio degli altri, perché ero di Terni. E ci ho messo tanti anni a farmi rispettare a Terni, ma ho sputato sangue per ottenere la stima della mia città e il rispetto. Qui invece la gente viene a fare il presidente a Terni, chiede e basta. Chiede e basta, anche a livello legale. Com’è possibile che in Italia certe persone riescano a essere presidenti di società calcistiche professionistiche? Vengono mandate via persone che stanno all’interno della società da tantissimi anni: Lorenzo Modestino, Gabriele Il Biondo, i magazzinieri. Perché? Perché non vengono pagati o forse perché sono le uniche persone vere che erano all’interno della società e davano fastidio. Terni ora ha bisogno — e spero che riparta nel miglior modo possibile — di persone che credano davvero in Terni e nella Ternana. Devono mettere a disposizione del territorio persone in cui credono e che hanno fame di investire sul loro territorio, persone che hanno ideali veri, persone che stanno lì per fare il loro lavoro per il bene della Ternana e per il bene di Terni. Non c’è più niente di vero in tutto quello che è successo negli ultimi anni. E un elogio va fatto ai ragazzi che comunque, in tutta questa situazione, hanno giocato una partita di playoff. Ma qui non si parla di giocatori. Qui si parla di un livello societario dove c’è stato un menefreghismo totale verso tutti e tutto, verso le istituzioni. Adesso danno la colpa al sindaco Stefano Bandecchi. Ma si devono prendere la responsabilità di ciò che hanno fatto: hanno messo in mezzo alla strada una società storica nell’anno del centenario, cercando ognuno le proprie scuse. Noi non ce lo meritiamo. È vero, a Terni abbiamo tutti i nostri difetti, e ne abbiamo tanti noi ternani, però abbiamo una grande dote: siamo passionali, molto passionali, e crediamo in quello che è stato costruito nel tempo. Noi siamo la città dell’acciaio e la città dell’acciaio non merita di essere trattata in questa maniera. Noi ternani non meritiamo di essere trattati così. Hanno distrutto quei colori rossoverdi. Credo che da qui ora si debba soltanto ripartire nel miglior modo possibile. Quale? Dalla veracità del territorio. Chiunque subentri, spero che abbia qualcosa del nostro territorio e metta in mano il lavoro di questa società — che va ricostruita dalle fondamenta — soprattutto ai settori giovanili, con gente che ha fame di far emergere il nostro territorio. Noi dobbiamo mettere questa società nelle mani di persone in cui crediamo, che possano far crescere il nostro territorio. Non parlo a livello politico, di stadi o di cliniche, perché non è il mio campo e non sono la persona adatta a parlare di questo. A me piace lo sport. A me piace essere al 100% veritiero con quelle che sono le mie idee. E le mie idee sono che oggi bisogna trovare una persona — e spero che si trovi al più presto — che riesca a riportare Terni alla veracità. I bambini devono crescere con la stessa passione di quando noi da ragazzi andavamo a fare i raccattapalle per la prima squadra, sognando di entrare in quel campo verde davanti ai nostri tifosi. Ci siamo riusciti in tanti, dall’era Borea in poi, dal settore giovanile fino alla prima squadra. Tantissimi. E questa veracità oggi manca a Terni. I giocatori che vanno in campo, gli allenatori, lo staff, i dirigenti: molti vengono qui solo per fare i loro interessi. “Conosco questo, porto quello, faccio sotto e faccio sopra”. Io sono presidente e non pago perché non mi fanno fare questo o quello. Allora i giocatori prendono in giro i tifosi, mandano via il magazziniere perché è di Terni. Non deve esistere. La Ternana è dei ternani. Quelli veri, quelli purosangue, quelli che farebbero di questo lavoro la loro vita. Bisogna ripartire da questo. Non mi dilungo oltre perché farei un messaggio di quattro ore, ma la verità è che nell’anno del centenario sono riusciti a rovinare la nostra grande realtà che è la Ternana Calcio. Un grande abbraccio da una Fera vera, un purosangue rossoverde.”
18:36 - Cristiano Lucarelli è l'ultimo allenatore della storia rossoverde ad aver vinto un campionato. Lui ha riportato la Ternana in Serie B nella stagione 20/21. Ecco il suo messaggio: "Oggi il dolore sportivo è paragonabile solamente al 2022 quando a fallire fu il Livorno. Ho sperato fino alla fine che qualcuno la salvasse purtroppo sembrerebbe che non sia così , ma Terni risorgerà come l’araba fenicia ! Ora e sempre forza Fere".
18:32 - Altro protagonista della storia recente della Ternana, Max Cejas che a Terni ha messo radici. "Si sentiva nell’aria che non sarebbe andata a finire bene. Mi dispiace tanto perché io ho vissuto anni bellissimi con la Ternana. È un peccato che una società così storica e importante per il calcio sparisca così, da un giorno all’altro. Non entro nelle dinamiche che hanno portato a questo epilogo. Purtroppo sono anni che cambiano continuamente le proprietà. L’unica cosa che mi auguro da adesso in poi è che la Ternana possa andare nelle mani di un imprenditore ternano, una persona che voglia bene ai ternani e alla Ternana. Poi chi di dovere saprà gestire la situazione nel migliore dei modi. Credo che, nella tragedia, l’aspetto positivo possa essere proprio questo: dare la società a qualcuno che tenga davvero a questa città, a questi colori e che abbia un progetto serio per Terni e per la Ternana, senza interessi extracalcistici. La Ternana è dei ternani e spero, mi auguro, che venga affidata a un ternano che voglia davvero bene a questa città".
18:13 - Gustavo Ghezzi, protagonista con la Ternana prima in C1 (stagione 1991/92) e poi in Serie B (92/93) non ha voluto far mancare il suo supporto ai colori rossoverdi in questa triste giornata. "Mi dispiace tanto per quello che è successo, però questa è una società che non ha mai pace. Io penso che si debba trovare gente di Terni che voglia bene a questa squadra, a questa società, e andare avanti così. Quando viene gente da fuori succede sempre la stessa cosa: stanno uno, due o tre anni, all’inizio sembra andare tutto bene e poi arriva sempre il fallimento. Per questo penso che magari la città di Terni e la Provincia debbano riuscire a trovare persone che possano farsi carico di questa società e ricominciare. Però, torno a ripetere, con gente di Terni, senza lasciare entrare persone da fuori, perché altrimenti succederà sempre la stessa cosa. È una maledizione che questa squadra si porta dietro, purtroppo. Mando un abbraccio forte a tutti. Bisogna ricominciare, bisogna andare avanti. Lo so che è dura, perché succede sempre la stessa cosa a questa società, però bisogna andare avanti. Forza Fere".
18:03 - Tra gli Eroi della vittoria “Liberazione” c’è anche il Samurai Davide Sinigaglia. “Vedendo come si erano evolute le cose negli ultimi anni, dopo che Bandecchi ha deciso di cedere la società non potendola più tenere per cause di forza maggiore, essendo diventato sindaco, è stata un po’ tutta un’escalation verso il basso. Credo che purtroppo si sia arrivati all’inevitabile, in questa circostanza e in questo momento, con il fallimento della Ternana. Era nell’aria che sarebbe stato difficile salvarla, perché c’erano questioni legate ai tempi molto ridotti e anche a un indebitamento sicuramente molto elevato. Quello che mi auguro per il futuro è che questa società vada in mano a persone serie, che abbiano a cuore il bene della Ternana e dei ternani e che possano fare le cose per bene, come dovrebbe sempre essere nel mondo del calcio e nel mondo imprenditoriale. Perché il calcio sta andando sempre più in quella direzione: sta diventando sempre di più un’industria e quindi c’è bisogno di persone serie che, oltre a pensare ai propri interessi, cerchino anche di pensare agli interessi della collettività che gira intorno alla Ternana. E soprattutto che cerchino di valorizzare quella che inevitabilmente resta una piazza storica del calcio italiano”.
17:54 - Davide Carcuro, protagonista della promozione in B nella stagione 2011/2012 commenta così il momento in casa rossoverde. "Dispiace perché tutto questo è successo nell’anno del centenario. Alla fine io, che la vivo da lontano, nell’ultimo periodo vedevo Terni venire fuori più per questioni extracalcistiche che per il calcio. Quando si parla di Ternana si dovrebbe parlare di pallone, playoff e vittorie. Spero che si riparta con gente competente, con idee giuste e persone serie. Bisogna cercare di tornare tra i professionisti nel più breve tempo possibile, anche se sappiamo che non sarà facile. Il Treviso, ad esempio, ci è riuscito dopo 13 anni. Quando riparti dalla Serie D ti ritrovi piazze importanti e campionati complicati. Mi dispiace soprattutto per i tifosi della Ternana. So quanto tengano alla squadra, so che lì si vive di pane e Ternana. Mi metto nei loro panni, perché sono loro quelli che ci rimettono di più. Sono sicuro che seguiranno la squadra a prescindere dalla categoria. Ci sarà da soffrire tanto, ma sono convinto che con le persone giuste e con il sostegno dei tifosi si possa tornare presto tra i professionisti. Bisogna soffrire tutti insieme. Purtroppo indietro non si può tornare: adesso bisogna tirare una linea e andare avanti, compatti. Non c’è altra strada".
17:00 - All'elenco di chi ha voluto mandare un messaggio si aggiunge anche Angelo Ndrecka. L'esterno mancino lo ha fatto attraverso il proprio profilo Instagra. "Chiudere in questa maniera fa molto male. Fa male perché pur avendo fatto di tutto non si è riusciti a salvare la storia di una città. Una città che, seppur per un solo anno, mi ha dato tantissimo dal punto di vista umano, prima che sportivo. Non posso fare altro che ringraziare ogni singolo componente della squadra, ogni singolo componente dello staff medico, ogni singolo magazziniere, ogni singola persona che ha lavorato per questa società. Un grande grazie va anche ai tifosi, che nonostante le mille difficoltà non ci hanno mai abbandonato, ma sempre sostenuto e aiutato nei periodi più difficili dell’anno. Grazie dal profondo del mio cuore. Con la speranza che in futuro questa città torni dove merita di stare, avrete per sempre un tifoso in più".
16:00 - Non poteva mancare l'ex direttore sportivo Luca Leone. "Ho avuto la fortuna di far parte di un pezzetto di storia della Ternana. Penso che in questo momento, dopo tutto quello che è successo, c'è una cosa su cui ripartire e che non potrà mai essere cancellata da qualsiasi fallimento è la storia della Ternana e la fede per la Ternana. Quindi avendo conosciuto il popolo rossoverde, l'unica cosa che posso dire che la tifoseria, sono l'unica arma in questo momento che potrà trascinare da qualsiasi categoria ripartirà la Ternana. E saranno loro a riportarla su dove dove merita di stare. Auguro che magari qualcuno possa ricostruire qualcosa d’importante come è giusto che meriti la Ternana. Ma penso che le fondamenta più importanti siano sia la fede e il popolo ternano che ama questa squadra come loro stessi. Di questo sono sicuro, l’ho vissuto. Adesso si tratta solo di ripartire e ricominciare, ricostruire, perché la storia è tutta dalla parte della Ternana. Questo è il mio augurio e sono sicuro che succederà".
15:17 - Ha voluto mandare un messaggio al popolo rossoverde anche Lito Fazio. Capitano rossoverde e allenatore della prima squadra in questo finale di stagione dopo l'esonero di Fabio Liverani. "Ci sono maglie che si indossano… e maglie che ti restano sulla pelle per tutta la vita. Da ex capitano e mister della Ternana, vedere questo fallimento fa male al cuore. Ma chi ama davvero questi colori sa che la storia non finisce qui. La Ternana è della sua gente, di chi ha lottato, sofferto e gioito per questi colori rossoverdi. Io ci sarò sempre. Da mister, da tifoso, da uomo che ha dato tutto per questa maglia.
Perché certe passioni non falliscono mai. Forza Fere."
13:53 - Così l'ex capitano Fabrizio Fabris: “Un saluto a tutti i tifosi delle Fere, delle Fere immortali, delle Fere che non moriranno mai. Perché fallisce una società ed è un giorno triste per una società gloriosa come la Ternana, e sottolineo gloriosa. Forse qualcuno degli interpreti di oggi ancora non si rende conto di che società si sta parlando. C’è tanta tristezza e amarezza, che poi è un po’ il denominatore comune dei tempi d’oggi. Non è che un tempo le società non fallissero, però oggi la velocità e la continuità con cui avvengono questi tristi epiloghi, fatti di progetti che non esistono, di programmi pianificati nello spazio di pochi mesi e che non hanno nulla a che vedere con lo sport, nulla a che vedere con il calcio, nulla a che vedere con la passione vera, naturale, genuina, spontanea e romantica che ha sempre distinto il calcio, portano grande tristezza e grande amarezza. Che dire. Da fuori sembrava una cosa già scritta, quasi pilotata. E la cosa triste è soprattutto questa. Io faccio il paragone con il mio passato da calciatore e dico: quando un imprenditore o un gruppo di imprenditori si avvicinano a una realtà, pur essendo esterni a quel contesto sociale — quindi in questo caso non ternani — non lo fanno per il grande amore verso i colori rossoverdi, ma perché hanno una seconda finalità. Però gli imprenditori di livello sono quelli che capiscono che se il comparto calcio non funziona, e non funziona calcisticamente, cioè se non è fatto da uomini di calcio che cercano di produrre calcio e passione, allora anche l’altra parte, quella imprenditoriale, non funziona. Non funziona assolutamente, non va avanti e avrà sempre grandi difficoltà. Poi è chiaro, viviamo in un mondo in cui si pensa di poter comprare tutto con i soldi e si cerca di fare tutto attraverso il denaro. Quindi può anche essere che, alla fine, tutto ciò che ruota attorno a questo momento si realizzi. Però rimane l’amarezza. I tifosi percepiscono che non c’è niente che vada nella direzione spontanea del bene della Ternana, ma soltanto una finalità economica e imprenditoriale, che però funziona solo se si aggancia al discorso sportivo.
Tutto qua. Quindi ripeto: sempre forza Ternana. La Ternana ha perso uno status giuridico, però la Ternana rimane. La Ternana rimane e rimarrà per sempre. Quindi, per sempre, forza Ternana.”
13:24 - Questo il commento di Cris Miglietta protagonista della promozione in Serie B con Mimmo Toscano in panchina: "E’ un triste epilogo però sembrava quasi scontato da quello che che si vedeva. E’ un peccato che nell'anno del centenario si fallisca così in malo modo. Per me c'è un problema di base. La Ternana è soltanto l’ultima delle squadre a fallire. Prima di lei sono fallite: Napoli, Parma, Cesena oltre alle tante altre società negli ultimi anni. Negli ultimi vent'anni sono fallite in media 7 società l'anno. Questo mi fa pensare che la Federazione debba fare qualcosa in maniera tale che chi va a comprare società abbia i requisiti giusti. Non si possono far prendere le società a chiunque. Come non lo so. Però serve questo. E’ un grande peccato. Ora bisogna ripartire. Ci sarà qualcuno che la farà ripartire con entusiasmo. Spero che i tifosi, con questo fallimento, si ritrovino ancora di più in un grande senso di appartenenza ai colori. Mi piace pensare che sarà proprio così".
12:20 - Attraverso il proprio profilo Instagram ha voluto esprimere il proprio dispiacere per l'esito della vicenda anche l'avvocato Donato Di Campli che ha lavorato affinché si potesse arrivare alla fumata bianca. "Mi dispiace per com’è andata a finire la vicenda della Ternana. Io ci ho messo tutta la mia buona volontà, la mia esperienza e tutta la professionalità possibile, cercando fino all’ultimo di individuare una strada concreta per salvare una piazza così importante. Purtroppo, successivamente, non si sono create le condizioni economiche necessarie per poter chiudere questa operazione. Nel calcio, soprattutto in situazioni così complesse, la competenza da sola non basta: servono solidità, coraggio e soprattutto garanzie reali. Resta comunque la consapevolezza di aver lavorato con serietà, trasparenza e passione, senza vendere illusioni a nessuno. E questo, alla fine, per me conta più di tutto".
11:40 - Alle parole del primo cittadino hanno fatto seguito quelle di Massimo Sarandrea, l'advisor che ha lavorato per conto dell'imprenditore Fabio Splendori.
"Sapevo fin dal primo istante che sarebbe stata una partita da giocare oltre i novanta minuti e che sarebbero serviti i tempi supplementari - ha affermato Sarandrea a Tag24Umbria -. Ritengo importante ringraziare i dirigenti del club e tutta la rosa che ho conosciuto ieri, la quale ha mostrato maturità e attenzione al futuro del club. Ma, soprattutto, per me è stata una grande emozione vedere nella sala stampa quei giovani appassionati che hanno sudato per mesi senza alcuna remunerazione e che erano pronti a giocare la partita anche fuori dal campo, forti della tutela dell’AIC, che con chiarezza si è messa a disposizione delle parti. Ringrazio il sindaco Bandecchi, un uomo speciale e identitario, attaccato alla maglia. E voglio ringraziare anche tutti i media locali e nazionali e chi, come l’avvocato Taddei, sta portando avanti un’iniziativa molto interessante".
Al quotidiano online l'advisor finanziario ha poi aggiunto: "Questo, però, non significa che sia finita qui, perché ora spetterà al regolatore e alle istituzioni valutare se il nostro progetto, nel quale crediamo fermamente, potrà soltanto risultare più lungo".
11:20 - Ad anticipare questo finale nefasto era stato il Sindaco Stefano Bandecchi nella nota diffusa poco dopo le 11. "Sono dolente di dover comunicare - dichiara il sindaco Stefano Bandecchi - che ad oggi qualunque tentativo di salvare la Ternana calcio da parte mia e da parte del comune di Terni è fallito. Di conseguenza la cordata che ha lavorato intensamente sino a dieci minuti fa, e che ringrazio per l’attenzione che ha messo verso la squadra della città e per gli sforzi che sarebbe stata disponibile a fare, ha deciso di non presentare l’offerta. L’insicurezza dovuta alla gestione dei debiti, aggiunta all’interlocuzione avute con la Figc per oltre dieci punti di penalità dai quali la Ternana non sarebbe stata esonerata, non rendono possibile nessun salvataggio nell’attuale categoria. Spero che qualche altra persona interessata possa presentare entro i minuti che restano l’offerta all'asta giudiziaria, se cosi non fosse il titolo calcistico della Ternana sarà perso".
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