Un progetto basato su sostenibilità, partecipazione popolare e conti trasparenti. Fabio Splendori esce allo scoperto e racconta per la prima volta la propria idea di Ternana. Lo fa, come raccontato da Tag24Umbria, in una conference call organizzata grazie a Francesca Teodori, collaboratrice della BSM Management di Diego Tavano, giornalista e opinionista calcistica. Un confronto nel quale l’imprenditore romano, residente in Svizzera da oltre quindici anni, ha spiegato la filosofia che vorrebbe portare nel calcio rossoverde.

Splendori sarebbe pronto a partecipare all’asta per il ramo sportivo della Ternana attraverso una newco già individuata e con un piano che punta a coinvolgere direttamente tifosi, sponsor e investitori.

Founder e CEO di QuoJobis Spa, oltre che legato alle realtà Next ed Extolia, Splendori arriva dal mondo della somministrazione del lavoro e della consulenza aziendale. Negli anni ha sviluppato attività tra Italia e Svizzera, occupandosi anche di immobiliare e di progetti di rilancio aziendale.

Il suo approccio al calcio, però, parte da una convinzione precisa: il modello tradizionale italiano, fondato sul “presidente-mecenate”, non è più sostenibile.

“Nel calcio troppi modelli destinati al fallimento”

“Pensare di vendere sogni irrealizzabili ai tifosi è inutile, oltre che dannoso”, ha spiegato Splendori. L’imprenditore ha analizzato senza troppi giri di parole le difficoltà economiche che da anni colpiscono il sistema calcio italiano.

“Molti imprenditori investono milioni per qualche stagione, poi si accorgono che mantenere un club professionistico significa perdere ogni anno cifre enormi. Quando gli investimenti si fermano, iniziano i problemi: si svaluta il club, cresce il malcontento e arrivano le crisi”.

Secondo Splendori il problema è strutturale: “Una società di Serie C può contare mediamente su ricavi tra i due e i tre milioni di euro. Se per restare competitivi bisogna spenderne sette o dieci, il sistema inevitabilmente salta”.

Azionariato diffuso e tifosi al centro del progetto

Il cuore della proposta illustrata alle istituzioni locali riguarda proprio il coinvolgimento diretto della tifoseria. Splendori immagina una Ternana costruita attorno a un modello partecipativo e aperto.

“La Ternana appartiene alla sua gente, alle famiglie e ai tifosi. Non può dipendere dagli umori o dalla disponibilità economica di un singolo imprenditore”, ha dichiarato. L’idea sarebbe quella di partecipare all’asta, salvare il club e aprire subito dopo a un azionariato diffuso.

“Vogliamo creare una piattaforma che permetta ai tifosi di diventare parte attiva della società. Si può sostenere la Ternana in tanti modi: attraverso quote, sponsorizzazioni o partnership strategiche. Nessuno può custodire questa maglia meglio della sua gente”.

Un progetto che, secondo Splendori, dovrà poggiare su “governance trasparente, numeri chiari e sostenibilità di lungo periodo”. Da qui anche il messaggio rivolto alla città: “Io non sto annunciando un sogno. Sto depositando un progetto”.

L’imprenditore ha poi parlato anche del rapporto con il sindaco Stefano Bandecchi, definito improntato alla “reciproca stima”, sottolineando di aver apprezzato il lavoro portato avanti dall’amministrazione comunale nel tentativo di salvare il club.

Intanto il conto alla rovescia verso l’asta continua. Entro martedì dovrà essere presentata l’offerta vincolante per il tribunale, mentre il 13 maggio è fissata l’asta telematica per l’acquisizione del ramo sportivo della Ternana. E, salvo colpi di scena, Fabio Splendori vuole esserci.

Sezione: Primo Piano / Data: Sab 09 maggio 2026 alle 15:28
Autore: Ternananews Redazione
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