Se c’è qualcuno interessato si può fare avanti. Sembra una novità clamorosa, ma in realtà è sempre stato così. Forse sin dopo le prime settimane di esperienza calcistica della famiglia Rizzo. In questi mesi, soprattutto dopo la prima presa di coscienza e dopo l’allontanamento di Ferrero e Pucci, i Rizzo avevano cercato in giro dei partner, in maniera più o meno convinta

Consapevoli che l’impegno era decisamente più importante (e non solo in termini economici) di quanto previsto all’inizio. E così contestualmente con le accuse (trasformate in denunce) relative alle passate gestioni, si apriva anche la fase del cercare di portare avanti questo impegno preso con la squadra.
Va sottolineata una cosa e mai dimenticata: la famiglia Rizzo ha messo nelle casse della Ternana fra i 6 e i 7 milioni di euro, necessari per pagare (soprattutto) gli stipendi ai giocatori e per sistemare le emergenze che nel frattempo sono nate in casa rossoverde. Non sono assolutamente bastati e non basteranno per chiudere la stagione. Ma non è stato mai un segreto che sostenere una squadra di calcio avesse dei costi importanti, indipendentemente da chi sono i compagni di viaggio. 

Questi soldi messi nel club sono soldi di famiglia: nessun prestito di banca, nessuno sconto su futuri incassi, nessuna vendita di calciatori, nessun minutaggio. Ma come detto non basta. L’impegno economico finora sostenuto non permette alla Ternana di essere in sicurezza, anzi.
E indipendentemente dalla volontà di cercare un nuovo proprietario o un partner rimangono gli impegni che la proprietà si è assunta con l’acquisto del club e le date chiave di questa porzione di stagione. Decidere (più o meno legittimamente) di mettere sul mercato un bene non solleva dagli impegni né tantomeno significa che si può abbandonare il bene stesso. Anzi: bisognerebbe metterlo nelle condizioni migliori di essere acquistato.

E’ come la vendita di un immobile: un appartamento rifinito, anche nei dettagli, sicuramente ha un valore più alto di un rudere disabitato e magari anche ipotecato. E non solo ha più valore ha anche più mercato.



Ora - senza prenderci in giro - la Ternana in questa situazione non è appetibile. E quindi nei prossimi mesi la strategia della società (e del Comune) dovrebbe essere comunque quella di risanare: o per sé o per altri.
A partire dall’8 aprile quando è stato convocato dal Comune un incontro con Ternana e Stadium proprio per parlare del progetto stadio clinica e per prospettare una soluzione per poter portare a termine il progetto come ribadito sia dal Sindaco Bandecchi che dall’assessore Anibaldi. Peraltro il giorno dopo è stata indetta una riunione anche con la Regione per parlare di altri temi ma è impossibile pensare che non ci possano essere dei passaggi anche su stadio/clinica. 

Poi il 13 aprile quando nell’assemblea dei soci si deciderà (magari proprio con un’idea più chiara rispetto al progetto stadio/clinica) quale sarà il futuro rossoverde: la proprietà farà un aumento di capitale? Deciderà di aprire uno stato di crisi e quindi approfittare di uno strumento a cui si era già pensato in passato? O porterà i libri in tribunale avviando così una procedura che spingerebbe la Ternana verso un possibile fallimento? 

E poi ancora il 16 quando scadranno i termini per il pagamento delle scadenze federali con tutti i rischi del caso che riguardano non tanto e non solo la penalizzazione in classifica quanto il rischio della famosa “recidiva” che impedirebbe alla Ternana l’iscrizione al prossimo campionato a prescindere. 

Senza contare ovviamente tutte le altre pendenze che la Ternana ha soprattutto con i fornitori sul territorio.

Insomma: il fatto che la famiglia Rizzo possa cercare un partner (o un compratore) deve incastrarsi in questo mosaico. Queste sono le date chiave per il futuro della Ternana, indipendentemente dal proprietario.

Sezione: Primo Piano / Data: Dom 05 aprile 2026 alle 14:00
Autore: Ternananews Redazione
vedi letture