Liam Kerrigan e l’Umbria, un legame che passa anche dalle similitudini con la sua terra d’origine. L’esterno rossoverde, come raccontato dal Corriere dell’Umbria, ha parlato del suo ambientamento a Terni e del percorso che lo ha portato a vestire la maglia della Ternana.

“C’è il verde, le colline e anche la maglia che indosso è verde. Si c’è un po’ d’Irlanda ma quei trenta gradi dell’estate sono una sofferenza, non c’ero abituato”. Un paragone curioso ma significativo, che racconta bene il feeling tra il giocatore e il territorio umbro.

E se l’estate rappresenta un ostacolo, le condizioni climatiche più dure sembrano invece esaltarlo: “Lì sono tornato... un po’ in Irlanda”.

Un ragazzo positivo, come era stato definito anche da Fabio Liverani, che si sta facendo apprezzare non solo in campo ma anche fuori, grazie alla voglia di integrarsi.

L’integrazione e il percorso

“E’ la mia prima intervista in italiano, spero vada bene”, racconta con orgoglio Kerrigan, sottolineando l’impegno messo nell’apprendimento della lingua: “perché se non conosci la lingua del Paese dove giochi è tutto più difficile. Però mi aspetta ancora qualche lezione”.

Il suo percorso calcistico è stato tutt’altro che lineare: dagli inizi con lo Sligo Rovers fino all’approdo in Italia, passando per Como, Beveren e Novara. Ora la Ternana, dove sembra aver trovato la sua dimensione: “perché è più grande della cittadina dove sono cresciuto ma non è tanto grande, posso girare senza problemi, la gente mi vuole bene, i compagni di squadra mi hanno aiutato tanto soprattutto all’inizio, quando ero infortunato”.

Tra campo, infortuni e obiettivi

L’infortunio al crociato ha rappresentato uno snodo importante nella sua carriera: “Forse senza l’infortunio sarei potuto restare anche in serie B ma poi loro hanno acquistato giocatori importanti, sono cresciuti tanto anche in serie A. Io li seguo ma penso a far bene qui”.

In campo Kerrigan ha idee chiare sul proprio ruolo: “perché ho sempre giocato da quinto, mi piace attaccare e m’impegno in difesa. Da terzino arriverei più difficilmente nell’area avversaria. Io ho una regola fissa in testa: devo chiudere sul secondo palo, sia in attacco che in difesa”.

Una filosofia che si riflette anche nei numeri, con tre gol in dodici presenze e diverse giocate decisive, sia offensive che difensive.

Ora l’obiettivo è chiudere al meglio la stagione: “Siamo tutti concentrati, lavoriamo molto per chiudere bene il campionato e giocarcela ai playoff e poco importa in quale posizione ci arriveremo. Una partita in più o in meno da giocare non fa differenza”.

Tra campo e vita quotidiana

Fuori dal campo Kerrigan si sta immergendo nella realtà ternana, anche a tavola: “È vero, mi criticano tutti perché dopo il pasto mi prendo un cappuccino. Però con Mc (Jannet altro irlandese ndr) andiamo al ristorante e mangiamo le ciriole, ci piace la cucina ternana”.

E poi la musica, con un legame forte alle sue radici: “Lui è il boss, sceglie la musica ma io ho le cuffie e non mi perdo gli U2, Bono Vox. Ragazzi sono irlandese. Anche se a Terni vivo bene”.

Tra nostalgia e integrazione, Kerrigan si è ritagliato il suo spazio. E con il campionato che entra nella fase decisiva, il suo spirito irlandese potrebbe diventare un’arma in più per la Ternana.

Sezione: News / Data: Gio 02 aprile 2026 alle 15:00 / Fonte: Corriere dell'Umbria
Autore: Ternananews Redazione
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