Stefano Bandecchi è intervenuto questa mattina fuori da Palazzo Spada, prima dell'inizio del Consiglio comunale, tornando su alcuni dei temi più delicati che riguardano il futuro della Ternana e il progetto societario costruito intorno alla nuova società rossoverde.

Il primo passaggio riguarda Roberto Felleca e il suo ingresso ufficiale nel club. Bandecchi ha confermato quanto già emerso nei giorni scorsi: l'imprenditore entrerà con una quota del 20% e assumerà la presidenza della Ternana. Il passaggio formale dovrebbe essere completato a breve davanti al notaio.

Felleca entrerà con il 20%: «Nella gestione non cambierà nulla» «Quello che era stato stabilito, mi sembra che Felleca oggi dovrebbe acquisire il 20% e quindi questo è quello che era già stato stabilito da tempo», ha spiegato Bandecchi.

Nessuna rivoluzione, secondo il presidente onorario, anche sul piano della gestione: «Cosa cambierà dal punto di vista della gestione della società? Niente, cosa dovrebbe cambiare. Se uno prende il 20%, quello che Felleca ha fatto fino ad ora sarà quello che continua a fare. È presidente della Ternana, quindi non cambierà nulla».

L'AZIONE REVOCATORIA E L'ATTACCO AI CURATORI Il tema più delicato affrontato da Bandecchi è però quello relativo all'azione revocatoria promossa dalla curatela della Ternana Calcio e ai rapporti tra le operazioni societarie del 2023 e l'attuale situazione del club.

Bandecchi ha contestato duramente l'iniziativa, sostenendo che chi l'ha promossa non avrebbe letto con attenzione gli atti sottoscritti nel 2023. Da qui la sua presa di posizione particolarmente netta: «Il mio pensiero è che la curatela fallimentare non si è letta l'atto stipulato nel 2023. Se si fossero letti l'atto stipulato nel 2023 avrebbero capito che l'azione che stanno facendo adesso ha dei profili penali gravi».

Il sindaco di Terni ha quindi scelto di entrare nel dettaglio dell'operazione attraverso la quale, nel 2023, la Ternana Calcio venne ceduta a Guida.

IL CONTRATTO DEL 2023 E IL RAMO FEMMINILE Secondo la ricostruzione fornita da Bandecchi, il punto centrale sarebbe rappresentato da una specifica clausola contenuta nel contratto di cessione. L'ex proprietario ha ricordato che Guida non avrebbe acquistato il ramo relativo alla Ternana Women e che, nella stessa operazione, non avrebbe voluto occuparsi della costruzione della clinica.

Bandecchi ha quindi citato l'articolo 2.4 dell'atto stipulato nel 2023, «la parte cessionaria - cioè Guida che compra - dichiara di essere perfettamente edotta, che la società Ternana Calcio Spa ha ceduto in data odierna con atto in rogito del notaio Elio Casalino di Roma repertorio 54241/24987 in corso di registrazione perché nei termini il ramo d'azienda relativo al settore femminile e dei beni mobili e immobili facenti parte del raamo d'azienda ceduto e che pertanto alla società Ternana Calcio Spa resterà esclusivamente il settore maschile. La parte cessionaria - cioè Guida, poi l'H21 e a seguire quelli che sono falliti ma non la Ternana della Unicusano - pertanto dichiara e riconosce che il corrispettivo come sopra pattuito e convenuto è congruo e corrispondente alla società Ternana Calcio Spa priva del settore femminile e annessi».

La conseguenza, secondo quanto riportato da Bandecchi, era che Ternana Calcio sarebbe rimasta esclusivamente con il settore maschile e che il prezzo della cessione sarebbe stato quindi determinato tenendo conto di una società priva del settore femminile e delle attività connesse.
«Nel contratto stipulato quel giorno, la mattina, l'Università Niccolò Cusano si mise in condizioni di vendere a Guida ciò che Guida voleva comprare. Guida voleva comprare una casa senza mobili, non con i mobili. La casa con i mobili sarebbe costata 110 mila euro, la casa senza mobili ne costa 100 mila».

Bandecchi ha quindi ribadito la propria lettura della clausola contrattuale, sostenendo che il documento dimostrerebbe come il valore della società ceduta fosse stato calcolato senza il ramo femminile e i relativi beni.

«SE NON TORNANO INDIETRO, SEGUIRANNO DENUNCE PENALI»Da qui il passaggio più duro dell'intervento. Bandecchi ha parlato esplicitamente di possibili responsabilità penali, formulando un'accusa che resta, allo stato, una sua dichiarazione e che non equivale a un accertamento giudiziario.

«Se uno non vuole essere denunciato per truffa, o poi, se mi permettete, per estorsione, credo che debba leggere questo articolo. Quindi quello che hanno fatto i curatori fallimentari secondo me è proprio fallimentare. O meglio, è una cosa alla quale, se loro torneranno indietro, bene, sennò seguiranno denunce penali».

Il riferimento è dunque alla possibilità che la vicenda possa spostarsi ulteriormente sul piano giudiziario. Bandecchi sostiene infatti che, qualora la curatela non rivedesse la propria posizione, sarebbe pronto a procedere con iniziative legali.

IL NODO STADIO-CLINICA E LA RICHIESTA DI DANNI Nel suo intervento Bandecchi ha collegato la vicenda anche al più ampio capitolo dello Stadio-Clinica. Il sindaco ha sostenuto che la precedente Ternana Calcio, oggi fallita, potrebbe andare incontro a una richiesta di risarcimento nell'ordine dei 70 milioni di euro qualora il progetto non venisse realizzato entro i termini previsti.

«La Ternana Calcio fallita, non la mia Ternana Calcio, quella della quale oggi possiedo il marchio, rischia una causa da 70 milioni, cioè non realizza entro tre anni Stadio-Clinica, perché il Comune la fa a pezzi», ha dichiarato.

Si tratta, anche in questo caso, di una valutazione e di uno scenario prospettato dallo stesso Bandecchi. Il tema dello Stadio-Clinica resta comunque al centro del confronto istituzionale e societario che coinvolge Comune, Regione, Stadium e gli altri soggetti interessati. Nelle scorse settimane Bandecchi aveva già sostenuto pubblicamente la piena autonomia di Stadium Spa rispetto alla Ternana Calcio e la validità della concessione relativa al progetto.

Sezione: Primo Piano / Data: Lun 21 settembre 2026 alle 11:00
Autore: Ternananews Redazione
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