Il presente della Ternana è pieno di interrogativi, ma tra le tante incertezze c’è anche chi guarda con preoccupazione al futuro del settore giovanile rossoverde. A farlo è Silvio Paolucci, storico volto del vivaio delle Fere, che in un’intervista rilasciata al Corriere dell’Umbria ha ripercorso il lavoro svolto negli ultimi anni e lanciato un messaggio chiaro alla futura società.

Paolucci, ex calciatore rossoverde e successivamente allenatore e responsabile del settore giovanile, ha parlato soprattutto delle conseguenze del fallimento della Ternana Calcio 1925 sui ragazzi del vivaio: “L’interruzione dell’attività dei ragazzi è stata traumatica. Con l’Under 17 e la 15 ci stavamo giocando le finali nazionali ma la chiusura dell’esercizio provvisorio gestito dai curatori fallimentari ci ha tolto di mezzo”.

L’ex responsabile del vivaio ha sottolineato come la fine anticipata della stagione abbia privato molti giovani di un’occasione importante: “Togliere una gioia tanto grande a ragazzi che sono con noi da otto-nove anni, proprio sul più bello, è stato terribile”.

Nel corso dell’intervista Paolucci ha poi ricordato il percorso costruito negli anni sotto la gestione Bandecchi, evidenziando la crescita del settore giovanile rossoverde e i risultati ottenuti sul territorio e a livello nazionale.

“Una quarantina di ragazzi arrivati in Serie A”

“Un progetto iniziato con l’arrivo di Bandecchi – ha spiegato Paolucci al Corriere dell’Umbria – che è andato avanti grazie all’impegno costante di tutti, dai ragazzi ai genitori e ai collaboratori”.

I numeri raccontati dall’ex dirigente del vivaio certificano il lavoro svolto negli ultimi anni: “Posso affermare con orgoglio che una quarantina di ragazzi sono finiti in Serie A e che una quindicina giocano oggi in società professionistiche”.

Paolucci ha poi fatto alcuni esempi concreti, citando giovani passati dalla Ternana e successivamente approdati in club di primo piano: “Morelli alla Lazio, Pavese e Cavalletti al Lecce, Angelucci al Venezia. L’altro giorno mi ha telefonato Montenegro invitandomi alla finale del campionato Primavera. Sono stato felice per lui, ma dentro avevo un magone perché poteva essere una risorsa della Ternana”.

Un passaggio che evidenzia anche le difficoltà incontrate nel trattenere i migliori prospetti: “Purtroppo c’è stato chi non ha voluto fargli il contratto e così è volato via”.

L’appello alla futura società: “Fate in fretta”

Nell’ultima parte dell’intervista, Paolucci ha rivolto un invito diretto a chi guiderà la futura Ternana, indipendentemente dalla categoria dalla quale il club ripartirà.

“Non mandare all’aria quanto di buono è stato fatto fin qui – ha dichiarato –. Lo dico da tifoso e da ternano adottivo. Non so ancora in quale campionato giocherà la Ternana, ma il lavoro svolto sul territorio può dare grandi soddisfazioni”.

Paolucci ha anche ricordato i successi ottenuti dal settore giovanile rossoverde negli ultimi anni: “Abbiamo vinto il titolo nazionale con l’Under 17 contro il Benevento e con la Berretti abbiamo perso una finale al 91’ contro l’Entella”.

Infine il riferimento al rapporto costruito con Carlo Mammarella: “Negli ultimi anni con lui ho avuto una condivisione importante nel metodo di lavoro”. E ancora un appello conclusivo: “Fate in fretta e puntate sul settore giovanile. Abbiamo già perso due ragazzi del 2013 passati alla Lazio. Non perdiamone altri perché il futuro della Ternana è nei giovani”.

Sezione: News / Data: Mer 03 giugno 2026 alle 13:30 / Fonte: Corriere dell'Umbria
Autore: Ternananews Redazione
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