Non s’è giocato a Potenza ma io non ho una gran voglia di alimentare la polemica. Non ce l’ho con la società lucana perché alla fine ha fatto quello che il regolamento gli consente. Casomai amplia la mia già scarsissima stima in una Lega che presenta piani strategici, che immagina la serie C appetita dalle televisioni ma che non riesce a garantire il normale svolgimento delle partite. Come chi si compra il portachiavi d’oro ma non ha la macchina.

Davvero una situazione ingiustificabile che alla Ternana è costata decine di migliaia di euro tra trasferta e televisione, quella tv che ha pagato alla Lega stessa oltre 220 mila euro per avere la possibilità di trasmettere in diretta le partite della Ternana e che per mandarle in onda deve aggiungere spese di produzione ovviamente onerose.

Poi se di neve ce n’era tanta o poca è un dettaglio. A Viterbo c’erano condizioni probabilmente ben più difficili che a Potenza ma si è giocato.

Questo l’aspetto da sottolineare, togliendo di mezzo il fatto sportivo perché giocare non vuol dire automaticamente vincere. Di sicuro sarebbero stati novanta minuti difficili. La Ternana avrebbe voluto giocarli il Potenza un po’ meno. Se ne riparlerà tra un mese o poco più (la terza settimana di marzo, il mercoledì successivo alla trasferta di Bisceglie potrebbe essere un’opzione valida).

Bene quindi ha fatto la squadra, tecnico in testa, a non calcare la mano: la rabbia fa spendere energie senza avere niente in cambio. Quelle energie che dovranno invece convogliare in grande quantità sulla partita di mercoledì con il Catania. Perché i siciliani sono squadra vera che attraversa un eccellente periodo di forma, che ha ambizioni di promozione solide vista la classifica, le gare da recuperare e i punti tolti che potrebbero esserle restituiti.

La Ternana, come sostengo da un po’ di tempo, è arbitro del proprio destino e solo a se stessa deve pensare. Senza lasciarsi distrarre da quanto sta succedendo nel Bari, dall’Avellino che ha scavalcato i pugliesi al secondo posto e diventa avversario temibile. Tutte le squadre che si presenteranno al cospetto di Defendi e soci saranno avversari temibili. Ma nella partita secca. Sul lungo percorso la Ternana ha dimostrato fin qui di averne di più.

Ora, anche se non sarà semplice, deve pensare soltanto a proseguire nel proprio cammino. Potrà anche rallentare l’andatura ma avrà sempre la possibilità di sfruttare il margine di vantaggio per tenere a distanza gli avversari. Un po’ come ha fatto Luna Rossa nelle ultime regate contro la barca inglese. E’ partita davanti e ha spesso replicato le mosse degli avversari chiudendo gloriosamente davanti.

Ma come la barca italiana non è arrivata ancora a guadagnarsi la finale così la Ternana deve ancora raccogliere i frutti del grande lavoro svolto fin qui. Ed è per questo che non deve e non può farsi distrarre da beghe extra campo. Per Lucarelli e soci solo il rettangolo verde conta, lì debbono dare il meglio come hanno fatto fin qui. Per uscire da questa categoria che ha sempre di più le sembianze di un far west con leggi proprie che tutelano pochi o nessuno. In serie B e meno ancora in serie A una partita come quella di Potenza si sarebbe giocata.

Ma ora c’è il Catania ed è tutta un’altra storia. E non solo perché a Terni non c’è neve sul campo.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 16 febbraio 2021 alle 00:00
Autore: Massimo Laureti
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