Il nuovo accordo collettivo per i direttori sportivi dilettanti e la distribuzione delle risorse derivanti dai diritti televisivi. Sono questi alcuni dei temi affrontati da Alfonso Morrone, presidente di ADICOSP, intervenuto nel corso della mattinata radiofonica di TuttoMercatoWeb.com. Un intervento che tocca da vicino anche il mondo della Serie C e, più in generale, il rapporto tra calcio professionistico, dilettantismo e settore giovanile.

Morrone ha innanzitutto commentato la firma del primo Accordo Collettivo LND per i Direttori Sportivi e i Collaboratori della Gestione Sportiva tesserati con società impegnate nei campionati dilettantistici. Un passaggio che ADICOSP considera particolarmente importante per il riconoscimento e la tutela di chi svolge ruoli dirigenziali nel calcio dalla Serie D fino alla Terza Categoria.

Direttori sportivi dilettanti, arriva l'accordo collettivo

Secondo Morrone, la novità non consiste nell'introduzione delle prime tutele per i direttori sportivi, già previste dalla normativa, ma nella possibilità di contare finalmente anche su una tutela federale specifica.

“Dall’entrata in vigore della riforma dello sport nel febbraio 2021, con applicazione da luglio 2023, il direttore sportivo, al pari di calciatori e allenatori, è già tutelato dalla legge”, ha spiegato il presidente di ADICOSP. La svolta, però, è arrivata con la sottoscrizione dell'accordo collettivo e del contratto tipo.

Un risultato che Morrone attribuisce anche alla collaborazione con i vertici della Lega Nazionale Dilettanti: “Grazie alla perseveranza di ADICOSP e alla disponibilità del presidente Abete e del coordinatore della Serie D, l’avvocato Luigi Barbiero, abbiamo firmato l’accordo collettivo e il contratto tipo per i direttori sportivi delle categorie dilettantistiche”.

Il provvedimento riguarda un'area molto ampia del calcio italiano, dalla Serie D fino alla Terza Categoria. Anche nei campionati inferiori, infatti, una società può decidere di formalizzare un rapporto di lavoro con un direttore sportivo o un collaboratore della gestione sportiva.

Contenziosi e stipendi non pagati: il Collegio Arbitrale

Il principale effetto pratico dell'accordo riguarda la gestione degli eventuali contenziosi. In presenza di stipendi non pagati o di altri diritti da tutelare, i direttori sportivi potranno infatti fare riferimento agli strumenti della giustizia sportiva previsti dall'accordo, evitando di ricorrere necessariamente ai tribunali ordinari.

“Le tutele di legge c’erano già, ma ora abbiamo una tutela federale. Questo significa che in caso di contenzioso per stipendi non pagati o diritti da salvaguardare, non si dovranno più intasare i tribunali ordinari, ma ci si potrà rivolgere direttamente al Collegio Arbitrale, come avviene già da tempo in Serie C e Serie B”, ha sottolineato Morrone.

Il vantaggio, secondo il presidente ADICOSP, sarà duplice: meno costi legali e tempi più rapidi per arrivare alla definizione delle controversie. “È una conquista storica per i direttori sportivi e i collaboratori dilettanti”, ha concluso sul tema.

Diritti tv Serie C, Morrone: “Marani ha fatto bene a puntare i piedi”

Dalle tutele per i direttori sportivi il discorso si è poi spostato sui diritti televisivi della Serie C e sulle risorse destinate al calcio professionistico attraverso l'ultimo Decreto Sport.

Morrone ha ricordato la ripartizione prevista dalla Legge Melandri, soffermandosi in particolare sulla destinazione delle risorse e sul trasferimento di una parte dei fondi originariamente destinati ad altri settori del movimento calcistico.

“La Legge Melandri, nel decreto del 2008, recita che il 10% dei proventi televisivi va distribuito così: 6% alla Serie B, 2% alla Lega Pro, 1% alla Lega Dilettanti e 1% alla FIGC, destinato a settore giovanile e infrastrutture”, ha spiegato.

È proprio sulla quota FIGC che Morrone concentra le proprie critiche. Secondo il presidente di ADICOSP, una parte delle risorse sarebbe stata di fatto spostata dal sostegno alle attività di base e giovanili verso altri capitoli, tra cui la Serie A femminile.

“Robin Hood al contrario: tolto ai dilettanti per dare ai ricchi”

Il giudizio di Morrone è particolarmente netto. “Abbiamo fatto Robin Hood al contrario, togliendo ai poveri per dare ai ricchi”, ha affermato, contestando il definanziamento di alcune iniziative rivolte al mondo dilettantistico e giovanile.

Il riferimento è anche alle risorse destinate alla Riforma Zola, allo sportello unico LND e alle attività del Settore Giovanile e Scolastico. Secondo Morrone, il trasferimento dei fondi verso la Serie A femminile pone una questione di equilibrio nella distribuzione delle risorse.

“Non mi pare giusto che 5-6 milioni di euro vengano tolti all’attività di base e ai dilettanti per essere spostati a squadre come Juventus, Milan, Roma, Lazio o Sassuolo, che già fatturano e prendono 50-60 milioni di euro”, ha dichiarato.

Nel suo intervento Morrone ha ricordato anche un dato relativo alla composizione della Serie A femminile: secondo quanto riferito dal presidente ADICOSP, soltanto Ternana, Como Women e Napoli non sono legate a un club maschile.

La Serie C ottiene lo 0,5%: “Marani ha fatto bene”

Pur criticando la provenienza delle risorse, Morrone riconosce il lavoro svolto dal presidente della Lega Pro Matteo Marani per ottenere una quota aggiuntiva destinata alla Serie C.

“Sul fronte Serie C è stato molto bravo il presidente Marani a puntare i piedi per ottenere un compromesso”, ha riconosciuto Morrone, sottolineando quindi l'importanza del risultato raggiunto dalla Lega Pro.

Il problema, secondo il presidente di ADICOSP, resta però a monte: “Il mio rammarico resta sulla provenienza di quei fondi, sottratti a capitoli di spesa federali che aiutavano i giovani e i dilettanti”.

La posizione di Morrone, dunque, non mette in discussione l'opportunità per la Serie C di ottenere maggiori risorse, ma pone l'accento sulla necessità di non penalizzare le categorie inferiori e il settore giovanile per finanziare altri comparti.

“Si è tolto ossigeno alle leghe minori”

Il presidente ADICOSP ha infine ribadito la propria posizione, distinguendo il merito del lavoro portato avanti da Marani dalla questione relativa alla provenienza dei finanziamenti.

Marani ha fatto benissimo a ottenere quel budget in più per la Lega Pro. Il mio rammarico resta sulla provenienza di quei fondi, sottratti a capitoli di spesa federali che aiutavano i giovani e i dilettanti. Ma i dati di fatto sulle leggi e sui flussi economici sono questi”.

Un tema che va oltre la sola Serie C e che riporta al centro del dibattito la necessità di trovare un equilibrio nella distribuzione delle risorse all'interno dell'intero sistema calcistico italiano, dalle massime categorie fino alla base del movimento.

Sezione: News / Data: Mer 05 agosto 2026 alle 16:30
Autore: Ternananews Redazione
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