Ci sono storie che non si interrompono mai davvero. Cambiano forma, si trasformano, ma restano legate da un filo invisibile. Quella tra Pasquale “Lito” Fazio e la Ternana è esattamente così: un racconto lungo quindici anni che oggi vive un nuovo capitolo, forse inatteso, ma carico di significato.

Quando arrivò a Terni era poco più che un ragazzo. Reduce dall’esperienza con l’Andria, fu Vittorio Cozzella a portarlo in rossoverde, consegnandolo a Mimmo Toscano. Da lì iniziò una stagione indimenticabile: campionato dominato, promozione in Serie B e un gruppo destinato a restare nella memoria dei tifosi.

Fazio non era solo un difensore affidabile. Era un giocatore capace di adattarsi, di mettersi sempre al servizio della squadra. Lo dimostrò negli anni successivi, quando rimase un punto fermo fino al 2015, prima di intraprendere nuove esperienze lontano da Terni. Tre stagioni a Trapani, poi il ritorno nel 2018, meno fortunato sul piano dei risultati ma comunque significativo: 31 presenze che portarono il totale complessivo a quota 156 con la maglia rossoverde.

Numeri che raccontano una presenza costante, ma non bastano a descrivere davvero il suo percorso. Perché Fazio è stato molto più di un semplice difensore. È stato anche portiere per necessità, in una gara contro il Bari dopo l’espulsione di Brignoli: si adattò, sfiorando addirittura l’impresa di parare un rigore. E qualche tempo prima si era tolto anche la soddisfazione del gol pesante, quello di Modena, sotto la gestione di Attilio Tesser, in una partita chiave per la salvezza poi completata dalla rete di Avenatti.

La carriera lo ha portato altrove, ma sempre con lo stesso spirito. Altri successi, altre promozioni: Castellammare di Stabia con Caserta, Catanzaro con Vivarini, imprese arricchite anche dalla conquista della Supercoppa. Quasi cinquecento presenze tra i professionisti, una vita intera dedicata al campo.

Poi la scelta di ripartire dal basso, ma con un significato profondo. Il ritorno a Terni, voluto da Carlo Mammarella, per guidare l’Under 17. Un nuovo inizio, fatto di insegnamento e crescita, costruendo un rapporto speciale con i ragazzi. Un legame che lui stesso non ha nascosto: “Sono pronto a tornare da loro”, ha raccontato, sottolineando quanto quel gruppo sia diventato parte della sua quotidianità.

E invece, all’improvviso, la chiamata della prima squadra. Una possibilità da vivere senza troppe proiezioni, come lui stesso lascia intendere. Intanto, però, il presente parla chiaro: il Liberati lo aspetta, con amici e familiari pronti a sostenerlo dagli spalti, con una motivazione in più.

Fuori dal campo, la sua storia è altrettanto radicata a Terni. Qui ha costruito la sua famiglia insieme a Romina, qui sono cresciute le sue figlie. Una vita semplice, tra la campagna narnese e la passione per il calcio, che non lo ha mai abbandonato.

Adesso quella passione torna al centro, sotto una luce diversa. Non più in campo, ma in panchina. Con la stessa maglia addosso, anche se in un ruolo nuovo. Perché certe storie non finiscono mai: si evolvono. E quella di Fazio, oggi, è pronta a scrivere un’altra pagina tutta da vivere.

Sezione: News / Data: Ven 20 marzo 2026 alle 14:00
Autore: Ternananews Redazione
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