Altro che crisi, quello della Ternana ormai è un vero e proprio crollo verticale, una sorta di sprofondo rossoverde, del quale è difficile immaginare l’epilogo. Squadra spaesata, senza nerbo e con poche idee anche contro un Avellino che non ha avuto bisogno di attingere alla buona sorte, come fece a piene mani nell’andata, per mettere sotto la Ternana con le armi usate un mese fa. Ma ormai la partita di Avellino appartiene alla storia. Ora è da decifrare l’incidenza che la stessa avrà sul futuro della squadra anche in relazione ai numerosi messaggi social del presidente che nel dopo gara ha dispensato sberle un po’ a tutti senza però parlare di esoneri anzi il suo “loro si sono cacciati in questa situazione e loro debbono uscirne” è parso una conferma implicita, anche se forzata, presa a malincuore. Ieri invece il cambio d’indirizzo con l’epilogo della vicenda rimesso in discussione dallo stesso numero uno che ha rimandato ad oggi la propria decisione.

Ha detto di aver parlato con Leone e Gallo, di aver spiegato al tecnico quali, a suo dire, sono gli errori commessi e le lacune evidenziate. Ma non ha lasciato trapelare nulla sulla possibile decisione.

Certo è che non siamo qui a scommettere un euro sulla conferma o meno di Gallo e Leone o di uno solo dei due. Né ci teniamo a dare indicazioni a presidente che da imprenditore di successo e dopo aver vissuto a fianco di staff e squadra gli ultimi mesi ha sicuramente la piena condizione per fare la scelta migliore.

Noi ci permettiamo soltanto di ribadire un concetto: una scelta va presa, in un senso o nell’altro. Da mesi sosteniamo che è controproducente contestare il proprio allenatore e che se si arriva a tanto è meglio sostituirlo. In caso contrario il tecnico va sostenuto in ogni modo.

Però va dato anche atto a Bandecchi di averle provate tutte. Prima le bacchettate, poi bastone e carota con tanto di rinnovo contrattuale, quindi, da ultimo, soltanto carezze. Ma cos’è cambiato? Niente. La Ternana che aveva cominciato con tre vittorie il girone di ritorno è letteralmente naufragata scivolando al quinto posto in classifica, aprendo addirittura alla possibile rimonta delle inseguitrici.

Quindi viene logico pensare che quel che si è rotto è davvero difficile da riparare, che ci sono cocci che non tornano nel loro alloggio naturale perché la Ternana che non segna è tornata pure a sbagliare tanto in difesa, giusto per dirne una.

I risultati pesano sulla valutazione del presidente che ha sempre sostenuto di voler vincere con la Ternana come gli è riuscito nelle altre attività imprenditoriali. Ma questa non è la strada. Lo sa benissimo anche lui. Quindi urge una scelta definitiva: dentro o fuori. Una scelta convinta però, che sia base per la Ternana del futuro visto che, al di la delle tante occasioni sprecate, la stagione può ancora regalare soddisfazioni. La Coppa Italia, certo, ma anche il campionato perché è recente il colpo del Cosenza arrivata in serie B attraverso i play off affrontati da quinta in classifica. Tutto è ancora possibile e il blocco dell’attività imposto dal recentissimo decreto governativo sul Coronavirus finisce per concedere tempo ulteriori per le scelte del presidente e il lavoro in assoluta serenità della squadra che però, va detto chiaramente, non può certo portare a propria giustificazione la pressione dell’ambiente. Perché ovunque si giochi per il primato c’è pressione: a Terni meno che in tante altre piazze.

La batosta di Avellino ha reso necessaria la profonda riflessione del presidente ma anche dei suoi principali collaboratori. Oggi, stando ai messaggi social di Bandecchi, dovremo conoscerne l’esito. Speriamo sia la scelta migliore per il futuro della Ternana che noi continuiamo a immaginare con Bandecchi sulla plancia di comando perché la sua passione e l’esperienza maturata anche con gli errori commessi lo faranno diventare un manager di calcio migliore di quello che s’è presentato al Liberati tre anni fa. Uno che con la Ternana potrà togliersi delle soddisfazioni. Ma questa, lo sa anche lui, è una scelta che non può sbagliare altrimenti i tempi delle sue rivincite si allungheranno e le spese aumenteranno di conseguenza.

Sezione: Editoriale / Data: Mar 10 marzo 2020 alle 00:00
Autore: Massimo Laureti
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