Benvenuti alla prima conferenza stampa pre partita di Andrea Lisuzzo da allenatore della Nuova Ternana. Domani è in programma il primo appuntamento ufficiale della squadra rossoverde. Alle 16 si gioca in casa dell'Angelana per il turno preliminare di Coppa Italia di Serie D.
Alla conferenza stampa partecipa oltre al mister Andrea Lisuzzo anche il direttore sportivo Carlo Mammarella.
Mammarella: "Grazie per essere qui, non era scontato. Piano piano presenteremo tutti. Il mister l'aveto già conosciuto. E' il nostro responsabile dell'Area Tecnica. Qui abbiamo lo staff al completo".
Mister, che Ternana dobbiamo aspettarci?
"22 giorni di lavoro, qualche mezza giornata, gente che è arrivata prima, gente che è arrivata dopo, gestione dei carichi di lavoro con conseguenze su giocatori che hanno subito di più il lavoro che abbiamo impostato. La Ternana che vedrete domenica sarà sicuramente non completa, che avrà delle defezioni, non avrà fatto 90'. Probabilmente 6 giocatori faranno 90'. Il campo è in erba. E' una superficie di cui non abbiamo ancora usufruito. Ci sono tante incognite, tante defezioni, però la cosa che non mancherà sicuramente sarà: carattere, spirito di appartenenza, volontà e cercare di ottenere il risultato con questo. Io il risultato non lo posso garantire. Quello che posso garantire è che la Ternana uscirà dal campo dando il massimo. Che sia oggi il 30 o il 50, di sicuro arriveremo poi a dare il 100%. Vogliamo iniziare la stagione con il piede giusto e per alimentare questa ondata di entusiasmo che sento, percepisco, leggo e che mi fa piacere ci sia".
Direttore, l'organico di oggi sarà soggetto a modifiche?
"Spero anch'io ci sia questo trasporto da parte dei ragazzi. Sappiamo di non essere al top. Le componenti che ha elencato il mister possono darci delle indicazioni. Mercato? Qualcosa fermo. Non vogliamo andare di fretta. Volevamo aspettare un range di lavoro per dare una valutazione anche sui giovani che abbiamo e attendere le occasioni di mercato. La settimana prossima si chiuderà il mercato dei professionisti e vorremmo che lo fosse anche il nostro. Ci siamo dati una traguardo ai primi di settembre. Fermo restando che nei Dilettanti il calciomercato è sempre aperto. Ad oggi sono felice di tutti i ragazzi che fanno parte della squadra. Le valutazioni nel calcio ci sono sempre".
Quanto può pesare ad esempio che il Prato si allena da più giorni della Ternana e su un campo in erba naturale? Le condizioni di Pettinari e Scappini?
"Per quanto riguarda il gap con squadre come il Prato ma anche altre quindici che sono partite per tempo posso rispondere in due modi: metto le mani avanti dicendo che vedremo, oppure come faccio io dicendo che non ce ne frega nulla. Giocheremo. Se avremo grinta e amor proprio supereremo questo scoglio. Probabilmente non saremo pronti. Cercheremo di dare il massimo sempre. Molto probabilmente non basterà, se servirà dare qualcosa in più lo daremo. Non è mio carattere mettere le mani avanti. Sono un animale da campo, lavoro sul campo notte e giorno. Ho fiducia in me, nel mio staff. nella mia squadra, nella dirigenza. Per quanto riguarda Pettinari e Scappini sono dure ragazzi di 36 e 38 anni. Nel corso della preparazione è normale ci sia più o meno l’interessamento muscolare. Abbiamo cercato di integrare la parte di performance atletica nel lavoro tattico. Difficilmente viene fatto così. Spesso di fa palestra la mattina e tattica il pomeriggio. Noi no. Abbiamo fatto così perché volevamo che un giorno per noi valesse doppio. Sinceramente abbiamo avuto anche pochi intoppi".
Sarà una Ternana simile al Lisuzzo giocatore?
"La mia personalità, l'atteggiamento ed il comportamento che ho sempre avuto facendo il giocatore per più di 20 anni viene da dove sono nato, dall'insegnamento dei miei genitori e poi c'è una parte emotiva. Se poi questo rispecchia la mia personalità va bene. Su molto cose la mia squadra mi assomiglierà. Su molte altre il calcio va verso una direzione. Sono un meticoloso. Posso risultare più riflessivo. Credo che le battaglie si vincono con un piano. Questo non si può discostare dall'essere costruttivo e riflessivo. La squadra sarà aggressiva sì ma sarà anche riflessiva per capire l'avversario".
Direttore, tu che hai vissuto tutte le vicissitudini ti saresti aspettato questa reazione da parte della gente?
"E' stato un percorso difficile. La Ternana è ripartita da sotto zero. E' ripartita da pochissimi uomini che hanno messo in moto una macchina difficile da far ripartire. La Ternana resta comunque la Ternana. Pensare che 4 o 5 persone siano riuscite a far tornare a rotolare il pallone mi rende orgoglioso. Sorpreso? No. Successivamente al fallimento, vivendo questa città ho vissuto sì la delusione per il fallimento ma anche la voglia delle persone di avere un appiglio da cui ripartire. E oggi quell'appiglio c'è. Pressione? No. Siamo pronti. le scelte che sono state fatto sono per giocarci tutte le partita ma solo una alla volta. Lisuzzo è stato scelto oltre che per una componente tecnico-tattica perché ho trovato in lui una persona che potesse combattere e affrontare le difficoltà. Oggi sono orgoglioso della scelta fatta. Sicuramente è il valore aggiunto di questa rinascita. C'è orgoglio, voglia di fare. Il risultato sportivo oggi non può essere superiore alla struttura della Ternana che dovrà nascere. Per il primo anno si lavora con delle indicazioni chiare, un budget, e non si esce. Ci stiamo adoperando per avere un campo di allenamento a Terni, una struttura in città. La Ternana rinasce da questo. Ho avuto la fortuna di giocarci in questa piazza e so che il risultato sportivo è importante".
Mister consapevolezza che la città si aspetta un campionato di vertice?
"Sono anch'io di lavorare con Carlo, molto vicino con me per l'età e perché in lui ho visto la scintilla di chi si capisce al volo. Nel calcio vale tantissimo. Se ha scelto me probabilmente ha visto qualcosa in me che oggi non vedo. Devo concentrarmi solo sul lavoro. Pressione? Si può vedere da due punti di vista: chi la fa e chi la subisce. Il peggior modo è quello di andare contro la pressione, di subirla. Il mio lavoro Io sono solo un allenatore, una pedina. Come allenatore devo pensare da allenatore. Non ho problema a gestire la pressione. La responsabilità è mia. Se lo diciamo sempre che dobbiamo vincere è quando non si vince. Soprattutto ai calciatori. A loro ho detto che importa solo quello che dico io".
Oltre a Scappini e Pettinari ci sono altre defezioni? Già stabilite le gerarchie in porta?
"Le gerarchie ci sono. L'ho detto anche ai ragazzi. Ci sono giocatori che martedì sono titolari. Non siamo tutti uguali. Già dal martedì ci sono titolari. E lo so solo io. Molto probabilmente ci sono giocatori che saranno ruotati. Però quei 7/8 titolari rimangono. Le gerarchie ci sono. L'obbligo di far giocare i giovani modifica le gerarchie. Ci da un'indicazione su quello che può essere il primo, il secondo ed il terzo giovane. Al momento pensiamo di avere tutti e tre i giovani in mezzo al campo, come giocatori di movimento. Questo non vuol dire che nel corso del tempo le gerarchie non possano cambiare. Defenzioni ulteriori non ci sono. Camozzi sta rientrando dal crociato. Abbiamo Zaffalon che ha avuto un trauma muscolare. Della seduta di oggi dobbiamo valutare alcune cose. Abbiamo un numero adeguato di giocatori per scendere in campo domani".
Vedendo gli allenamenti c'è anche un elemento di "divertimento"...
"Per quanto riguarda la parola divertimento si può aprire un universo. Per me può essere andare a pesca oppure no. Non si deve scambiare il divertimento con il fatto di abbassare la tensione. Quando giocavo mi divertivo a recuperare i palloni, sfidavo i miei colleghi a chi ne recuperava di più. Il divertimento è lavoro, sacrificio e sudare. Anche fare una maratona da 42 km. E' trovare piacere in quello che si fa. Per quanto riguarda la respirazione diaframmatica per spezzare il ritmo della giornata, stare sdraiati a terra ascoltando musica chillout è sempre lavoro".
Quali certezze ha oggi Lisuzzo?
"Le mie certezze sono lo staff, il direttore Mammarella ed il direttore Giuseppe Mangiarano. Poi ci sono tutti i giovani che si stanno mettendo a disposizione. I ragazzi che sono venuti in prova come Rolla. Da lì possiamo capire cosa possiamo diventare. Sarebbe stato comodo dire che le certezze sono Falletti e Pettinari ma non è il mio stile".
Obiettivo stagionale?
"L'allenatore non è mai contento. Non ho la certezza di avere la palla di vetro e vedere quello che sarà il futuro della Ternana da qui a dieci mesi. Nessuno può saperlo. E' un'incognita, maggiore visto che si arriva dalle ceneri di una società che sta nascendo grazie al presidente Stefano Bandecchi. C'è la voglia di essere protagonisti, di voler superare gli avversari. Credo che il lavoro che stiamo facendo, in proiezione futuristica, sia qualcosa di molto bello. Questo progetto è un foglio bianco. Non siamo così scemi, oggi, da dire la Ternana arriverà... o la Ternana farà... Dobbiamo essere intelligenti. Ci sono squadre che sono state costruite per essere un gradino o due davanti alla Ternana anche grazie alla loro storia. Noi con il lavoro dovremo superare questi gradini. Dobbiamo raggiungere il risultato attraverso la prestazione. Per diventare grandi bisogna crescere".
Come procede lavorare sul sitentico?
"La superfice del campo è importante. Mi paicerebbe lavorare quotidianamente al Liberati ma non si può. Bisogna accontentarsi e dire grazie a chi ci consente di allenarci, in questo caso il Comune di Arrone. In un mese lavorare sempre sulla stessa superficie si crea adattamento e si limitano gli infortuni. Scappini avrebbe potuto far parte dei convocati ma per fargli fare cosa? 15 o 20 minuti dopo una settimana di sosta. Sarebbe rimasto in panca. E lì preferisco avere qualcuno di utile. Stessa cosa per Pettinari. Rientreranno in gruppo lunedì. Zaffalon è più lunga".
Mercato: perché la scelta di coppie Under? Tra i possibili nuovi arrivi c'è anche un Over?
"Over sicuramente sì. Le coppie l'ho ragionata per dare al mister più soluzioni in più parti di campo. Concentrarsi su un ruolo dove inserimento un doppio under o addirittura un triplo ti può portare ad una staticitià. Così l'allenatore può scegliere, anche in base all'avversario di turno, l'under da mandare in campo".
Che filosofia ha seguito nella stipula dei contratti?
"C'è un budget da rispettare e siamo nei margini, quindi possiamo fare ancora operazioni. Abbiamo, ad eccezione di un paio, rispettano dei parametri in ottica salary cap. I contratti sono annuali. Sono contento di come abbiamo lavorato".
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