Antonio Cardona torna a parlare della Ternana e lo fa ripercorrendo un'estate nella quale il suo nome è stato accostato a diverse ipotesi legate alla nuova società rossoverde. L'ex capitano della Ternana, intervistato da Massimo Laureti per RenoirTv, ha raccontato anche i numerosi incontri avuti nei mesi scorsi con imprenditori e rappresentanti del territorio, spiegando anche la propria idea su ciò che dovrebbe esserci dietro un eventuale progetto legato al club.

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Cardona parte proprio dal suo coinvolgimento nelle diverse ipotesi che si sono susseguite durante l'estate: «Mi hanno dato troppa importanza. È stata un'estate movimentata per questa vicenda un pochino turbolenta della Ternana, che poi si è andata a risolvere come era un po' prevedibile, come era prevedibile all'inizio».

L'ex calciatore racconta di aver ricevuto diverse proposte da parte di imprenditori locali: «Mi è stato rappresentato che venivo visto un pochino come la persona che poteva mettere d'accordo la città, la tifoseria. È stato un riconoscimento importante e non ti posso nascondere che questo mi ha fatto piacere».

Da qui anche i numerosi incontri e le cene durante l'estate: «Ne ho fatte tante. Sono state anche fonte di insegnamento per me perché quando si va a cena con imprenditori locali importanti o persone più grandi c'è sempre da imparare. Sono andato ad ascoltare, ad imparare e anche ad avere dei confronti piacevoli, perché poi si è parlato anche di situazioni extracalcistiche che riguardavano comunque sempre la città di Terni».

Cardona spiega poi quale fosse la sua condizione per prendere eventualmente parte a un progetto per la Ternana. Un punto sul quale l'ex capitano rossoverde è stato particolarmente chiaro anche nei colloqui avuti con il sindaco.

«Questo grande piacere che mi è stato rappresentato dai tifosi, dalla gente, comportava anche una grande responsabilità. Quando si parla di Ternana si parla di qualcosa di tanto importante per Terni e soprattutto per la gente di Terni».

Da qui la necessità, secondo Cardona, di costruire un progetto con basi solide: «Ho sempre detto che qualora si fosse ravvisata questa possibilità di acquisizione del marchio, dietro al marchio ci doveva essere tanta sostanza per un progetto quantomeno triennale o quinquennale».

E quando si parla di sostanza, il riferimento è anche agli investimenti economici: «Le società di calcio funzionano così: se non ci metti i soldi non vanno, inevitabilmente. Ma soprattutto perché si parla di Ternana. L'interlocutore che ascolta si aspetta qualcosa di importante proprio perché si parla di Ternana».

Un concetto che Cardona lega anche alla nuova squadra che sta nascendo per affrontare il campionato di Serie D. Secondo l'ex capitano, l'ambizione deve essere adeguata alla storia del club.

«Non si può parlare di Ternana dicendo che si vuole fare un campionato inferiore al professionismo dove l'obiettivo è la salvezza o il centro classifica. Questa è un po' anche la testimonianza della rosa che sta allestendo oggi la nuova Ternana, perché ho visto arrivi importanti, importanti per la categoria, che significano comunque una grande ambizione».

Cardona non dà per scontato il successo finale, ricordando la presenza di altre società blasonate: «Questo poi non sfocia sempre con la vittoria del campionato, perché ci sono anche altre società molto importanti. Vedi il Prato, vedi la Lucchese, vedi il Siena. Sarà un campionato secondo me bellissimo, però la Ternana è obbligata a vestire un ruolo comunque di primaria importanza».

L'ipotesi Eccellenza e il Terni Football Club

Nel corso dell'intervista si torna anche alla possibilità, emersa durante l'estate, che la ripartenza potesse avvenire dall'Eccellenza attraverso un coinvolgimento del Terni Football Club, società nella quale Cardona è stato protagonista.

«Questo mi è stato detto direttamente», racconta Cardona, riferendosi alla posizione espressa dal sindaco. L'idea, secondo quanto riferito dall'ex capitano, era quella di puntare alla categoria più vicina possibile alla Serie C.

Sull'eventualità di una fusione con il Terni Football Club, Cardona non nasconde che l'ipotesi fosse stata presa in considerazione: «Senz'altro. Il Terni Football Club, innanzitutto, è il primo nome storico che ebbe al tempo la Ternana e i colori rossoverdi erano gli stessi. Anche per il settore giovanile si poteva fare qualcosa di importante».

Ma ancora una volta torna il tema della solidità del progetto: «Dietro a un progetto, alla parola Ternana, ci deve stare sostanza vera, ci deve stare un progetto importante, perché sennò si rischia di andare a millantare cose non corrette a persone che sono i tifosi e che sicuramente non lo meritano. E sicuramente io non lo farò mai».

Il sogno di diventare presidente della Ternana

Da ex capitano e uomo cresciuto nel mondo rossoverde, Cardona ammette anche che l'idea di poter un giorno guidare la Ternana può rappresentare un sogno. Ma, anche in questo caso, non basta il prestigio del ruolo.

«Il presidente della Ternana, come ti ho detto prima, rappresenta. Non si deve vedere solamente il discorso del titolo: “Faccio il presidente, che bello”. Quella posizione ti comporta inevitabilmente delle grandi responsabilità».

Per questo, prima di valutare una simile possibilità, «se ne devono valutare tante altre e quindi anche la possibilità di essere in grado di dare degli obiettivi che sono quelli che poi la gente si aspetta e soprattutto cercare di riuscire anche a mantenerli».

«Non credo che rientri nelle mie possibilità»

Quanto all'ipotesi di essere stato a capo di una cordata per rilevare la Ternana, Cardona ridimensiona la possibilità: «Non credo che rientri nelle mie possibilità, anche perché abbiamo visto che comunque non è stato poi così semplice, da quello che si è visto anche per l'acquisizione del marchio, mettere insieme poi dei denari».

Secondo Cardona, il percorso che ha portato all'attuale soluzione era in qualche modo già leggibile: «Quando ho avuto l'incontro con il sindaco gli ho proprio rappresentato che comunque il fine era già, in fase embrionale, abbastanza chiaro. Un finale scontato di un romanzo».

Il marchio e il futuro della Ternana

Infine, Cardona racconta anche quale fosse la sua posizione rispetto all'assegnazione del marchio della Ternana nel caso in cui all'asta avesse prevalso una cordata diversa.

«Ho sempre sottolineato in tutti gli incontri, e questo l'ho detto anche a lui stesso, che nel caso in cui ci fosse stata un'acquisizione da parte di altre cordate che avessero partecipato all'asta, avrebbero dovuto fare una conferenza stampa e dire a chi avrebbero voluto attribuire il marchio».

Da quel momento, secondo Cardona, sarebbe dovuta arrivare la valutazione da parte del soggetto individuato: «La società, la persona, la figura a cui chi aveva vinto l'asta voleva attribuire il marchio avrebbe dovuto fare le proprie valutazioni e dire alla città se era in grado di acquisire il marchio e quali obiettivi avrebbe potuto porre al popolo rossoverde».

In assenza di un accordo, il marchio sarebbe comunque rimasto patrimonio della città, secondo la sua ricostruzione: «Qualora ci fosse stato un rifiuto, il marchio sarebbe rimasto comunque patrimonio della città e avrebbero deciso loro a chi darlo. Chiaro è che quando si fa un'asta chi mette più soldi vince».

Un'intervista nella quale Cardona ha quindi ripercorso una delle estati più movimentate della storia recente della Ternana, ma soprattutto si è raccontato partendo dal principio da quando vestiva la maglia della Ternana fino ad arrivare ad oggi solido imprenditore e proprietario di uno dei club più importanti del panorama dilettantistico umbro: il Terni Football Club. 

PERSONAGGI PERSONE | ANTONIO CARDONA
Sezione: Primo Piano / Data: Mar 18 agosto 2026 alle 13:30
Autore: Ternananews Redazione
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