È il giorno della verità. Oggi, giovedì 16 luglio, alle ore 15 dovrebbe chiudersi la gara competitiva che assegnerà il marchio storico della Ternana Calcio e gli altri beni inseriti nella procedura di liquidazione giudiziale. Un appuntamento atteso da settimane che potrebbe scrivere una pagina importante per il futuro dell’identità rossoverde.

Al momento la situazione vede due offerte presentate sul portale Gobid. L’ultima è stata depositata ieri sera, poco dopo le 22, quando è comparso un rilancio che ha portato la migliore offerta a 132.000 euro, confermando come la sfida per il marchio sia entrata nella sua fase più calda.

L’offerta inizialmente presentata da Unicusano, pari a circa 127 mila euro, è stata quindi superata dal rilancio da 132 mila euro comparso nella tarda serata di ieri. Al momento non è noto a chi appartenga quest’ultima proposta, dal momento che la piattaforma non rende pubblica l’identità degli offerenti.

Tra i partecipanti figura anche l’associazione “La Ternana Siamo Noi”, che aveva annunciato la volontà di concorrere all’acquisizione del marchio attraverso l’azionariato popolare. Al momento, però, la sua posizione risulta ancora legata all’offerta minima prevista dalla procedura.

Se l’associazione vorrà tentare il sorpasso sarà necessario presentare un ulteriore rilancio, secondo quanto previsto dal regolamento della gara.

La vera novità: il costo reale sfiora i 180 mila euro

Ma c’è un aspetto che rischia di incidere in maniera determinante sull’esito dell’asta e che va ben oltre la cifra visualizzata sulla piattaforma.

L’attuale offerta di 132 mila euro, infatti, non rappresenta il costo effettivo dell’operazione. Tra commissioni della casa d’aste, oneri di gestione e IVA, l’importo finale che l’aggiudicatario dovrà sostenere si avvicina ormai ai 180 mila euro, superando ampiamente i 172 mila euro che sarebbero stati necessari con un’offerta da 127 mila.

Una differenza sostanziale che deriva dalle condizioni previste dalla procedura: oltre al prezzo di aggiudicazione bisogna infatti aggiungere il Buyer’s Premium, le spese di gestione e la relativa imposizione fiscale. A questi costi dovranno poi sommarsi anche le successive spese notarili e quelle necessarie al trasferimento del bene.

In pratica, chi oggi dovesse aggiudicarsi il marchio all’attuale cifra di 132 mila euro dovrà affrontare un investimento complessivo ben superiore al valore dell’offerta stessa.

Ultime ore di gara

La chiusura è fissata alle ore 15, ma il termine potrebbe slittare. Il regolamento della piattaforma Gobid prevede infatti il prolungamento automatico della gara qualora venga presentato un rilancio negli ultimi cinque minuti disponibili.

In questo caso il sistema aggiungerà altri cinque minuti, consentendo ai concorrenti di rispondere con nuove offerte. Un meccanismo studiato per evitare aggiudicazioni all’ultimo secondo e che potrebbe trasformare il finale in una lunga serie di rilanci.

Il marchio e il futuro del calcio ternano

L’asta assume un valore particolare anche perché arriva mentre la Nuova Ternana 1925 ha ormai completato praticamente tutto il proprio percorso amministrativo verso la ripartenza dalla Serie D.

Da una parte c’è quindi il nuovo club pronto a nascere ufficialmente, dall’altra il destino del marchio storico della Ternana Calcio, uno dei simboli più importanti della tradizione sportiva cittadina.

Entro la fine della giornata dovrebbe arrivare il nome dell’aggiudicatario. Da quel momento scatteranno i termini previsti dalla procedura per il pagamento dell’intero importo dovuto e il completamento dell’operazione.

Sezione: News / Data: Gio 16 luglio 2026 alle 09:00
Autore: Ternananews Redazione
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