Giornalisti, ex rossoverdi, istituzioni e tifosi si confronteranno questa sera a partire dalle 20:30 in Bct. 

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Ivano Mari presenta l'evento insieme a Massimo Laureti, Luca Marchetti e Lorenzo Pulcioni

Paolo Tagliaveno e Sergio Anibaldi sono i primi a prendere la parola.

Inizia Tagliavento: "E' un momento triste per i colori rossoverdi. Sono giorni frenetici. Ieri abbiamo sperato per questo incontro che non è stato risolutivo. Ieri sera il Sindaco non era entusiasta dell'incontro. Mancano ancora molte ore, di situazioni nuove possono sempre avvenire. Lunedì apriremo le buste. E' stato un percorso lungo e tortuoso, la verità la vedremo nei prossimi giorni. A livello informativo qualcosa nel pomeriggio si è mosso ma non so altro. I debiti a settembre erano relativamente pochi, ora abbiamo superato i 20 milioni. Il Sindaco si sta muovendo in maniera esponenziale, lo sta facendo da Sindaco, da ex presidente e da tifoso. Non vuole che si verifichi quello che è successo fino ad oggi. Ottenere il risultato senza che tra 6 mesi si stia di nuovo da capo. Non credo l'operazione sia saltata per 400mila euro. Il nodo che dev'essere sciolto è che ci sia l'assicurazione che ci sia continuità nella gestione. Chi compra la Ternana sa quanto dovrà spendere il prossimo anno. E' una somma di denari estremamente elevata e quando qualcuno si avvicina a questa fase deve garantire continuità".

Anibaldi si sofferma sulla vicenda Stadio-Clinica: "Il progetto non è scomparso perché c'è tutta un'attività avanzata. All'esito della sentenza del Tar, che ancora non è stata notificata da parte della Regione ed è una cosa abbastanza strana, si vuole continuare il percorso ed è stato comunicato alla Stadium che ha dato l'ok al Comune. Tutto è stato inviato alla Regione 12 giorni fa. L'assenso della Regione deve avvenire entro 45 giorni che scadono a fine giugno. La norma prevede la costituzione di una società di scopo che ha in pancia solo quell'intervento proprio per schermare promotori che potrebbero mettere in crisi l'opera pubblica. Il curatore ora decide ma ha tutto l'interesse che l'asset sia in piedi e redditizio che andrà all'asta. Ci saranno alcuni vincoli per l'asta alla partecipazione per Stadium".

Parlano ora Capuano e Pettinari

Capuano: "Purtroppo i segnali non sono stati sempre positivi, già da questa estate. Ogni scadenza dovevamo farci il segno della croce. Poi il comunicato prima del derby. E' stato complicato conciliare le due cose. Abbiamo parlato con Bandecchi, ci ha detto quello che avete letto sui giornali. Noi da squadra siamo impotenti, e parlo di tutti. Se dovessimo fare qualcosa per salvare la Ternana lo faremo. Rivedremo il nostro credito per dare un proseguo alla Ternana. Da calciatori non siamo nessuno rispetto allo storia della Ternana. Nella nostra causa abbiamo parlato dei dipendenti che sono grandi professionisti. Se non era per loro molti di noi non sarebbero scesi in campo. Sono mesi che non prendono lo stipendio e guadagnano molto meno di noi. Hanno un grande attaccamento alla Ternana. Sono le prime persone dalle quale dovrà ripartire la nuova Ternana.

Non vi siete mai lasciati strumentalizzare, c'è stato un motivo per cui non avete mai parlato di questa situazione? "L'unico obietto era scendere in campo ed è stata dura pensare solo a quello. Anche gli ultimi 2 anni, ci siamo sentiti anche commercialisti, avvocati e un po' ti toglie energie. Noi eravamo in mezzo, cercavamo di chiuderci per vincere. Lo abbiamo fatto discontinuamente. Ogni settimana c'era una notizia nuova, poi interveniva Ferrero, poi via Mammarella e dentro Foresti, non c'è stata mai una base solida per farci pensare solo a giocare. Siamo stati anche troppo zitti. E' stato l'anno più brutto della mia carriera e non voglio riviverlo. Ci dispiace dover pagare i nostri stipendi per gli errori altrui. Ad oggi però quello che ci interessa è salvare la Ternana. Al momento non ci hanno proposto niente. Lunedì avremo una riunione importante allo stadio, con l'avvocato Di Campli, ci dirà qualcosa in più".

Chiederete di spalmare gli stipendi, qual è la vostra linea? Risponde Pettinari: "Aspettiamo perché ancora non ci è arrivata una proposta. Parleremo per capire se c'è una soluzione favorevole".

Come è stato l'ultimo mese e mezzo per voi? Capuano: "Ad un certo punto mentalmente arrivava il colpo. Ci siamo sempre adattati, mangiando a casa prima della partita, senza fare il ritiro, allenandoci in un campo impraticabile così come il campo dello stadio. Mi sono fatto male proprio sul sintetico saltando un sacco di partite".

Pettinari aggiunge: "La difficoltà è che si parlava di tutto meno che di calcio. Ci vogliono persone serie, dovevamo fare i professionisti tutto l'anno e non ci siamo riusciti. Sarebbe stato impossibile per chiunque vincere il campionato. Servono tante cose e non c'era niente quest'anno".

E' un calcio che tutela poco voi calciatori e i tifosi? Pettinari: "Se non avessimo finito il campionato sarebbe stato allucinante. Non è stato per noi un anno di calcio".

Nella settimana del derby avete parlato con la proprietà. Cosa vi hanno detto? Riponde Capuano: "Noi siamo andati li in pace. Abbiamo aspettato un'ora, non sapevamo dove andare. Ci hanno detto che non volevano pagare gli stipendi. Li abbiamo suppicati per pagare la scadenza per evitare la penalizzazione e per avere più tempo ma non hanno voluto. Noi abbiamo giocato sapendo tutto questo. Per questo poi siamo andati da Bandecchi".

Claudia era sempre qui e la proprietà altrove? Risponde Pettinari: "Noi abbiamo visto i presidenti a gennaio per la prima e l'ultima volta. Ci hanno dato delle indicazioni, che avrebbero onorato gli impegni fino alla fine, sono venuti a dirci cose che poi non hanno mantenuto".

Prende la parola Ferrante: "L'ultima partita siamo andati in campo da falliti e non abbiamo tirato indietro alla gamba senza pensare al nostro futuro. Non ci è fregato niente del nostro futuro. Siamo qua da tanto tempo, ci auguriamo che questa situazione si possa mettere a posto per il bene della Ternana".

Capuano: "Il rammarico è che non siamo mai stati al cento per cento contemporaneamente. Sono convinto che noi, in un campo sportivo come si deve, con una base dietro che ci consente solo di giocare a calcio, non avremo avuto nulla da invidiare a tutte le altre squadre".

Cosa vi aspettate possa succedere nelle prossime ore? Risponde Capuano: "Cha qualcuno arrivi e compri la Ternana, poi ci parleremo e siamo pronti a qualsiasi cosa per salvare la Ternana".

Arrivano Mammarella, Anibaldi e Zagaglioni.

Parla Mammarella: "Il ramo sportivo della Ternana Calcio è di 8 milioni di euro. Ragioniamo sull'annualità, i costi della prossima stagione. Sono stato anche dall'altra parte, a volte non ci si rende conto di quanto costi una società. C'è anche un valore umano che va oltre l'aspetto economico. Non avevo dubbi sotto questo punto di vista. La squadra ha dato la massima disponibilità, vogliamo salvare la Ternana. La nostra è stata un azione preventiva".

Zagaglioni fa chiarezza: "C'è ancora uno spiraglio per salvare la Ternana. Posso confermare che le discussioni sono andate avanti anche oggi. Bandecchi ha detto che c'è uno spiraglio aperto. Non possiamo dire che la Ternana sarà acquisita il 13. Però non direi che c'è una scenario così pessimistico. Ci sono possibilità che la cosa vada in porto. Ci sono soggetti che hanno firmato il patto e che potrebbero partecipare all'asta. Se presenteranno l'offerta vincolante non lo sappiamo, ma la strada è ancora aperta. Se qualcuno si aggiudica la Ternana, da 195mila euro in su, entro il 25 maggio deve andare a fare il rogito dal notaio. Dal 25 maggio al 6 giugno puoi andare a trattare con tutti i soggetti che sono detentori di un credito sportivo. 400 milioni per iscrivere la squadra il prossimo anno, 4.5 milioni da rateizzare. Ci sono debiti societari e non solo sportivi. I contratti dei calciatori sono tra privati. Dal 25 al 6 giugno questi aspetti possono essere ridiscussi e modificati".

Ci sono conferme sul ruolo di Bandecchi nella nuova Ternana? Risponde Anibaldi: "Lui si è messo a disposizione personalmente per dare una mano al nuovo proprietario. E' importante far sapere che il Sindaco e l'amministrazione comunale sono disponibili per la nuova Ternana, anche il tema della clinica e dello stadio è importante. La disponibilità del Sindaco è evidente, i giocatori sonno pronti a rinegoziare il debito, ci possono essere delle possibilità per rinegoziare alcuni debiti della società, sono elementi che devono essere chiari e dichiarati. C'è il supporto della città. Elementi che dovrebbero essere chiari a chi sta facendo delle valutazioni. C'è poco tempo".

Per la possibile penalizzazione, si potrebbe azzerare con la nuova società? Risponde Mammarella: "Sulla penalizzazione ci sono regole scritte. Cambiando nome c'è un nuovo statuto, questa cosa può succedere ma adesso non ci pensiamo".

Quanto è difficile fare mercato in C e garantire la sostenibilità alla società? Risponde Mammarella: "Non c'è mai stata una società che abbia messo a disposizione un budget. A dicembre stavo lavorando per togliere un milione e mezzo sul monte ingaggi totale della Ternana, poi abbiamo speso oltre quello che avevamo. Ci vuole la volontà e le persone giuste per poter perseguire una strada, un obiettivo. Ci sono tanti ragazzi giovani che sono pronti per stare in prima squadra. La riforma Zola garantirebbe un introito importante per la società. Terni dev'essere resettata. Ci vuole amore, cuore, visione. Abbiamo sempre e solo parlato di risorse ma dobbiamo andare un po' oltre. Dobbiamo essere trutti bravi a capire che la medicina può essere molto amara ma necessaria".

Interviene anche Attilio Tesser collegato telefonicamente: "In questi ultimi mesi mi aspettavo questa situazione, due anni fa direi di no che non avrei mai pensato a questa situazione. Mi dispiace profondamente, è un momento per tutti non bello, spero di cuore che si riesca a trovare una soluzione in questi giorni".

Tu sei passato con la Triestina in questa situazione: "Ci ha unito ancora maggiormente, avevamo dentro una rabbia superiore. Si trova la compattezza per raggiungere il risultato, per rispettare la maglia fino in fondo. A noi ci hanno unito le problematiche economiche della società".

Cosa pensi dell'azionariato popolare? "Non mi soprende perchè per i tifosi e la città la Ternana è tutto. Non mi meraviglia per niente. E' un po' una novità nel calcio, è un atto di cuore importante ma per mandare avanti un club ci vuole tanto, soprattutto in una categoria dove ci si rimette tantissimo. A Terni sono stato veramente bene, auguro di cuore di trovare la strada che porti la Ternana di stare nelle categoria che merita".

Riprende la parola Mammarella sui costi della Ternana: "Si può riprendere a lavorare bene anche sui 4 milioni totali, si può lavorare bene. Il primo luglio, la Ternana aveva un monte ingaggi lordo di 6 milioni di euro. Il 2 settembre ho chiuso con un costo lordo di 3.4 milioni".

Capuano ha detto che è stato il suo anno peggiore. "Lo capisco, è il capitano e si fa garante di situazioni che succedono al campo. Quando iniziano a mancare i mattoncini fai fatica a trovare spiegazioni ai più giovani. Non avere mai un punto di riferimento ben chiaro rende tutto più complicato".

Come hai reagito alla famosa conferenza stampa nella quale sei stato liquidato? "E' stata brutta, ho trovato tanti nemici in questa città. Due mesi prima ero entrato dentro casa loro, se ti ospito è perché so chi sto facendo entrare. Sono persone che hanno goduto nel fallimento della Ternana, che sperano di ripartire dall'Eccellenza. Dietro c'era un disegno ben chiaro da parte della famiglia. Hanno sottovalutato la persona. Se per 20 anni l'interno degli spogliatoi qualcosa ho deciso e ho fatto, allora le valutazioni sono state sbagliate. Ci sarà tempo per parlare di tutto. Ci saranno cause e tribunali. In 26 anni di carriera questa volta siamo andati oltre. A prescindere di come finirà questa storia, con determinate persone sono pronto a mettere il mio contratto a disposizione. Se percepisco che c'è la volontà di cambiare, Carlo Mammarella non sarà mai un ostacolo per la Ternana".

Non avrai un compito facile la prossima estate: "Sarà simile a quello del prossimo anno. Sono entrato nello spogliatoio il 16 dicembre per dire alla squadra che non si sarebbero pagati gli stipendi. Anche i direttori, quando operano, è perché c'è qualcuno che firma, c'è una società che ha avallato tutte le scelte. Non mi sento di dare una responsabilità a chi ha lavorato in sede di mercato".

Interviene in collegamento l'advisor Massimo Sarandrea.

"Dobbiamo andare tutti avanti con una parola magica, la riconciliazione, dei numeri in particolare come dicevamo con Bandecchi. Riconciliazione che non appartiene all'imprenditore che io rappresento. La gestione precedente pensava solo di fare business. Gestire un club come Ternana senza fatturato, è stato da sprovveduti per non dire altro".

C'è ancora la possibilità che la Ternana venga acquistata all'asta fallimentare? "Ci stiamo lavorando. Ieri la trattativa è andata un po' in down, oggi è andata in rimbalzo. C'è stata l'apertura della rosa della Ternana, di mettersi seduti. Ringrazio Mangiarano e Mammarella che rappresentano tutto lo spogliatoio. Hanno dimostrato di riconciliare ma anche di rinunciare. E' un grande attaccamento alla maglia. Chi oggi fa l'operazione Ternana tutto è meno che imprenditore, perché significa prendersi una scatola senza attivi ma solo con i debiti. Bisogna pagare 400mila euro per 4.8 milioni di debiti. Bisogna ragionare come una Onlus non come imprenditori. Vedere questa maratona che avete organizzato è la dimostrazione che esiste il coraggio e sostegno. E' anche una sorta di appello da parte vostra. Il calcio non è per tutti ma è anche di tutti. A Salerno, che ho gestito in questi mesi, quando dicevo utenza invece che tifoseria restavano male. La città deve riconoscersi nella loro maglia. E' importante non mandare deserta l'asta. Bandecchi è un grande motivatore, è veramente innamorato di questa squadra, fa il tifo per questo imprenditore che sta facendo i suoi conti. Il 12 scade il temine l'adesione versando i 200 mila euro che devono essere saldati entro il 18, poi entro il 25 bisogna firmare il rogito dove avviene la cessione del ramo. L'imprenditore aveva già pensato al nuovo nome US Ternana 1925. Poi bisogna pensare alla prima scadenza dove non sono stati generosi con la Ternana. Bisogna affrontare i primi 4.1 milioni. L'obiettivo dell'imprenditore è portare questo importo a 2 milioni".

Possono entrare anche nuovi soci o Splendori va avanti da solo? "Splendori lo conosco da qualche anno e per me deve andare avanti da solo o con pochi. Non c'è poco per fare altro, i tempi sono veramente stretti. Ora ci vuole l'accordo con i collaboratori, la rosa, è questo il primo impegno. Qui si può trovare la strada per il salvataggio. Con l'AdE la strada è accessibile, si può rateizzare. Sono confidente che si troverà l'accordo con le parti che oggi sono fuori rosa. Quello che ci tengo a dire e che forse non è passato, è che la volonta dell'imprenditore che vuole entrare, è che tutti devono aderire, tutti devono scendere in campo. Non può essere che su 26, 24 aderiscono e 2 restano fuori. Un aspetto che condivido pienamente. E' giusto che tutti siano pronti a rimandare le proprie responsabilità perché poi parte degli ingaggi saranno spalmati la prossima stagione. Il nemico di questa operazione è il tempo. Chi approccia con l'idea di impresa non entra in questa operazione. Non si intravede fatturato, la cosa certa è che ci sono più di 8 milioni di euro di debiti che forse sono anche pesanti. I primi 4.2 sono generati da persone che non sapevano nemmeno cosa stavano facendo, un comportamente totalmente irresponsabile. L'altro pomeriggio mi ha colpito il pomeriggio passato con Mammarella, Mangiarano e i collaboratori che non vengono pagati, a lavorare per salvare il club".

Che caratterstiche dovrà avere la nuova Ternana? "Bisogna investire sul capitale umano. Bisogna investire sui giovani, bisogna stabilire un diallogo con la tifoseria, la squadra deve giocare ogni domenica e lanciare nuovi giovani nel panorama calcistico. Questo si può fare anche con l'aiuto delle istituzioni. Sono convinto che, se arrivano determinate persone di sport, cambieranno tante cose in federazione. Ci sarà il futuro della Ternana, forse ci vorrà un anno di più se non si porta a termine l'operazione, ma la Ternana deve ripartire dai giovani, si dovrà costruire un qualcosa da ragguingere in 24-36 mesi".

Cosa può servire per far fare un passo in avanti a Splendori? "Stiamo tutti tentando di non dare per morta la Ternana perché non lo è. Voglio sottolineare che, un club, per quanto c'è un'identità, una città, bisogna vederlo anche con l'occhio economico. Non ci sono asset attivi, ma solo passivi. Ci sono 8.4 milioni di debiti, poi va aggiunto il monte ingaggi. Bisogna dare un equilibrio economico a un club che oggi, alla voce ricavi, ha 1.2 milioni. Il monte ingaggi ad oggi è di 6 milioni. C'è un delta di 4-5 milioni che si possono sanare con l'aumento di capitale. La raccolta non sostiene questi numeri. Devi trovare un imprenditori che mette 4 milioni".

Cosa è cambiato in 24 ore e qual è l'obiettivo di Splendori sul territorio? "E' cambiata l'energia anche del Sindaco che ha trasferisce grande positività. Disegna bene la voce dei costi ma dimostra grande attaccamento a questa squadra e alla città. Si sta lavorando con alcuni giocatori che possano sacrificarsi all'unanimità, bisogna arrivare a trenta trentesimi. Non si gioca al ribasso. Bisogna inquadrare la situazione. L'operazione non è speculativa. Si deve solo capire se, una volta che ci si prende l'impegno, non ci siano poi manifestazioni come quella di questa sera. Bisogna fare bene i conti. Non vedo problemi sul 16 giugno, c'è molto attaccamento alla maglia, ma poi non finisce li. Bisogna cercare di mettere sul campo una squadra competitiva che parte già con delle penalizzazioni. Bisogna fare qualcosa di competitivo bisogna spendere. C'è un monte ingaggi alto. Chi entra si sta facendo i suoi conti. L'imprenditore ha dei progetti sul territorio, ha fatto degli investimenti immmobiliari in provincia. Terni si trova a 40 minuti da Roma. Quindi sta valutando tutto, sono molto io che sto spingendo per portare a buon fine l'operazione. Se l'asta va deserta, questa città ha sempre grande attaccamento, passione ma non ha più 8.4 milioni di euro di debiti. E' una situazione che fa gola all'imprenditore".

Che percentuali ci sono che l'operazione possa andare a buon fine? "Le prossime ore saranno decisive. Vedremo cosa dirà chi è fuori rosa. Io personalmente ci credo tantissimo, vedo il giusto atteggiamento, non c'è arroganza, aspetti che non ho mai visto in altre città. Devo convincere chi ci mette faccia e soldi".

"MARATONA TERNANA" IL LIVE DALLA BCT
Sezione: Primo Piano / Data: Ven 08 maggio 2026 alle 20:00
Autore: Ternananews Redazione
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