Un «satrapo medievale», lo aveva apostrofato così l’a.d. del Catania Pietro Lo Monaco depositando presso il tribunale di Roma la denuncia-querela per abuso di ufficio a carico dell’allora commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini. Di lì a poco si sarebbero svolte le elezioni, con l’incoronazione di Gabriele Gravina. Un’estate infuocata era appena trascorsa, l’evento più incendiario era stata l’istituzione della Serie B a 19 squadre e il conseguente blocco dei ripescaggi. Mezza Italia era insorta, ma la modifica era passata. Oggi, quasi un anno e mezzo dopo, Roberto Fabbricini ottiene, almeno in sede penale, il ripristino della verità: quella scelta era legittima. Il 22 gennaio scorso, il gip Elvira Tamburelli ha firmato il decreto di archiviazione del procedimento mosso dal Catania, come richiesto dal pm, perché «non si apprezza, nella condotta tenuta dall’indagato, l’ipotesi della violazione di legge» e «ritenuto che anche sotto il profilo va, comunque, certamente escluso nel caso di specie il dolo».
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