Ternana, dopo l’inchiesta AGI depositati due esposti in Procura: nel mirino Ferrero e Pucci

Ternana, dopo l’inchiesta AGI depositati due esposti in Procura: nel mirino Ferrero e Pucci

Gian Luigi Rizzo patron Ternana Calcio - Foto TernanaNews

Si muove la famiglia Rizzo, proprietaria della Ternana Calcio. Dopo l’inchiesta dell’AGI, nelle ultime ore sono stati depositati i primi due esposti alla Procura della Repubblica di Terni, aprendo ufficialmente un nuovo fronte giudiziario legato alla gestione del club rossoverde.

Il primo esposto: ipotesi di infedeltà patrimoniale

Secondo quanto riportato da AGI, il primo esposto riguarda gli atti dell’ex super consulente della Ternana Massimo Ferrero, già presidente della Sampdoria, e dell’ex amministratore unico Tiziana Pucci. Nelle carte depositate si chiede ai magistrati umbri di indagare i due per il reato di “infedeltà patrimoniale in concorso”.

Ferrero e Pucci sono legati da un rapporto storico: la Pucci è stata infatti per anni la segretaria personale dell’ex numero uno blucerchiato e, durante l’esperienza ternana, si faceva chiamare “vicepresidente”. I due si sono poi ritrovati insieme nella breve parentesi umbra.

La famiglia Rizzo, con in prima linea la patron Claudia Rizzo, 23 anni, assistita dall’avvocato Manlio Morcella, ritiene di aver subito un vero e proprio raggiro nel corso della gestione precedente.

L’accusa contestata è pesante: l’infedeltà patrimoniale è un reato che si configura quando amministratori o figure apicali cagionano intenzionalmente un danno patrimoniale alla società per procurare a sé o ad altri un ingiusto profitto. La pena prevista va da 6 mesi a 3 anni di reclusione.

Il secondo esposto e il ruolo della Procura di Terni

Il secondo esposto, sempre secondo la ricostruzione di AGI, ricostruirebbe l’intero periodo compreso tra giugno 2024 e settembre 2025, ovvero prima del passaggio definitivo della società nelle mani dei Rizzo.

Un susseguirsi di operazioni economiche ora al vaglio degli inquirenti e sulla scrivania del procuratore capo di Terni Antonio Laronga, magistrato da poco arrivato in Umbria ma con un curriculum di rilievo: 59 anni, originario di Torremaggiore, da oltre 25 anni impegnato nel contrasto alla criminalità organizzata e in particolare alla cosiddetta “quarta mafia”, tema al quale ha dedicato anche due libri.

La mossa di Ferrero e il contratto contestato

Nell’inchiesta AGI viene inoltre ricostruita una mossa chiave: martedì 9 dicembre 2025, uno o due giorni prima dell’assemblea dei soci che avrebbe dovuto revocare gli incarichi a Ferrero e Pucci, quest’ultima avrebbe fatto depositare un atto sulla crisi aziendale della Ternana.

Un passaggio che avrebbe di fatto bloccato il licenziamento di entrambi e impedito al nuovo amministratore designato di subentrare. Secondo fonti citate dall’agenzia, per questa operazione sarebbe stato coinvolto un notaio di Cassino.

Altro nodo centrale riguarda il contratto di Massimo Ferrero: il 19 settembre scorso, grazie all’allora ad Pucci, Ferrero avrebbe ottenuto un accordo di tre anni – a fronte dell’anno richiesto dalla famiglia Rizzo – con cifre considerate fuori budget.

Nel ruolo di consulente, Ferrero avrebbe percepito 360 mila euro netti complessivi per il triennio, cifra che sarebbe salita a circa 600 mila euro in caso di promozione in Serie B. A questi si sarebbero aggiunti premi rilevanti: 1 milione di euro netti per la promozione in Serie B e addirittura 2 milioni di euro netti per un’eventuale promozione in Serie A.

Una vicenda complessa e delicata che ora passa al vaglio della magistratura e che rischia di avere ripercussioni profonde sul recente passato della Ternana Calcio.