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Ternana: cambio nome si, cambio nome no

La questione ha diviso e continua a dividere molti tifosi, eppure il cambio di denominazione sociale è stato sin da subito uno dei punti fondamentali affinchè la trattativa fra la famiglia Longarini e Stefano Bandecchi, patron dell'Unicusano, andasse a buon fine. 

Con la trattativa di fatto alle battute finali, nell'attesa che si sbrighino soltanto le pratiche burocratiche e tecniche, la prospettiva di trasformare le Fere in Unicusano Ternana si fa sempre più concreta e vicina, tanto più che per regolamento entro il 15 luglio la richiesta dovrà necessariamente essere presentata, dopo aver sentito il parere della Lega competente o del Settore per l’Attività Giovanile e Scolastica, dal Presidente della F.I.G.C.. Sembrerebbe che tutto stia andando nel verso giusto, non da ultimo anche l'avvocato Proietti ha affermato che i documenti sono pronti e che non vede per quale motivo la Federazione si potrebbe opporre alla nuova denominazione prevista per la Ternana; eppure qualcosa potrebbe mettere i bastoni fra le ruote. La premessa è che il regolamento della Figc in merito non sembra del tutto chiaro e potrebbe aprire la strada a qualche frizione. 

Per le due massime serie italiane, Serie A e Serie B, il cambio di denominazione sociale non può essere accettato nel caso in cui preveda "l’integrale sostituzione della denominazione sociale con altra avente esclusivo carattere propagandistico o pubblicitario". Questa particolarità non sembrerebbe impedire all'Unicusano di aggiungere il nome dell'ateneo accanto a quello classico della Ternana, quindi; scorrendo e continuando con la lettura, però, ci si imbatte in una particolare clausola che tira in ballo la Serie C. "Per la lega Professionisti Serie C -si legge –  è ammessa l’integrazione  della denominazione sociale con il nome dell’eventuale sponsor nel rispetto delle condizioni previste al riguardo nel regolamento di detta Lega": questa differenziazione lascia sottintendere che solamente nella terza lega italiana sia possibile accostare il nome della squadra ad un altro con finalità pubblicitarie. 

Il nodo da sciogliere resta dunque quello di cercare di capire se la denominazione Unicusano Ternana sia utilizzabile in Serie B come lo è stato in Lega Pro, dal prossimo anno di nuovo Serie C, con il Fondi. La questione del nome, dunque, potrebbe essere destinata a tenere banco non solo fra i tifosi rossoverdi, ma anche a livelli ben più elevati.

Marina Ferretti

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